Sinistra in piazza coi sindacati: “Schiaffo a Salvini”. La provocazione della destra su Landini non spacca la protesta
di Giovanna CasadioROMA – Nella piazza dei lavoratori a Roma, non circola la domanda che la destra da tempo insinua: sarà Maurizio Landini, il segretario della Cgil, il vero capo dell’opposizione? Ciascuno qui fa il suo mestiere. E i politici della sinistra sono in piazza del Popolo (come nelle altre manifestazione a Bologna, a Firenze, a Cagliari, a Pesaro e nel centro Italia) per “accompagnare la protesta” sindacale. Dice Nicola Fratoianni, il segretario di Sinistra italiana: “Siamo compagni, camminiamo a fianco” nella battaglia contro una manovra economica iniqua.
Sciopero Cgil-Uil, le immagini di Piazza del Popolo dall'alto
La folta delegazione del Pd arriva alla spicciolata. È Marta Bonafoni, la coordinatrice della segreteria dem, a portare i saluti del partito nel retropalco della manifestazione ai padroni di casa, Landini e Pierpaolo Bombardieri. Poi Cecilia D’Elia, la responsabile della conferenza delle donne, Camilla Laureti. Marina Sereni, che ha…
ROMA – Nella piazza dei lavoratori a Roma, non circola la domanda che la destra da tempo insinua: sarà Maurizio Landini, il segretario della Cgil, il vero capo dell’opposizione? Ciascuno qui fa il suo mestiere. E i politici della sinistra sono in piazza del Popolo (come nelle altre manifestazione a Bologna, a Firenze, a Cagliari, a Pesaro e nel centro Italia) per “accompagnare la protesta” sindacale. Dice Nicola Fratoianni, il segretario di Sinistra italiana: “Siamo compagni, camminiamo a fianco” nella battaglia contro una manovra economica iniqua.
Sciopero Cgil-Uil, le immagini di Piazza del Popolo dall'alto
La folta delegazione del Pd arriva alla spicciolata. È Marta Bonafoni, la coordinatrice della segreteria dem, a portare i saluti del partito nel retropalco della manifestazione ai padroni di casa, Landini e Pierpaolo Bombardieri. Poi Cecilia D’Elia, la responsabile della conferenza delle donne, Camilla Laureti. Marina Sereni, che ha la delega alla sanità in segreteria dem, va subito all’attacco: “C’è voluto un mese per smantellare la narrazione del governo sulla sanità. Alla fine la Corte dei Conti e l’ufficio parlamentare di bilancio hanno acceso un faro che non può essere accusato di strumentalizzazione. Le risorse sono insufficienti: ha detto l’ufficio di bilancio. Si mette a rischio la qualità dei servizi sanitari: ha osservato la Corte dei Conti”. Conclude Sereni: “Chi sta qui in piazza ha molte ragioni per protestare”.
Arturo Scotto parla della beffa del salario minimo, c’è Alfredo D’Attorre. Marco Furfaro indica la piazza piena e ricorda le cifre di adesione allo sciopero che rilanciano dal palco: “È uno schiaffo politico a Salvini che ha accostato la parola capriccio al diritto di sciopero”. Per i 5Stelle arriva Antonio Caso. Angelo Bonelli il leader dei Verdi, in attesa del discorso di Landini, sotto il palco è durissimo: “Salvini ha messo la lama nella carne viva della democrazia”. Proprio sotto il palco i lavoratori si dispongono a semicerchio con una foto di Salvini e la scritta “Precetto Laqualunque”. E Fratoianni rincara: “Questa bellissima piazza è una risposta doppia: a una manovra inadeguata che aggrava le diseguaglianze e non risponde all'emergenza salariale. Una manovra che attacca il diritto alla cura, all'abitare, ai trasporti. E poi è una risposta splendida all'indecente attacco al diritto di sciopero messo in campo dal governo in maniera inaudita in queste settimane”. Non sono in piazza Elly Schlein, né Giuseppe Conte.
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Ma le presenze di politici e amministratori sono tante. A Firenze c’è il governatore della Toscana Eugenio Giani, che si mette alla testa del corteo con i leader sindacali: “È l’Italia che lavora e che vuole vedere sempre affermati i propri diritti di espressione”. E c’è il segretario regionale dem, Emiliano Fossi: “E’ un grande segnale popolare”. A Pesaro in piazza il sindaco e presidente delle Autonomie locali (Ali), Matteo Ricci afferma: “Sono giorni gravi per la democrazia del nostro Paese. Sono tante le ragioni per essere in piazza oggi: abbiamo dinanzi una legge di Bilancio fragile dal punto di vista della crescita, criticata dalle parti sociali e dalle associazioni di categoria, che taglia fondi necessari alle categorie più deboli. La a manovra del governo Meloni taglia le risorse a disposizione degli enti locali: questo comporta una disponibilità ridotta di fondi a disposizione dei comuni per i servizi sociali”.
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