Violenza sulle donne, le misure di prevenzione fermano 3300 uomini in 9 mesi. La metà accetta di curarsi
La prevenzione, quando c’è, funziona. Ed è l’unica luce che si intravede appena in fondo al lunghissimo tunnel della violenza di genere. Gli uomini intercettati alle prime avvisaglie, prima che commettano reati, nella stragrande maggioranza dei casi si fermano, soprattutto se accettano un percorso di aiuto per gestire rabbia e impulsi violenti. Lo dicono i dati della Direzione centrale anticrimine che, mai come quest’anno, consentono di dire che due nuovi strumenti a disposizione delle forze dell’ordine, l’ammonimento da parte del questore e le misure di prevenzione (esattamente come quelle previste dalla legislazione antimafia) se utilizzati con tempismo, preparazione e attenzione, possono salvare la vita di tante donne.
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I numeri dunque: nei primi nove medi del 2023 sono stati 3365 gli uomini convocati in que…
La prevenzione, quando c’è, funziona. Ed è l’unica luce che si intravede appena in fondo al lunghissimo tunnel della violenza di genere. Gli uomini intercettati alle prime avvisaglie, prima che commettano reati, nella stragrande maggioranza dei casi si fermano, soprattutto se accettano un percorso di aiuto per gestire rabbia e impulsi violenti. Lo dicono i dati della Direzione centrale anticrimine che, mai come quest’anno, consentono di dire che due nuovi strumenti a disposizione delle forze dell’ordine, l’ammonimento da parte del questore e le misure di prevenzione (esattamente come quelle previste dalla legislazione antimafia) se utilizzati con tempismo, preparazione e attenzione, possono salvare la vita di tante donne.
Caltanissetta, flash mob nella piazza del Municipio per dire no alla violenza: ci si guarda in faccia contro il disagio dilagante
I numeri dunque: nei primi nove medi del 2023 sono stati 3365 gli uomini convocati in questura e ammoniti per i loro comportamenti nei confronti di una donna o all’interno delle mura domestiche, con un aumento del 25% rispetto allo scorso anno. La metà di questi uomini ha deciso di accogliere l’invito a farsi aiutare dai centri clinici, presenti in tutte le Regioni, a cui sono stati indirizzati e di loro (ed è questo il dato incoraggiante) solo il 7% ha avuto una recidiva, dunque ha continuato con atti più o meno violenti nei confronti di una donna o dei figli. Ed ecco l’altra faccia della medaglia: ad analizzare il lungo elenco di uomini autori dei femminicidi commessi nel 2023, neanche uno aveva seguito un percorso del genere, dunque non era mai stato ammonito o aiutato. Ma neanche intercettato. E questo resta l’elemento di preoccupazione, indice del fatto che la strada della prevenzione è ancora assai poco percorsa. “La violenza di genere si misura in un circuito relazionale-affettivo di difficile controllo - ammette Giuseppe Linares, direttore del Servizio centrale anticrimine della Polizia - ma la risposta repressiva è inadeguata. Quando applichiamo il Codice rosso, nella maggioranza dei casi, è già troppo tardi. Il ciclo della violenza va fermato prima con un intervento che di fatto anticipi la soglia di tutela delle donne”.
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La scommessa, dunque, è quella di intervenire quando non ci sono ancora reati. In base alle nuove norme adesso basta la segnalazione di un vicino di casa, di un amico, di un familiare, ma anche l’occhio lungo di un agente che interviene in una casa per una lite a far scattare la segnalazione, ma sono ancora troppe le donne che denunciano e vengono lasciate al loro destino. “Occorre una formazione capillare del personale, circolazione delle informazioni anche tra magistrati e forze dell’ordine - dice Linares - e direttive precise: mai, come si faceva prima, provare a ricomporre una lite, né sottovalutare l’accaduto e offrire subito tutela alle donne che, magari per proteggere i figli, provano a giustificare il partner”.