Conte: “Noi forza autonoma ma il dialogo con il Pd può intensificarsi sempre di più”
di Marina de Ghantuz CubbeSe la segretaria del Pd Elly Schlein ieri ha parlato di "fase nuova" di fronte a decine di migliaia di persone in piazza del Popolo, a Roma, il presidente del M5s Giuseppe Conte oggi risponde dal Teatro Italia, dove è in corso l'assemblea territoriale dei pentastellati.
"Noi siamo una forza autonoma che sta facendo un suo percorso e lo ha sempre fatto in autonomia, proseguiremo a tracciare una linea innovativa per l'intero paese. Saremo sempre avanti, in trincea per raccogliere le sfide per questo paese. Ma è chiaro che il dialogo col PD possa intensificarsi sempre più". La strada è tracciata, bisogna capire dove porta. Al momento anche il M5s ha la sua "fase" quella, continua ancora Conte, "del radicamento territoriale, sono partiti 220 gruppi territoriali che eleggono i loro rappresentanti, stiamo recuperando la nostra fondamentale vocazione che è quella di fare politica dal basso. La politica non può essere solo di vertice e nell’istituzione, dove si riuniscono i nostri simpatizzan…
Se la segretaria del Pd Elly Schlein ieri ha parlato di "fase nuova" di fronte a decine di migliaia di persone in piazza del Popolo, a Roma, il presidente del M5s Giuseppe Conte oggi risponde dal Teatro Italia, dove è in corso l'assemblea territoriale dei pentastellati.
"Noi siamo una forza autonoma che sta facendo un suo percorso e lo ha sempre fatto in autonomia, proseguiremo a tracciare una linea innovativa per l'intero paese. Saremo sempre avanti, in trincea per raccogliere le sfide per questo paese. Ma è chiaro che il dialogo col PD possa intensificarsi sempre più". La strada è tracciata, bisogna capire dove porta. Al momento anche il M5s ha la sua "fase" quella, continua ancora Conte, "del radicamento territoriale, sono partiti 220 gruppi territoriali che eleggono i loro rappresentanti, stiamo recuperando la nostra fondamentale vocazione che è quella di fare politica dal basso. La politica non può essere solo di vertice e nell’istituzione, dove si riuniscono i nostri simpatizzanti, amici, iscritti, lì c'è la politica". Per motivi diversi, era il problema ancora in parte irrisolto del Pd che sotto la segreteria di Nicola Zingaretti ripeteva: "Dobbiamo tornare nei territori". D'altronde le poche voci di dissenso che si alzano nel Movimento parlano proprio di verticismo da superare, della base che deve tornare a essere preponderante nelle decisioni.
Dalla politica interna al partito, Conte è poi passato al governo Meloni e alla manovra ritenuta "un disastro" che porta il Paese in recessione. "Abbiamo incontrato non solo i sindacati ma le organizzazioni di categoria, l'Anci per i comuni, le associazioni no profit e del mondo della disabilità. Un pianto dappertutto. Con fortissime preoccupazioni. Questa manovra nell'impostazione e nelle misure è completamente sbagliata e questo è una sciagura per l'Italia intera e condanni il paese a una recessione. Già la congiuntura economica non è favorevole, così è un disastro. Solo il governo non lo ha capito, ma questo governo non dialoga, non si confronta".