Migranti, Difesa e green economy. Ecco l’intesa tra Roma e Berlino
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniGiorgia Meloni e Olaf Scholz
BERLINO - “L’Italia e la Germania sono partner strategici”. Inizia così il “Piano d’azione”, l’accordo tra Roma e Berlino che sarà firmato domani da Giorgia Meloni e Olaf Scholz durante l’atteso incontro interministeriale previsto a Berlino. Sono 33 pagine che Repubblica è in grado di anticipare e che ricalcano quasi alla lettera quelle che erano già state predisposte dal precedente governo Draghi con il cancelliere tedesco. Ma dopo un anno di tensioni tra Meloni e Scholz su alcuni nodi cruciali come l’immigrazione o il Patto di stabilità, “è importante che il Piano sia comunque sottoscritto”, ragiona una fonte tedesca. Non era scontato, insomma, tra due governi di colore così diverso. Può essere un momento di tregua importante, soprattutto tra due economie che hanno strettissimi e imprescindibili rapporti industriali: domani un momento importante sarà anche l’incontro tra le due Confindustrie.
L’intesa italo-tedesca ha lo scopo di rinsaldare i legami tra i due Paesi fondatori de…
BERLINO - “L’Italia e la Germania sono partner strategici”. Inizia così il “Piano d’azione”, l’accordo tra Roma e Berlino che sarà firmato domani da Giorgia Meloni e Olaf Scholz durante l’atteso incontro interministeriale previsto a Berlino. Sono 33 pagine che Repubblica è in grado di anticipare e che ricalcano quasi alla lettera quelle che erano già state predisposte dal precedente governo Draghi con il cancelliere tedesco. Ma dopo un anno di tensioni tra Meloni e Scholz su alcuni nodi cruciali come l’immigrazione o il Patto di stabilità, “è importante che il Piano sia comunque sottoscritto”, ragiona una fonte tedesca. Non era scontato, insomma, tra due governi di colore così diverso. Può essere un momento di tregua importante, soprattutto tra due economie che hanno strettissimi e imprescindibili rapporti industriali: domani un momento importante sarà anche l’incontro tra le due Confindustrie.
L’intesa italo-tedesca ha lo scopo di rinsaldare i legami tra i due Paesi fondatori della Ue in un contesto di “sfide molteplici sul piano globale”. In teoria, un Piano d’azione non è vincolante quanto un Trattato, ma, come nota la stessa fonte “l’importante è l’applicazione pratica”: è anzitutto un modo di dare una maggiore struttura alle relazioni tra Paesi. Per citare il documento, “è arrivato il momento di portare il nostro rapporto a un livello successivo e di rafforzare la cooperazione strategica tra i nostri Paesi”. Una convergenza che può contribuire anche a rinsaldare il malandato direttorio a tre Francia-Germania-Italia, si legge.
Certo, al tema cruciale dell’immigrazione, che aveva suscitato di recente enormi tensioni tra Scholz e Meloni in particolare sul tema dei finanziamenti alle Ong, è dedicato il paragrafo più breve. Ma l’immigrazione sarà ovviamente discussa domani tra i due leader di governo: difficile che ci siano progressi sulla querelle per il ritorno in Italia dei dublinanti o lo sblocco del meccanismo di solidarietà, ma Scholz ha esaminato con interesse il recente accordo dell’Italia con l’Albania. Anche il suo governo, del resto, si è impegnato a cercare in futuro intese con “Paesi terzi o di transito” per trasferire lì le procedure di asilo.
Tornando al Piano d’azione, nel testo si ricorda che l’obiettivo di Roma e Berlino è quello di contribuire a definire il futuro di un’Europa “democratica, sovrana e più unita», ma anche di convergere sulle relazioni con altri Paesi. L’Italia e la Germania sono dunque “unite”: per esempio nei confronti della guerra “illegale”» della Russia contro l’Ucraina. “Continueremo a coordinare la nostra risposta” all’invasione di Putin, «incluse le sanzioni e il sostegno all’Ucraina”. Ed è proprio sul piano della sicurezza e della diplomazia che il Piano introduce una novità importante: un incontro annuale di un formato “2+2” tra i ministeri della Difesa e degli Esteri. In particolare, l’ambizione è quella di “rafforzare la cooperazione militare italo-tedesca”.
Il Piano istituisce inoltre un forum annuale tra il ministero dell’Economia tedesco e quelli del Made in Italy e dell’Industria italiani per partnership in settori strategici come l’automotive, la mobilità green, la digitalizzazione, l’idrogeno verde, Industria 4.0, i semiconduttori e il cloud. L’Italia e la Germania intendono coordinarsi di più sul tema centrale della transizione verde. E l’industria è insomma un pilastro centrale del Piano.