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Regionali, centrodestra spaccato: verso vertice dei leader. Ultimatum della Lega: “Ricandidare gli uscenti o tutto in discussione”

Meloni, Salvini e Tajani dovrebbero vedersi in settimana per fare il punto ed evitare ulteriori tensioni dopo il no di Lega e FI alla richiesta di FdI di sostituire Solinas in Sardegna e Bardi in Basilicata
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Un vertice con i leader della maggioranza per evitare divisioni e lotte intestine in vista delle regionali. Dopo l’uscita di Fratelli d’Italia dalla giunta del governatore di Trento Maurizio Fugatti e dopo lo stop, sempre dei meloniani, alla ricandidatura in Sardegna del presidente uscente Christian Solinas, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani dovrebbero vedersi in settimana per fare il punto ed evitare ulteriori tensioni in vista delle regionali in programma il prossimo anno. Ma non solo: sul tavolo ci saranno anche alcuni casi spinosi da affrontare per tempo, come il terzo mandato in Veneto di Luca Zaia.

Centrodestra spaccato sulle candidature

Ma andiamo per ordine. Lo scorso settembre, nell’ultimo vertice di maggioranza, Fratelli d’Italia con Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli aveva chiesto agli alleati di avere la vicepresidenza di Trento e di cambiare i nomi degli uscenti in Sardegna (Solinas) e in Basilicata (Vito Bardi): il primo gradito alla Lega, il …

Un vertice con i leader della maggioranza per evitare divisioni e lotte intestine in vista delle regionali. Dopo l’uscita di Fratelli d’Italia dalla giunta del governatore di Trento Maurizio Fugatti e dopo lo stop, sempre dei meloniani, alla ricandidatura in Sardegna del presidente uscente Christian Solinas, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani dovrebbero vedersi in settimana per fare il punto ed evitare ulteriori tensioni in vista delle regionali in programma il prossimo anno. Ma non solo: sul tavolo ci saranno anche alcuni casi spinosi da affrontare per tempo, come il terzo mandato in Veneto di Luca Zaia.

Centrodestra spaccato sulle candidature

Ma andiamo per ordine. Lo scorso settembre, nell’ultimo vertice di maggioranza, Fratelli d’Italia con Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli aveva chiesto agli alleati di avere la vicepresidenza di Trento e di cambiare i nomi degli uscenti in Sardegna (Solinas) e in Basilicata (Vito Bardi): il primo gradito alla Lega, il secondo un fedelissimo di Tajani che “non è in discussione sostenuto con forza e determinazione dal partito”, come ha ribadito ad Affaritaliani.it. La motivazione di FdI sono i sondaggi che danno questi due uscenti non in alto nel gradimento degli elettori. In realtà Meloni vuol far pesare il ruolo diverso che ha oggi il suo partito, essendo al governo del Paese e con i sondaggi stabili di poco sotto il trenta per cento. Per tutta risposta, Fugatti non ha dato la vicepresidenza a un uomo FdI (gli assessori meloniani Francesca Gerosa e Claudio Cia oggi non partecipano alla prima seduta della giunta Fugatti bis, come conferma il commissario del partito Alessandro Urzì) e Lega e Forza Italia hanno fatto asse per difendere gli uscenti in Sardegna e Basilicata. Allora Fratelli d’Italia ha minacciato di rompere il tavolo di confronto in queste regioni: i meloniani vorrebbero candidare in Sardegna il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu e in Basilicata un nome gradito è quello del presidente di Confindustria Francesco Somma. Ma davvero FdI vorrà tenere questa posizione così dura? In realtà i meloniani potrebbero voler forzare la mano al tavolo per chiedere, in cambio di altri nomi in quota Lega e Forza Italia in Sardegna e in Basilicata, il grande colpo: prendersi il Veneto dopo Luca Zaia, forti del 30 per cento dei consensi presi alle ultime Politiche anche in questa regione.

Ultimatum della Lega

"O si chiude tutto insieme o non si chiude nulla", è l’avvertimento che il vice segretario della Lega Andrea Crippa ha lanciato agli alleati. “Se siamo una coalizione dobbiamo considerare tutto il pacchetto. A marzo, prima delle europee, vanno al voto tre Regioni: Sardegna, Basilicata e Abruzzo. Tutte e tre sono governate dal centrodestra ed è naturale la ricandidatura dei presidenti uscenti. La Lega non può essere penalizzata. Noi siamo pronti ad avviare le campagne elettorali domani mattina ma con tutti gli uscenti candidati".

I candidati cui fa riferimento Crippa sono Marco Marsilio per FdI, in Abruzzo; Christian Solinas per Lega - partito sardo d'azione, in Sardegna; e Vito Bardi per FI, in Basilicata. "Non è che si può strappare in Sardegna, e poi chiedere di partire con la campagna elettorale in Abruzzo", aggiunge il numero due di Matteo Salvini. "Perchè allora poi vediamo gli indici di gradimento di tutti i presidenti e non so chi va meglio, se Solinas o Marsilio ...".

Il nodo Palermo

Infine da risolvere c’è il nodo Palermo: la giunta di Roberto Lagalla è in stallo perché i partiti di maggioranza non si accordano sui nomi e sui numeri, dopo il passaggio di un assessore, Andrea Mineo, da Forza Italia a Fratelli d’Italia. E qui in mezzo ci è finita una fedelissima di Meloni, Carolina Varchi, deputata che farebbe a meno volentieri del doppio ruolo di vicesindaco di una città impegnativa come Palermo: ma le sue dimissioni sono state congelate e lo sono da due mesi, in attesa di un rimpasto infinito mentre il consiglio comunale è paralizzato da queste tensioni.

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