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Violenza di genere, Laura Ravetto (Lega): “Lieta per le linee guida del ministro Valditara ma ora facciamo una legge”

La responsabile delle Pari opportunità del Carroccio ha presentato un progetto di legge che introduce l’insegnamento del rispetto della donna già dalle elementari: “Può essere bipartisan, ma una maggioranza per approvarla in tre mesi già c’è. Non prevede l’educazione sessuale”
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Laura Ravetto, deputata e responsabile Pari opportunità della Lega, oggi il ministro Valditara presenta le linee guida per il contrasto alla violenza di genere. Cosa ne pensa?

“Ne sono lieta e faccio i complimenti al nostro ministro, ma ora la questione va affrontata a livello strutturale. Per questo chiedo allo stesso Valditara e alla ministra Roccella che venga appoggiata la mia proposta di legge per introdurre l’insegnamento al rispetto delle donne nelle scuole”.

Cosa prevede il suo progetto di legge?
“Premesso che l’ho presentato mesi fa, ben prima della tragica vicenda di Giulia, il mio pdl fissa un principio: le donne non sono soltanto pari agli uomini, ma anche libere e autonome. Nessuno può avere senso di proprietà e mania di controllo su una donna. Una donna non è una proprietà. Va rispettata nelle sue scelte. E questo punto è centrale, considerato che molti femminicidi avvengono perché l’uomo non accetta l’abbandono”.

Il piano Valditara introduce un’ora di “educazione al…

Laura Ravetto, deputata e responsabile Pari opportunità della Lega, oggi il ministro Valditara presenta le linee guida per il contrasto alla violenza di genere. Cosa ne pensa?

“Ne sono lieta e faccio i complimenti al nostro ministro, ma ora la questione va affrontata a livello strutturale. Per questo chiedo allo stesso Valditara e alla ministra Roccella che venga appoggiata la mia proposta di legge per introdurre l’insegnamento al rispetto delle donne nelle scuole”.

Cosa prevede il suo progetto di legge?
“Premesso che l’ho presentato mesi fa, ben prima della tragica vicenda di Giulia, il mio pdl fissa un principio: le donne non sono soltanto pari agli uomini, ma anche libere e autonome. Nessuno può avere senso di proprietà e mania di controllo su una donna. Una donna non è una proprietà. Va rispettata nelle sue scelte. E questo punto è centrale, considerato che molti femminicidi avvengono perché l’uomo non accetta l’abbandono”.

Il piano Valditara introduce un’ora di “educazione alle relazioni” nelle scuole superiori, il suo progetto di legge a chi è rivolto?
“Agli studenti delle scuole elementari. Dove con psicologi e altri esperti si inizia a insegnare che esistono soluzioni non violente dei conflitti nei rapporti interpersonali, con particolare riferimento ai casi di violenza contro le donne. Se apri questo dibattito nelle scuole, visto che l’80 per cento dei femminicidi è intra-familiare, puoi prevenire le criticità. Poi, secondo gli studi, le bambine già a sei anni considerano alcuni lavori a loro preclusi, quindi alla cultura del rispetto va affiancata la cultura della ‘non rinuncia’, delle pari opportunità”.

L’insegnamento comprende anche l’educazione sessuale?
“No, perché noi del centrodestra riteniamo che l’educazione alla sessualità a quell’età sia un dovere dei genitori. E poiché sappiamo che per diverse ragioni le opposizioni su questo non sono d’accordo, ho preferito perimetrare la proposta di legge su ciò che potrebbe unire e non dividere: il rispetto della donna. Se vogliamo, in tre mesi la portiamo a casa”.

Superato questo scoglio, può essere la legge bipartisan invocata dalla premier Giorgia Meloni e dalla segretaria Pd Elly Schlein?
“Guardi, io voglio raggiungere l’obiettivo, e non mi interessa nemmeno che si chiami legge Ravetto. Quindi se la mia proposta viene approvata a larga maggioranza ben venga. Però vorrei anche ricordare che le elezioni le abbiamo vinte noi. Dunque, comprendo tutti gli appelli alle opposizioni, ma poi la legge ce la possiamo fare anche da soli”.

Si aspetta che il governo la sosterrà? Di recente, in una giornata tumultuosa, un suo emendamento al ddl antiviolenza è stato respinto.
“Ne ho compreso le ragioni. Il ddl antiviolenza affrontava questioni di carattere penale, non era il contesto giusto, la sede più appropriata. Ma è necessario agire oltre che sul piano della repressione, anche sul piano culturale. Per questo ora sono contenta che ora il mio progetto sia stato calendarizzato”.

A quando?
“Martedì prossimo 28 novembre inizia l’iter in commissione Istruzione, in cui il cui capogruppo leghista è proprio Rossano Sasso”.

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