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Metti un sindaco a cena a casa dei militanti da Nord a Sud. Matteo Ricci: “Così sono andato alla scoperta della pancia del Pd”

In un libro il sindaco di Pesaro racconta il suo anno trascorso in giro per l’Italia alla ricerca dell’anima smarrita della base dem: “Con Elly la rimonta è possibile, piazza del Popolo lo dimostra”
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“Dalla piazza di sabato del Pd comincia la grande sfida per le europee: gli italiani hanno iniziato ad aprire gli occhi sul governo Meloni”. Matteo Ricci, sindaco dem di Pesaro al suo secondo mandato, presidente di Ali, l'associazione per le autonomie, ha trasformato il tour di incontri a casa delle famiglie italiane in un libro – “Pane e politica”- ricco di analisi, aneddoti e suggerimenti per una “politica dell’ascolto”.

Ricci, dalla piazza di sabato è arrivata la chiamata della segretaria Elly Schlein a rimboccarsi le maniche per l’alternativa al governo Meloni. Da dove si comincia?

“Da una politica che sappia sperimentare una forma di partecipazione nuova, reale e digitale. Della parola partecipazione ci siamo riempiti la bocca ma abbiamo parlato sempre agli stessi o tra di noi. La sconfitta alle urne del 22 settembre 2022 è stata storica per la sinistra italiana. Se vogliamo tornare a vincere, dobbiamo ripartire dalle persone che abbiamo abbandonato negli ultimi dieci anni”.

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“Dalla piazza di sabato del Pd comincia la grande sfida per le europee: gli italiani hanno iniziato ad aprire gli occhi sul governo Meloni”. Matteo Ricci, sindaco dem di Pesaro al suo secondo mandato, presidente di Ali, l'associazione per le autonomie, ha trasformato il tour di incontri a casa delle famiglie italiane in un libro – “Pane e politica”- ricco di analisi, aneddoti e suggerimenti per una “politica dell’ascolto”.

Ricci, dalla piazza di sabato è arrivata la chiamata della segretaria Elly Schlein a rimboccarsi le maniche per l’alternativa al governo Meloni. Da dove si comincia?

“Da una politica che sappia sperimentare una forma di partecipazione nuova, reale e digitale. Della parola partecipazione ci siamo riempiti la bocca ma abbiamo parlato sempre agli stessi o tra di noi. La sconfitta alle urne del 22 settembre 2022 è stata storica per la sinistra italiana. Se vogliamo tornare a vincere, dobbiamo ripartire dalle persone che abbiamo abbandonato negli ultimi dieci anni”.

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Lei ha scritto il libro “Pane e politica” (edito da Paper first, con prefazione di Walter Veltroni), che è un viaggio in tutta Italia, in cui, ospite a cena di famiglie, ha inaugurato una politica dell’ascolto e conviviale. Cosa le ha insegnato questa esperienza?

“E’ stata una inedita campagna post elettorale la mia. Il Pd deve essere popolare e avere una ambizione maggioritaria. Non vuol dire che il partito debba sentirsi autosufficiente, ma che possa costruire alleanze avendo l’ambizione già alle prossime europee di essere il primo partito italiano. Dobbiamo avere la forza di essere competitivi con Fratelli d’Italia. Perciò da qui a giugno, la bella piazza di sabato scorso va trasformata in reale alternativa di governo”.

Facile a dirsi, più difficile a farsi.

“Sarà fondamentale l’aiuto a Schlein dei tanti sindaci progressisti che sono radicati e di fatto maggioritari nelle loro città”.

Un Pd a cui lei non risparmia critiche e che ha perso il suo popolo?

“Noi dem per tornare a vincere dobbiamo capire dove abbiamo sbagliato. Ho cercato di comprenderlo ascoltando i cittadini in questa particolare campagna post elettorale fatta. Innanzitutto abbiamo pagato il fatto di essere stati dieci anni al governo senza vincere le elezioni: questo ha offuscato la nostra identità. Ma nel 2024 l’alternativa dovrà partire da un nuovo patto sociale tra lavoro e impresa e rilanciando il progetto degli Stati Uniti d’Europa”.

Per i sindaci c’è il limite di mandato: non più di due consecutivi. Non va bene?

“Siamo contrari al limite di mandato per i sindaci, che non c’è in nessun Paese europeo, ad eccezione del Portogallo dove se ne possono fare tre”.

Si candiderà alle europee?

“Ho detto pubblicamente che sono disponibile a candidarmi, pronto a dare una mano. Poi sarà la segretaria a decidere”.

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