Saluti romani in classe, Manzi (Pd): “Grave il gesto degli studenti e il silenzio del docente. Il fascismo non è folclore”. E chiede conto a Valditara
di Giovanna Vitale“Quanto accaduto all’istituto Federico Caffè di Roma è molto grave, doppiamente grave”, attacca Irene Manzi, responsabile Scuola del Pd. “E’ grave il saluto romano fatto dai ragazzi, che salgono in piedi sui banchi per omaggiare il fascismo alzando il braccio teso: un gesto contrario ai valori della nostra Costituzione, che infatti lo vieta. Ed è ancora più intollerabile il sostanziale stare a guardare del docente, che - come dimostra il video pubblicato sul vostro giornale online - si fa addirittura riprendere mentre assiste alla scena senza profferire verbo. Pensiamo che qualcuno debba dare delle spiegazioni, perciò presenteremo una interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Valditara”.
Per chiedere che cosa esattamente, onorevole Manzi?
“Innanzitutto se erano stati già segnalati episodi analoghi in precedenza, come si intende intervenire e quali iniziative pensa di adottare nei confronti del professore, anche alla luce delle ulteriori dichiarazioni espresse nella sua i…
“Quanto accaduto all’istituto Federico Caffè di Roma è molto grave, doppiamente grave”, attacca Irene Manzi, responsabile Scuola del Pd. “E’ grave il saluto romano fatto dai ragazzi, che salgono in piedi sui banchi per omaggiare il fascismo alzando il braccio teso: un gesto contrario ai valori della nostra Costituzione, che infatti lo vieta. Ed è ancora più intollerabile il sostanziale stare a guardare del docente, che - come dimostra il video pubblicato sul vostro giornale online - si fa addirittura riprendere mentre assiste alla scena senza profferire verbo. Pensiamo che qualcuno debba dare delle spiegazioni, perciò presenteremo una interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Valditara”.
Per chiedere che cosa esattamente, onorevole Manzi?
“Innanzitutto se erano stati già segnalati episodi analoghi in precedenza, come si intende intervenire e quali iniziative pensa di adottare nei confronti del professore, anche alla luce delle ulteriori dichiarazioni espresse nella sua intervista a Repubblica (anche se mi pare che non insegni più in quella scuola)”.
Sul professore ci torneremo, ma guardandolo dal lato dei ragazzi, perché è grave ciò che hanno fatto?
“Quel che colpisce è la totale assenza di consapevolezza con la quale le generazioni più giovani fanno il saluto romano, senza capire a cosa rimanda: a un regime dittatoriale e liberticida che ha segnato una delle stagioni più drammatiche della nostra storia. Ecco perché spero che si attivino, anche nei loro confronti, dei provvedimenti tesi a far comprendere il vero significato di certi gesti e che la scuola è antifascista perché è il luogo della democrazia per eccellenza”.
Quegli studenti vanno puniti?
“Sì, ma con le finalità educative insite nella sanzione. Non è necessario attendere l’approvazione delle nuove norme sul voto in condotta proposte dal ministro Valditara. Già oggi i Regolamenti d’istituto individuano sanzioni dirette a favorire nello studente riflessione e rielaborazione critica delle condotte censurate. A puro titolo esemplificativo, possono consistere in attività di volontariato nell'ambito della comunità scolastica, attività di ricerca, riordino di cataloghi e archivi, frequenza di corsi di formazione su tematiche di rilevanza sociale o culturale, produzione di elaborati (composizioni scritte o artistiche) che inducano l’allievo a ripensare e a capire appieno gli episodi di cui si è reso responsabile”.
Una sorta di lavori socialmente utili per rieducarli alla cultura antifascista?
“Non userei questo termine, ma sì, il senso è questo”.
E il professore? Va allontanato dall’insegnamento?
“Non sta a me dirlo. Ma certo quel che ha fatto e che ha detto, anche dopo, è preoccupante. Al vostro giornalista ha rivolto parole violente: “Se scrive, la vengo a cercare”. Ha minimizzato i saluti romani, derubricandoli a folclore. Ma il fascismo non è folclore! E cosa ancor più allarmante, non ha attribuito alcuna gravità al saluto romano dei suoi studenti, di fatto legittimandolo. Forse perché lo condivide, il che è ancora peggio”.
Lei pensa che la destra al governo contribuisca a creare un clima favorevole per simili gesti?
“Io mi limito a osservare come si stiano moltiplicando episodi di antisemitismo e aggressioni squadriste. Svastiche e stelle di David impresse sui muri del ghetto a Roma, scritte “Heil Hitler” su quelli dei licei, minacce di morte agli studenti antifascisti, intimidazioni che sfociano in risse nelle piazze della movida… E’ cronaca, non un’opinione”.
E quindi? E’ colpa del vento sovranista che spira nel Paese?
“Io credo che alcuni esponenti del governo siano troppo ambigui rispetto al giudizio sul fascismo. E questo può far sentire taluni legittimati a comportarsi di conseguenza. Ecco perché ritengo necessario evitare ogni sottovalutazione e vigilare anche sull’antisemitismo. Il ministro Valditara dice che vuole rilanciare la scuola costituzionale: ebbene, il primo requisito è essere antifascista. Bisogna che finalmente lo dicano tutti in modo semplice e chiaro”.