ROMA — Quelli delle volanti, delle squadre mobili, dell’anticrimine, dei reparti operativi: poliziotti, carabinieri, finanzieri, che stanno in strada, non aspettano altro. Non appena il pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri diventerà legge si presenteranno in armeria e, senza bisogno di alcuna licenza, con 500-600 euro, potranno portarsi a casa un’arma privata con cui poter girare liberamente senza dare nell’occhio. E non tanto per poter essere «in servizio permanente effettivo», come dice il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ma perché i piccoli malavitosi di quartiere che li conoscono o i criminali di strada che inseguono ogni giorno sappiano che d’ora in poi, anche al cinema o al supermercato con la famiglia, potrebbero avere una pistola alla cintola sotto la maglia o alla caviglia sotto i pantaloni.
Ben più leggera e facile da occultare rispetto alla Beretta d’ordinanza, 22 centimetri di lunghezza e un chilo di peso, che pure ormai da otto anni posson…
ROMA — Quelli delle volanti, delle squadre mobili, dell’anticrimine, dei reparti operativi: poliziotti, carabinieri, finanzieri, che stanno in strada, non aspettano altro. Non appena il pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri diventerà legge si presenteranno in armeria e, senza bisogno di alcuna licenza, con 500-600 euro, potranno portarsi a casa un’arma privata con cui poter girare liberamente senza dare nell’occhio. E non tanto per poter essere «in servizio permanente effettivo», come dice il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ma perché i piccoli malavitosi di quartiere che li conoscono o i criminali di strada che inseguono ogni giorno sappiano che d’ora in poi, anche al cinema o al supermercato con la famiglia, potrebbero avere una pistola alla cintola sotto la maglia o alla caviglia sotto i pantaloni.
Ben più leggera e facile da occultare rispetto alla Beretta d’ordinanza, 22 centimetri di lunghezza e un chilo di peso, che pure ormai da otto anni possono portare in giro fuori servizio, in deroga alla legge che di norma lo consente solo durante il servizio e nel tragitto da e per casa. Deroga prevista da una circolare, mai revocata e dunque in vigore, firmata dall’allora capo della polizia Franco Gabrielli nel periodo dell’allerta terrorismo dopo l’attentato al Bataclan.
«Chi lavora negli uffici amministrativi magari non ne sentirà il bisogno ma per noi poter portare un’arma maneggevole anche quando siamo liberi è una garanzia di sicurezza - dice un poliziotto che è in servizio sulle volanti - quello di chi lavora per strada è un altro mondo. Rischiamo anche fuori servizio, la metà di noi prenderà una seconda pistola».
Quanti saranno i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri che compreranno un’arma privata dopo il via libera del governo è difficile dirlo. Ma la misura suscita diversi interrogativi anche negli addetti ai lavori come può definirsi Luca Di Bartolomei, figlio di Agostino Di Bartolomei, il calciatore che nel 94 si tolse la vita con un colpo di pistola. Negli anni Di Bartolomei si è dedicato agli studi sulla sicurezza a cui ha dedicato anche un libro “Dritto al cuore. Perché una pistola non ci libererà mai dalle nostre paure”. «Non c’era alcun bisogno di questa misura. Nella migliore delle ipotesi si risolverà in un buco nell’acqua. Non condivido l’idea securitaria che la sottende e il messaggio che manda. Il problema è culturale, l’arma non è un presidio di sicurezza. Se la si ha, prima o poi la si usa. Io sono nato in un Paese con 3.000 omicidi e ora sono diventati 300. La vera emergenza sono i femminicidi e inevitabilmente più armi provocherà un aumento di eventi nei due settori più critici, i femminicidi e i suicidi all’interno delle forze dell’ordine, aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni».
Tendono invece a minimizzare l’impatto reale del provvedimento i sindacati di polizia. «Sono stupito di questa polemica. Come mai nessuno si preoccupa delle armi portate senza licenza da magistrati o prefetti che non sono mai stati addestrati né sono soggetti a controlli psicoattitudinali?», dice Felice Romano, segretario generale del Siulp. Un allarme ingiustificato, quello per il nuovo pacchetto sicurezza, obiettano i sindacati di polizia. Anche perché, a loro avviso, a fronte di una platea interessata di 300.000 persone, meno del 10% si presenterà in armeria a comprare una pistola.