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Pd-M5S idillio finito. Sullo stop di Conte alle armi a Israele il “remake” dell’Ucraina che irrita il Nazareno

Il gelo tra i dem per l’uscita del leader dei 5 Stelle. Picierno: “Ha detto una sciocchezza, tenta di baratta per quattro voti il posizionamento dell’Italia”. Orlando: “No a interventi estemporanei”
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In pochi nel Pd hanno voglia di rompere l’idillio post piazza del Popolo, l’abbraccio Conte-Schlein all’adunata dem di sabato scorso. Però le parole pronunciate ieri pomeriggio alla Camera dal capo dei 5 Stelle hanno lasciato di sasso il Nazareno e le sue appendici. Soprattutto, dimostrano che se di idillio si è trattato, era solo a favore di flash. E che è già evaporato. L’ex premier, al question time col ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha chiesto al governo di “sospendere l'export di armi verso Israele”. Una sortita a cui sia Forza Italia che il ministro della Difesa, Guido Crosetto, hanno replicato già nella serata di ieri, spiegando che le vendite di nuovi armamenti a Tel Aviv, peraltro modeste, muovono meno di 10 milioni di euro l’anno, sono già state interrotte dal 7 ottobre, il giorno degli attacchi terroristici di Hamas. Dunque l’irritazione del Pd non è tanto (non solo) per il contenuto della proposta dell’ex presidente del Consiglio, quanto per la sterzata comunicativa…

In pochi nel Pd hanno voglia di rompere l’idillio post piazza del Popolo, l’abbraccio Conte-Schlein all’adunata dem di sabato scorso. Però le parole pronunciate ieri pomeriggio alla Camera dal capo dei 5 Stelle hanno lasciato di sasso il Nazareno e le sue appendici. Soprattutto, dimostrano che se di idillio si è trattato, era solo a favore di flash. E che è già evaporato. L’ex premier, al question time col ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha chiesto al governo di “sospendere l'export di armi verso Israele”. Una sortita a cui sia Forza Italia che il ministro della Difesa, Guido Crosetto, hanno replicato già nella serata di ieri, spiegando che le vendite di nuovi armamenti a Tel Aviv, peraltro modeste, muovono meno di 10 milioni di euro l’anno, sono già state interrotte dal 7 ottobre, il giorno degli attacchi terroristici di Hamas. Dunque l’irritazione del Pd non è tanto (non solo) per il contenuto della proposta dell’ex presidente del Consiglio, quanto per la sterzata comunicativa e politica che comporta.

Il timore fondato che agita il Nazareno è che l’uscita di ieri a Montecitorio sia solo un antipasto, che insomma sul Medio Oriente Conte abbia tutta l’intenzione di mandare in onda un “remake” dell’Ucraina, schiacciando i soci dell’ex campo largo nella caricatura dell’elmetto. Anche se davanti a numeri e a uno scenario difficilmente paragonabili: a differenza di Kiev, l’Italia non fornisce a Tel Aviv aiuti militari. Si tratta di scambi commerciali, lillipuziani se confrontati con gli importi delle vendite di armamenti verso altri paesi del Golfo, dal Qatar (260 milioni di euro), all’Arabia Saudita (123 milioni nel 2022).

Ecco perché nel Pd in tanti inquadrano l’intervento di Conte come la ricerca di uno sganciamento dai dem sul Medio Oriente, dato che finora la linea dei 5S e quella dei democratici era apparsa, certo con significative sfumature, abbastanza simile. È vero che i contiani spingono per un cessate il fuoco tout court, mentre Schlein è riuscita a compattare i dem sul cessate il fuoco “umanitario”. Ma sono differenze che difficilmente arrivano al grande pubblico. “Ecco quindi la trovata delle armi, come se fosse possibile confrontare qualche milione di export verso Israele con gli aiuti militari all’Ucraina”, ragionava ieri un importante esponente dell’area riformista.

Pochi però, come detto, hanno intenzione di aprire un fronte polemico coi 5S. Anche semplicemente per non cadere nella trappola. Qualcuno però – e di peso – si espone. All’ex ministro Andrea Orlando, sinistra dem, la domanda è arrivata ieri pomeriggio in diretta su La7 e il commento all’iniziativa di Conte è stato tranchant: “No ad iniziative estemporanee”. Ancora più severo il giudizio della vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, che parlando con Repubblica bolla l’uscita dell’ex premier come “inaudita”. Per Picierno, “Conte ha detto una sciocchezza con l’obiettivo di cavalcare elettoralmente il conflitto. Era già successo con l’Ucraina e ci riprova con Israele. Si tenta di barattare per quattro voti qualsiasi cosa, pure la verità e il posizionamento del nostro Paese”.

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