Conte: “Grillo dice di aver fallito? È un mattatore, mi ha fatto ridere”. Ma anche Casaleggio scarica il M5S
di Matteo PucciarelliGiuseppe Conte, leader del M5S
(ansa)Beppe Grillo torna in tv, fa fare il record di share al Nove con Che Tempo che fa (12 per cento) e come al solito scatena le polemiche. La vicenda è delicata e nota, riguarda il figlio Ciro e il processo in corso a suo carico ed ad altri tre ragazzi per un presunto stupro. In trasmissione il comico aveva attaccato Giulia Bongiorno, avvocata della ragazza coinvolta, tirando in ballo i suoi conflitti di interessi: «È presidente della commissione Giustizia, senatrice della Lega, fa dei comizietti fuori dai tribunali...». Replica di Bongiorno: «Dopo una drammatica udienza, commentata come da prassi anche dai difensori degli imputati, ho riferito che la mia assistita ha dichiarato in aula di essere devastata e di aver tentato il suicidio. Grillo ha cercato di trasformare in show persino il dramma di questa ragazza, ridacchiando, gridando e definendo “comizietto’’ il mio intervento. Vuole intimidirci? Vuole provare a mettere pressione al Tribunale?», si domanda l’esponente leghista.
È la se…
Beppe Grillo torna in tv, fa fare il record di share al Nove con Che Tempo che fa (12 per cento) e come al solito scatena le polemiche. La vicenda è delicata e nota, riguarda il figlio Ciro e il processo in corso a suo carico ed ad altri tre ragazzi per un presunto stupro. In trasmissione il comico aveva attaccato Giulia Bongiorno, avvocata della ragazza coinvolta, tirando in ballo i suoi conflitti di interessi: «È presidente della commissione Giustizia, senatrice della Lega, fa dei comizietti fuori dai tribunali...». Replica di Bongiorno: «Dopo una drammatica udienza, commentata come da prassi anche dai difensori degli imputati, ho riferito che la mia assistita ha dichiarato in aula di essere devastata e di aver tentato il suicidio. Grillo ha cercato di trasformare in show persino il dramma di questa ragazza, ridacchiando, gridando e definendo “comizietto’’ il mio intervento. Vuole intimidirci? Vuole provare a mettere pressione al Tribunale?», si domanda l’esponente leghista.
È la seconda volta che il fondatore del M5S entra a gamba tesa sulla questione giudiziaria in famiglia e la prima fu un autentico disastro: dopo un suo videomessaggio social dove derubricava a “ragazzata” la storia del figlio e degli amici, quella che era stata una notizia di cronaca trattata con discrezione dai giornali diventò improvvisamente un caso da prima pagina. Anche nel suo stesso Movimento in diversi, soprattutto donne, presero le distanze dalle sue parole. Stavolta nei 5 Stelle la linea generale è stata quella del no comment, anche rispetto all’altra dichiarazione forte del comico, come sempre a metà tra ironia e realtà («Ho fallito, ho rovinato un Paese: tutti quelli che ho mandato a quel paese sono al governo...»; e su Giuseppe Conte: «Avevamo bisogno di uno della società civile, parlava e non si capiva cosa diceva e quindi era perfetto», e giù a ridere). Replica per l’appunto solo Conte, su due punti. Il primo: «Penso che la politica non debba mischiarsi ai processi in corso, figuratevi se posso commentare un processo in corso altrui». E il secondo: «Grillo si è rivelato un grandissimo mattatore, erano dieci anni che mancava, una grande performance, è in forma splendida. È stato assolutamente divertente e se volete saperlo mi sono messo a ridere...». Dopodiché quando riappare Grillo è aria di revival, quindi ecco Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, commentare all’Adnkronos che «oggi le fondamenta sulle quali era stato costruito il M5S non ci sono più». Ed è abbastanza pacifico, per dire: nei giorni scorsi, quando era stata contrattata e decisa la sua partecipazione da Fabio Fazio, Grillo non aveva avvertito nessuno nel Movimento, di cui è ancora garante. Garante e pure consulente alla comunicazione, visto che ha in piedi un contratto con il partito da circa 300 mila euro l’anno. Per fare cosa, a dire il vero, non l’ha ben mai capito nessuno in via di Campo Marzio. E del resto la partecipazione di Grillo a eventi pubblici del partito è rarefatta, ridotta a minuscoli spot non sempre utilissimi, come quando ad esempio le sue parole sulle ‘brigate di cittadinanza’ lo scorso giugno alla manifestazione di Roma in difesa del reddito fecero più baccano che altro. Il garante è fatto così, prendere o lasciare, e nel bene e nel male oggi Conte deve anche a lui se ha un ruolo politico di primo piano.