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Al Senato blitz di FdI sul premierato. Forza Italia frena: “Più riflessione”

Giorgia Meloni

 (ansa)

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Meloni: “La più potente misura economica”. Primo ok all’Autonomia, per i dem è “scambio”. La sponda di Gelmini
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ROMA – Vai col valzer delle audizioni: da Luciano Violante ad Alfonso Celotto. Fratelli d’Italia prova a mettere il turbo al premierato. Il blitz in Senato, già tentato ieri, sarà ratificato stamattina, dall’ufficio di presidenza della Commissione Affari Costituzionali, capeggiata da un meloniano doc come Alberto Balboni. Chiuso l’iter dell’Autonomia differenziata, pronta per l’Aula dopo il mandato al relatore votato ieri, FdI chiede di partire subito con la “madre di tutte le riforme”, Meloni dixit. Anzi: la “più potente misura economica che possiamo regalare alla nazione”, così la premier nel video-messaggio spedito a Confartigianato. L’obiettivo è ottenere la prima lettura di Palazzo Madama per fine febbraio, sperando addirittura nella vidimazione della Camera in tempo per le Europee.

L’opposizione naturalmente rumoreggia. Perché col via libera alla riforma di Calderoli, la maggioranza vuole passare rapidamente al capitolo successivo. Cerca la staffetta col premierato, “lo sca…

ROMA – Vai col valzer delle audizioni: da Luciano Violante ad Alfonso Celotto. Fratelli d’Italia prova a mettere il turbo al premierato. Il blitz in Senato, già tentato ieri, sarà ratificato stamattina, dall’ufficio di presidenza della Commissione Affari Costituzionali, capeggiata da un meloniano doc come Alberto Balboni. Chiuso l’iter dell’Autonomia differenziata, pronta per l’Aula dopo il mandato al relatore votato ieri, FdI chiede di partire subito con la “madre di tutte le riforme”, Meloni dixit. Anzi: la “più potente misura economica che possiamo regalare alla nazione”, così la premier nel video-messaggio spedito a Confartigianato. L’obiettivo è ottenere la prima lettura di Palazzo Madama per fine febbraio, sperando addirittura nella vidimazione della Camera in tempo per le Europee.

L’opposizione naturalmente rumoreggia. Perché col via libera alla riforma di Calderoli, la maggioranza vuole passare rapidamente al capitolo successivo. Cerca la staffetta col premierato, “lo scambio”, incalzano i dem. Senza prima chiudere il filone Autonomia, accantonando di fatto gli altri due disegni di legge presentati al Senato, uno a prima firma del senatore Pd Andrea De Giorgis, l’altro di iniziativa popolare. Per FdI il discorso è chiuso. La legge leghista è stata smussata quanto basta per evitare frizioni tra i “patrioti”, con alcune correzioni rivendicate dal meloniano Andrea De Priamo: le intese con le Regioni passeranno dal Parlamento, con un decreto legislativo anziché con un Dpcm, e il governo centrale avrà la possibilità di intervenire e addirittura di interrompere la cessione di competenze, in caso di impacci. Calderoli brinda e ora partirà il pressing su La Russa, per calendarizzare la discussione in Aula tra l’ultima settimana di dicembre e l’inizio di gennaio. Magari cercando la sponda dell’ex Terzo Polo: Mariastella Gelmini di Azione ieri si è detta “personalmente” favorevole alla misura, astenendosi però a nome del gruppo.

Ora FdI vuole la sua fetta di torta, il premierato. Balboni già ieri ha chiesto di partire subito con le audizioni – nel partito di Meloni circolano appunto i nomi di due costituzionalisti come Alfonso Celotto e Luciano Violante – anche se il testo della riforma non è stato ancora nemmeno formalmente assegnato alla commissione. Nonostante il no delle opposizioni, oggi comunque l’operazione sarà portata a dama. Balboni è categorico: “Il premierato è il primo punto del programma di governo, non finirà in coda”.

Qualche scricchiolio nella maggioranza però si comincia a sentire. Soprattutto dalle parti di Forza Italia. Il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, ieri si mostrava allergico a un iter troppo repentino. “Non si può dire facciamo tutto velocemente – il monito –. Premierato, numero di schede e legge elettorale con la soglia per avere la maggioranza del 55% dei seggi sono temi importanti che richiedono una seria e approfondita riflessione”. Che a Montecitorio sarà fatta. Perfino la primazia di Meloni in una sfida elettorale col premierato viene messa in discussione, fa capire l’azzurro: il candidato premier “andrà deciso all’interno della coalizione con un regolamento o con le primarie”.

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