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No di Schlein ad Atreju, Bertinotti replica a Meloni: “Io più coraggioso di Elly? È la politica che è cambiata”

No di Schlein ad Atreju, Bertinotti replica a Meloni: “Io più coraggioso di Elly? È la politica che è cambiata”
(ansa)

Partecipante alla convention nel 2006, l’ex leader di Rifondazione Comunista: “Clima diverso, la politica era ancora forte”

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Tra le due litiganti, Elly Schlein e Giorgia Meloni, a finire nella mischia è Fausto Bertinotti, ex segretario di Rifondazione Comunista. Di fronte al no ricevuto dalla segretaria dem alla sua partecipazione ad Atreju, da Zagrabia la premier ha ribattuto: “Fausto Bertinotti non aveva timore a presentarsi. Prendo atto che le cose sono cambiate”, ricordando la partecipazione del deputato nel 2006. “Non c'era un clima diverso. Lo scontro era molto aspro”, replica lo stesso Bertinotti, “è la politica che era diversa”.

Alla convention, attesa tra il 14 e il 17 dicembre a Castel Sant’Angelo, gli ospiti non mancano. Oltre agli esponenti di governo, è prevista la partecipazione anche del premier inglese Rishi Sunak. Sulla scia delle edizioni passate e degli inviti allargati alle opposizioni, da Fratelli d’Italia monta la proposta di accogliere la leader del Partito Democratico, Elly Schlein. All’invito, dopo gli iniziali dubbi, la segretaria dem risponde però con un nulla di fatto. “Il confronto si fa in Parlamento”, ha replicato l’esponente dem.

Da Zagrabia la premier ascolta le parole della sua avversaria e ne intravede un cambiamento dei tempi. “C'era un tempo, molto lontano da oggi e se vogliamo anche in un altro clima, nel quale Fausto Bertinotti non aveva timore a presentarsi e a dialogare pur dall'orgoglio della diversità delle proprie posizioni con qualcuno che era molto distante da lui. Prendo atto che le cose sono cambiate”, commenta la premier.

Chiamato in causa, per Fausto Bertinotti di fare confronti non è però il caso perché, secondo l’ex presidente della Camera, “C'era una politica ancora forte, anche se già iniziava la fase di declino, ma eravamo ancora lontani da oggi. Due cicli totalmente diversi”.

Nella giornata dello sciopero indetto dai sindacati, di fronte agli attacchi della destra contro Maurizio Landini e il suo possibile futuro da leader dell’opposizione, per l’ex leader “questa interpretazione è indicativa della crisi della politica. Quella di stamattina era un piazza che parlava di salari bassi, di lavoro. Ma la politica non sa leggerla e la traduce in una diatriba tra le forze politiche”.

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