“Campo con 3000 euro di vitalizio e sogno l’alternativa sovranista”. La second life di Marco Rizzo, tra nostalgia del Pci e il feeling col “nero” Alemanno
di Stefano BaldoliniMai letto Tolkien o la Macondo di Gabriel Garcia Marquez. “Mi sono fermato a Salgari e Tex Willer”, racconta Marco Rizzo, ex Pci, balzato agli onori della cronaca, ancora una volta, per l'ultima bizzarra svolta della sua vita politica a dir poco vivace. Sempre sull'orlo della provocazione, del paradosso, dell'audacia. Rivendica, appunto, il diritto di parlare con Gianni Alemanno, l'ex Msi col quale sta dando vita a una nuova formazione politica: il Forum per l'Indipendenza italiana.
Ma prima occorre fare un passo indietro, perché gli italiani avevano un po' perso la traiettoria politica e personale di questo ex parlamentare europeo con una voglia matta di tornare sulla scena. Magari di nuovo nell'Europarlamento, l'anno prossimo, entrando dalla porta che non ti aspetti.
Sessantaquattro anni, torinese, europarlamentare dal 2004 al 2009, tra i fondatori dell'area di Rifondazione comunista che faceva riferimento ad Armando Cossutta. Quella dei duri e puri, per intenderci. Poi lo strappo c…
Mai letto Tolkien o la Macondo di Gabriel Garcia Marquez. “Mi sono fermato a Salgari e Tex Willer”, racconta Marco Rizzo, ex Pci, balzato agli onori della cronaca, ancora una volta, per l'ultima bizzarra svolta della sua vita politica a dir poco vivace. Sempre sull'orlo della provocazione, del paradosso, dell'audacia. Rivendica, appunto, il diritto di parlare con Gianni Alemanno, l'ex Msi col quale sta dando vita a una nuova formazione politica: il Forum per l'Indipendenza italiana.
Ma prima occorre fare un passo indietro, perché gli italiani avevano un po' perso la traiettoria politica e personale di questo ex parlamentare europeo con una voglia matta di tornare sulla scena. Magari di nuovo nell'Europarlamento, l'anno prossimo, entrando dalla porta che non ti aspetti.
Sessantaquattro anni, torinese, europarlamentare dal 2004 al 2009, tra i fondatori dell'area di Rifondazione comunista che faceva riferimento ad Armando Cossutta. Quella dei duri e puri, per intenderci. Poi lo strappo coi Comunisti italiani. In Parlamento dal 1994. Ma questo è il curriculum politico. Oggi cosa fa, di cosa si occupa, di cosa vive Marco Rizzo?
“Prendo un vitalizio di circa 3000 euro”, risponde. Meno dunque dei 4500 di cui si lamentò un po’ di tempo fa, provocando un certo disappunto. “C’è stata la riforma… Mi vorrete pure far campare.” – aggiunge – “Dopo 20 anni di Parlamento italiano ed europeo prendo quanto un portiere d’albergo”. Anche perché “non ho altre fonti di reddito” e “con la politica ci perdo”, assicura, immaginando l’effetto delle sue parole. Per il resto, le sue giornate scorrono tra l’amata boxe e le partite di burraco. Talvolta, porta a passeggio i cani di famiglia, “non miei, io faccio il dogsitter”.
Pronto come sempre a rivendicare le origini proletarie: “Io sono sempre quello nato a Borgo Vittoria da padre operaio Fiat, che dormiva con un letto che veniva giù la sera e tornava su la mattina. Poi la vita mi ha dato tanti privilegi, ma quando vado a Torino torno al bar Spina, dove ci facciamo il caffè con il fornelletto da campeggio”. Aggiunge: “So comportarmi a tavola. Ma sono quella roba lì”.
La convergenza con Alemanno
Intanto il partito sembra essere cosa fatta. Guai a chiamarlo “rosso-bruno”, a sentire lui. “Che c’entriamo con le camicie brune del nazismo?”, dice a Repubblica il fondatore di Italia sovrana e popolare, “Noi questa cosa è un anno che la stiamo coltivando con Francesco Toscano, che è un cattolico sociale, per certi versi tradizionalista”.
E che c’entra Alemanno? “Si parla con tutti, si fa politica”. Poi minimizza un po’ l’appuntamento dell’Ergife di Roma: “Comunque era solo una tavola rotonda, ma un errore di comunicazione l’ha fatta apparire come la partecipazione alla fondazione di un partito”. Moni Ovadia non l’ha capito, per questo ha dato forfait? “Per la poca chiarezza della locandina, ma Ovadia sarà con noi sabato a Milano alla manifestazione per la Palestina”.
Ad ogni modo, Rizzo non nega punti di contatto con il movimento dell’ex sindaco di Roma: “Sulla guerra, contro le multinazionali, il globalismo e liberismo”. Su cosa sarà il Forum per l’indipendenza italiana (questo il nome del nuovo partitino di Alemanno), l'ex parlamentare si è fatto un'idea. “Oggi c’è uno spazio enorme che contesta questa finta sinistra e questa finta destra che sulle cose importanti fanno le stesse cose. Le classi lavoratrici, tradite dai sindacati, e il ceto medio, che non è più rappresentato. Il tema del lavoro completamente cancellato”.
Rizzo ha sempre detto che non era di sinistra, ma comunista. Si coglie qualche eco, ma lo spirito dei tempi è un altro: “Il tema oggi è la sovranità, i paesi Ue sono delle colonie di fatto. La classe dirigente dell’Europa ha abiurato la difesa dei popoli”. Mentre in Germania “Sahra Wagenknecht scioglie la Linke e ora costruisce un partito sovranista che si richiama al socialismo”. Ecco allora che “il tema delle patrie va ripreso a sinistra. Di fronte alle multinazionali parlare di patria vuol dire stare dalla parte del popolo”. E anche la famiglia, a suo dire, "va difesa, perché è un ordinamento dello stato sociale: senza la famiglia ci sarebbero 11 milioni di poveri”.
Alle Politiche nessuna delle forze “alternative” è entrata in Parlamento. Italia sovrana e popolare di Rizzo aveva candidato tra gli altri, Gina Lollobrigida, Antonio Ingroia e Claudio Messora, l’editore di Byoblu. Non ha raggiunto la soglia vitale del 3%. Rizzo un po’ tergiversa sul patto con Alemanno in chiave elettorale: “Vediamo, non c’è nessuna fretta. Può essere a queste o alle prossime politiche. Le liste le devi chiudere a dicembre, sono 150 mila firme”. Non lo esclude? “Non escludo nemmeno la rivoluzione”.