Visibilia sull’orlo del crac: si sfilano i soci e il fondo Negma, Santanchè deve trovare nuovi investitori
di Sandro De Riccardis , Antonio FraschillaDaniela Santanchè alla kermesse di Fratelli d'Italia sul lavoro
(ansa)ROMA - Due grane per la società Visibilia della ministra del Turismo Daniela Santanchè, a caccia adesso di soldi e nuovi soci per evitare una crisi irreversibile: si sfila il socio Sif, dopo la morte dell’amico Luca Ruffino, che doveva salvare il gruppo; e si sfila anche il fondo Negma. La società è adesso appesa a un filo, pressata dai creditori (per i quali a garanzia c’è sempre la casa della ministra valutata sei milioni di euro). È ancora in corso l’ispezione del ministero che si concluderà a gennaio. Dopo si capirà se la società eviterà l’eventuale amministrazione controllata: anticamera del fallimento.
Ma andiamo per ordine. Sif Italia, azionista di maggioranza e società che era guidata da Luca Ruffino, si sfila dal "sostegno al progetto di risanamento del gruppo Visibilia", tanto che il cda di Visibilia Editore ha deciso di avviare la "composizione negoziata della crisi d'impresa di gruppo" e di presentare una "richiesta di finanziamento soci a supporto del piano di ristruttura…
ROMA - Due grane per la società Visibilia della ministra del Turismo Daniela Santanchè, a caccia adesso di soldi e nuovi soci per evitare una crisi irreversibile: si sfila il socio Sif, dopo la morte dell’amico Luca Ruffino, che doveva salvare il gruppo; e si sfila anche il fondo Negma. La società è adesso appesa a un filo, pressata dai creditori (per i quali a garanzia c’è sempre la casa della ministra valutata sei milioni di euro). È ancora in corso l’ispezione del ministero che si concluderà a gennaio. Dopo si capirà se la società eviterà l’eventuale amministrazione controllata: anticamera del fallimento.
Ma andiamo per ordine. Sif Italia, azionista di maggioranza e società che era guidata da Luca Ruffino, si sfila dal "sostegno al progetto di risanamento del gruppo Visibilia", tanto che il cda di Visibilia Editore ha deciso di avviare la "composizione negoziata della crisi d'impresa di gruppo" e di presentare una "richiesta di finanziamento soci a supporto del piano di ristrutturazione". La composizione negoziata consente all’imprenditore, che si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, di perseguire il risanamento dell’impresa con il supporto di un esperto indipendente, che agevoli le trattative con i creditori e altri soggetti interessati. Tra le altre cose, la società chiede a Sif Italia "l'erogazione di un finanziamento soci dell'importo di 500 mila euro da destinarsi a copertura dei costi di funzionamento ordinari e degli oneri tutti per l'avvio della gestione della composizione negoziata".
Visibilia Editore ha comunicato anche che "la richiesta avanzata a Negma Group Investments Ltd (Negma) in data 5 ottobre 2023" per l'erogazione "dell'ulteriore tranche del Prestito obbligazionario convertibile, è stata respinta da Negma, in data 10 ottobre 2023". Per quanto riguarda Negma, poi, Visibilia spiega che "gli eventi mediatici addotti da Negma costituivano un infondato pretesto e non legittimavano il rifiuto ad adempiere al contratto, riservandosi di adottare ogni iniziativa di legge al precipuo fine di tutelare gli interessi operativi della società".
Due grane di non poco conto. Lo scorso ottobre il Tribunale civile di Milano, nella causa intentata da un gruppo di soci di minoranza di Visibilia Editore ha disposto un'ispezione giudiziale sui conti e sull'amministrazione della società editoriale, quotata sull'Euronext Growth Milan. Per Visibilia Editore, come per altre società del gruppo, la procura milanese, che ha indagato per falso in bilancio e bancarotta gli ex amministratori, tra cui Santanchè, aveva chiesto il fallimento. Istanze, poi, ritirate dai pm, salvo che per Visibilia srl in liquidazione.