Roma — Giuseppe Conte e Beppe Grillo non si vedevano di persona dall’estate scorsa, si abbracciano sorridenti davanti al palco, sotto lo sguardo del già presidente della Camera Roberto Fico, seduto in prima fila accanto al comico. Al Talent Garden della Capitale c’è l’evento pubblico promosso dal M5S sull’intelligenza artificiale, 2 mila iscritti in tutto ai workshop, sembra di tornare ai Sum di Ivrea ai tempi di Davide Casaleggio e della sua Rousseau, quando il Movimento parlava di blockchain e 6G, proiettato a modo suo in un futuro che oggi è presente. Un’altra epoca politicamente parlando, di quei 5 Stelle rimane per l’appunto solo o quasi il fondatore, che arriva, fa il giro degli stand e parla prima con il Conte riprodotto dall’AI nel metaverso, «mettiamo giù due idee per le Europee...». Poi, in mezzo alla calca di cronisti, assicura che Conte «va bene in tutte le sue forme, sia dal vivo che come avatar», anche se il gusto della battuta rimane, «mi sembra più espressivo qui dal v…
Roma — Giuseppe Conte e Beppe Grillo non si vedevano di persona dall’estate scorsa, si abbracciano sorridenti davanti al palco, sotto lo sguardo del già presidente della Camera Roberto Fico, seduto in prima fila accanto al comico. Al Talent Garden della Capitale c’è l’evento pubblico promosso dal M5S sull’intelligenza artificiale, 2 mila iscritti in tutto ai workshop, sembra di tornare ai Sum di Ivrea ai tempi di Davide Casaleggio e della sua Rousseau, quando il Movimento parlava di blockchain e 6G, proiettato a modo suo in un futuro che oggi è presente. Un’altra epoca politicamente parlando, di quei 5 Stelle rimane per l’appunto solo o quasi il fondatore, che arriva, fa il giro degli stand e parla prima con il Conte riprodotto dall’AI nel metaverso, «mettiamo giù due idee per le Europee...». Poi, in mezzo alla calca di cronisti, assicura che Conte «va bene in tutte le sue forme, sia dal vivo che come avatar», anche se il gusto della battuta rimane, «mi sembra più espressivo qui dal vivo».
Dopodiché il contesto di Idia, il nome dato all’incontro e che richiama la dea greca della conoscenza, sembra calibrato sulle visioni di Grillo, quelle che nel bene e nel male lo hanno sempre caratterizzato negli ultimi venti anni. «Ma ve lo siete dimenticato Second Life? Antonio Di Pietro fece il suo primo comizio online lì, i server non ce la facevano a tenere tutti dentro... Io invece mi ero fatto costruire una casa sul vulcano da Renzo Piano», ricorda il fondatore del Movimento davanti alla maschera per il metaverso, accompagnato passo passo dalla fedelissima Nina Monti. Tra parentesi, era il Di Pietro leader di Italia dei Valori la cui comunicazione era gestita dalla Casaleggio associati. Tutto sembra tornare, insomma. Alla kermesse, che oggi prosegue con la fondazione definitiva della giovanile del Movimento, il logo di partito praticamente non esiste e il parterre di ospiti non è militante: tra gli altri il teologo Vito Mancuso, l’attore Paolo Calabresi, il giurista Guido Scorza. In platea invece si rivedono le vecchie glorie, da Vito Crimi a Paola Taverna. L’ex presidente del Consiglio arriva nel tardo pomeriggio, spiega che dedicare un’intera giornata all’intelligenza artificiale è utile perché «le opportunità sono tantissime, quella generativa può creare un aumento del pil. Ma ci sono anche rischi. Serve subito la formazione di figure professionali, tutela dei diritti della persona e della qualità della democrazia». Il leader del Movimento vorrebbe volare alto, le domande invece sono tutte sul presente, dalla contromanovra dell’opposizione («con il Pd ci sono alcuni punti che possiamo condividere e sui quali stiamo lavorando, come la sanità») allo stesso Grillo che in televisione una settimana fa aveva fatto fare il record di ascolti a Che tempo che fa, scatenando al contempo qualche polemica: «Quando va in tv e parla al grande pubblico conviene dire prima “guardate che sto abbracciando il gusto del paradosso, guardate che adesso inizia l’ironia”, perché molti commentatori non l’hanno capito». La sostanza è una: il contratto di ferro tra il vecchio e il nuovo, con vista sulle Europee 2024, regge bene.