✕

Più poteri e impunità agli 007 infiltrati per la lotta ai terroristi

Il sottosegretario Alfredo Mantovano

 (ansa)

Ascolta l'audio

Un articolo del ddl sicurezza autorizza ad assumere anche ruoli di vertice garantendo l’immunità. L’intelligence accederà alle Sos di Bankitalia
2 minuti di lettura

Potranno infiltrare i gruppi terroristici, quelli jihadisti. Ma anche le bande eversive interne. Lo potranno fare direttamente ma anche tramite loro fonti. Sarà consentito loro di scalare le gerarchie, fino ad arrivare alle posizioni di vertice, dove si organizzano “azioni violente” o si vedono i flussi di finanziamento. Potranno commettere reati, anche gravi. Ma non ne risponderanno mai davanti al giudice: saranno coperte da garanzie funzionali, una sorta di maxi immunità oggi garantita soltanto ad alcuni specifici agenti dell’intelligence. Nel ddl sicurezza approvato giovedì dal governo ci sono poche righe che rappresentano una piccola, grande, rivoluzione nel mondo dei Servizi segreti.

All’articolo 21 – come si spiega in una relazione illustrativa di otto pagine – sono previste una serie di disposizioni che, nell’intenzione del Governo, dovranno servire a “mettere a regime” norme introdotte transitoriamente in questi anni e necessarie al contrasto al terrorismo. Non si tratta …

Potranno infiltrare i gruppi terroristici, quelli jihadisti. Ma anche le bande eversive interne. Lo potranno fare direttamente ma anche tramite loro fonti. Sarà consentito loro di scalare le gerarchie, fino ad arrivare alle posizioni di vertice, dove si organizzano “azioni violente” o si vedono i flussi di finanziamento. Potranno commettere reati, anche gravi. Ma non ne risponderanno mai davanti al giudice: saranno coperte da garanzie funzionali, una sorta di maxi immunità oggi garantita soltanto ad alcuni specifici agenti dell’intelligence. Nel ddl sicurezza approvato giovedì dal governo ci sono poche righe che rappresentano una piccola, grande, rivoluzione nel mondo dei Servizi segreti.

All’articolo 21 – come si spiega in una relazione illustrativa di otto pagine – sono previste una serie di disposizioni che, nell’intenzione del Governo, dovranno servire a “mettere a regime” norme introdotte transitoriamente in questi anni e necessarie al contrasto al terrorismo. Non si tratta però di dettagli. Ma di elementi che porteranno delle novità operative importanti, che aprono scenari che potrebbero rivelarsi anche molto pericolosi, anche a detta di alcuni dirigenti del nostro Servizio. Il testo è stato trasmesso per conoscenza al Copasir, se ne discuterà a lungo, ma il Governo con l’Autorità delegata, Alfredo Mantovano, che ha seguito l’iter personalmente, ha fatto sapere di voler andare spediti verso l’approvazione.

Il punto più delicato riguarda l’immunità per gli infiltrati. «L’esperienza maturata nel tempo ha posto in evidenza – si legge nella relazione – che informazioni di carattere operativo sono acquisibili solo da chi svolge un ruolo direttivo. L’esfiltrazione di fonti o dipendenti prossimi a ricoprire incarichi dirigenziali comporta un depauperamento dell’azione di intelligence». Ecco quindi la disposizione che estende l’immunità a chi «dirige e organizza le associazioni terroristiche con finalità di terrorismo o di eversione». Non sfugge la delicatezza politica soprattutto della seconda parte della formulazione, anche perché si parla di agenti ma anche delle loro fonti. E viene concesso, in un successivo comma, anche la possibilità di attribuire la qualifica di agente di pubblica sicurezza alle Forze armate che lavorano con i Servizi. In sostanza, si allargano di parecchio le garanzie. Così come nello stesso articolo vengono concessi ulteriori spazi di manovra all’intelligence. Pubblica amministrazione, società partecipate e a controllo pubblico, università ed enti di ricerca dovranno offrire ad Aise, Aisi e Dis «la collaborazione e l’assistenza richiesta, anche di tipo tecnico e logistico, necessarie per la tutela della sicurezza nazionale, anche in deroga alle normative di settore in materia di riservatezza». Saranno possibili i colloqui in carcere, seppur autorizzati dal procuratore generale della Corte di Appello di Roma, come accade per le intercettazioni preventive, e solo con detenuti in grado di poter dare informazioni «per la prevenzione di delitti con finalità terroristica di matrice internazionale».

Infine le nostre agenzie di intelligence potranno accedere alle Segnalazioni di operazione sospette (Sos) di Bankitalia, oggi inviate al nucleo Valutario della Guardia di Finanza e alla Direzione nazionale antimafia, e al centro proprio per le fughe di notizie di una delicatissima indagine in corso a Perugia. I Servizi segreti potranno accedere però soltanto a quelle legate a reati che hanno a che fare con il terrorismo.

Leggi i commenti