Riforme, l’avvertimento di FI a Meloni: “Niente rinvii sulla giustizia, si voti insieme al premierato”
di Giuseppe Colombo , Lorenzo De Cicco“No a figli e figliastri sulle riforme. Niente rinvii sulla giustizia, deve viaggiare insieme al premierato”. Forza Italia, per bocca del portavoce nazionale Raffaele Nevi, pianta la sua bandiera nell’agenda di governo. Col rischio testa-coda, perché soltanto poche ore fa il Guardasigilli Carlo Nordio ha ripetuto che il premierato “è la priorità”. E dato che la “madre di tutte le riforme”, copyright di Meloni, si appresta ad essere incardinata in Commissione Affari Costituzionali del Senato, la separazione delle carriere passa inevitabilmente in secondo piano. Tempi lunghi. FI però ribolle. Ha già acconsentito a che l’autonomia leghista viaggiasse sulla corsia veloce di Palazzo Madama, tanto che l’iter in commissione è terminato ieri e tra fine dicembre e inizio gennaio è previsto l’approdo in Aula. Dunque ora tocca alla giustizia, è la linea di Antonio Tajani e soci. La questione deve avere “pari dignità e velocità di approvazione: è nel nostro programma di governo come le altre due …
“No a figli e figliastri sulle riforme. Niente rinvii sulla giustizia, deve viaggiare insieme al premierato”. Forza Italia, per bocca del portavoce nazionale Raffaele Nevi, pianta la sua bandiera nell’agenda di governo. Col rischio testa-coda, perché soltanto poche ore fa il Guardasigilli Carlo Nordio ha ripetuto che il premierato “è la priorità”. E dato che la “madre di tutte le riforme”, copyright di Meloni, si appresta ad essere incardinata in Commissione Affari Costituzionali del Senato, la separazione delle carriere passa inevitabilmente in secondo piano. Tempi lunghi. FI però ribolle. Ha già acconsentito a che l’autonomia leghista viaggiasse sulla corsia veloce di Palazzo Madama, tanto che l’iter in commissione è terminato ieri e tra fine dicembre e inizio gennaio è previsto l’approdo in Aula. Dunque ora tocca alla giustizia, è la linea di Antonio Tajani e soci. La questione deve avere “pari dignità e velocità di approvazione: è nel nostro programma di governo come le altre due riforme e non può essere accantonata”, mette in chiaro parlando a Repubblica Nevi, deputato vicinissimo al vicepremier.
I forzisti si erano già mossi da tempo, senza aspettare le mosse di Nordio. Nella commissione Affari Costituzionali della Camera è già incardinato un ddl costituzionale, a prima firma Pietro Pittalis, che prevede la separazione delle carriere, un doppio Csm per pm e giudici, la figura dell’avvocato riconosciuta in Costituzione. Il punto però sono i tempi di approvazione. Nordio schiaccia sul freno da settimane, assecondando l’input di FdI. L’ha ridetto ieri a un evento organizzato al Teatro San Carlo di Napoli dall’associazione Polo Sud: “La separazione delle carriere è nel programma, ma va cambiata la Costituzione e il processo di revisione costituzionale è lungo, ora la priorità politica è il premierato che porterà alla revisione costituzionale e forse al referendum”. Per il ministro della Giustizia c’è poco da discutere: “Il cronoprogramma c'è”. E bisogna adeguarsi.
FI non la pensa così. La questione è tutta politica e gli azzurri intendono farla pesare al tavolo delle trattative di maggioranza. “Per noi la riforma della giustizia – riprende il portavoce nazionale di Forza Italia – è fondamentale, al pari di premierato e autonomia. Quindi deve viaggiare sullo stesso binario veloce, non finire su un binario morto o in uno più lento”. Il messaggio è agli alleati e soprattutto a Meloni: se vuoi accelerare sul premierato, non ti scordare di FI.