✕

Regionali, c’è il Veneto dietro allo scontro nel centrodestra: Meloni punta già al dopo Zaia, Salvini fa muro

Giorgia Meloni e Matteo Salvini

 
Clima teso dopo gli sgambetti del Carroccio a FdI: il vertice per Sardegna, Basilicata e Abruzzo rischia di slittare. Ma il vero nodo è il voto del 2025
2 minuti di lettura

Si scrive Sardegna, o Basilicata, ma si deve leggere Veneto. Dietro lo scontro ormai palese tra Fratelli d’Italia e Lega in vista delle prossime regionali nel 2024 in Sardegna, Basilicata e Abruzzo, c’è la voglia dei meloniani di chiarire fin da subito che nel 2025, finita l’era di Luca Zaia, nella grande regione del Nord è il turno di Fratelli d’Italia: andando a coprire il quadro con Piemonte a Forza Italia e la Lombardia alla Lega.

Matteo Salvini ha capito l’antifona e da qui lo sgambetto a Trento, dove Maurizio Fugatti non ha dato la vicepresidenza a FdI, e poi la corsa a confermare l’uscente Christian Solinas in Sardegna. Due mosse che hanno fatto infuriare FdI, che è uscita dalla giunta a Trento e ha rotto il tavolo per le regionali in Sardegna. Ieri il ministro Francesco Lollobrigida, parlando del caso Trento, ha detto: “Gli impegni si rispettano e Fugatti non lo ha fatto”. Mentre poche ore prima il braccio destro di Salvini, Roberto Crippa, sosteneva la tesi che “se si mettono…

Si scrive Sardegna, o Basilicata, ma si deve leggere Veneto. Dietro lo scontro ormai palese tra Fratelli d’Italia e Lega in vista delle prossime regionali nel 2024 in Sardegna, Basilicata e Abruzzo, c’è la voglia dei meloniani di chiarire fin da subito che nel 2025, finita l’era di Luca Zaia, nella grande regione del Nord è il turno di Fratelli d’Italia: andando a coprire il quadro con Piemonte a Forza Italia e la Lombardia alla Lega.

Matteo Salvini ha capito l’antifona e da qui lo sgambetto a Trento, dove Maurizio Fugatti non ha dato la vicepresidenza a FdI, e poi la corsa a confermare l’uscente Christian Solinas in Sardegna. Due mosse che hanno fatto infuriare FdI, che è uscita dalla giunta a Trento e ha rotto il tavolo per le regionali in Sardegna. Ieri il ministro Francesco Lollobrigida, parlando del caso Trento, ha detto: “Gli impegni si rispettano e Fugatti non lo ha fatto”. Mentre poche ore prima il braccio destro di Salvini, Roberto Crippa, sosteneva la tesi che “se si mettono in discussione gli uscenti, allora si rimette in discussione tutto” e non si fanno ripicche per il caso Trento.

In questo clima, difficile che si terrà il vertice di maggioranza che era stato convocato sulla Sardegna per domani. Ieri in Transatlantico non si parlava d’altro: "Come si fa a dire che Marco Marsilio in Abruzzo ha lavorato bene e Salinas in Sardegna no? Se qualcuno vuole cambiare i presidenti vuol dire che gli assessori non hanno lavorato bene e non è così", dice un senatore della Lega. "Ma perché lo stesso criterio non è valso per Musumeci che ha dovuto fare un passo indietro in Sicilia?”, si chiede un big del partito di Meloni. "Noi - osserva un altro dirigente di Fdi - rispettiamo gli accordi. Siamo pronti ad essere generosi nei confronti degli altri partiti della coalizione ma l'obiettivo è che vinca il centrodestra, quindi occorre partire da questo criterio". E per Fratelli d'Italia chi ha più chance di vincere in Sardegna è il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu e non il governatore Solinas.

Il tema di FdI è semplice: rispetto a cinque anni fa il mondo del centrodestra è cambiato e oggi si vince grazie ai meloniani. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in questo scenario vuole quindi aprire il confronto anche su una vera grande regione al voto, la prima da qui al 2025: il Veneto. Qui FdI veleggia intorno al 30 per cento, la Lega senza Zaia è molto sotto. E quindi adesso toccherebbe a FdI.

Luca Zaia

 (ansa)

Per questo Lollobrigida mette le mani avanti fin da subito su regionali non proprio di peso, perché conta il criterio: non sono gli uscenti, e nemmeno i partiti che li hanno rappresentati, ad avere automaticamente diritto di veto. Proprio quello che non vuole Salvini, che infatti spinge per la riconferma di Solinas e sul caso Trento allarga le braccia. Non a caso Lollobrigida proprio si Trento è stato durissimo: "Se in campagna elettorale Fugatti ha presentato la nostra Francesca Gerosa come sua vice, quindi un ticket, inducendola anche a ritirare la candidatura alternativa perché si faceva squadra, gli impegni riteniamo che vadano rispettati – ha detto il ministro dell'Agricoltura e della sovranità alimentare intervistato nella trasmissione Rai Ping pong - altrimenti noi lavoreremo come sempre nell'interesse del Trentino senza dover per forza avere la poltrona di giunta".

Leggi i commenti