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Report: Salvini incontrò Lunardi e Salini prima di varare il decreto per il Ponte sullo Stretto

Matteo Salvini

 (ansa)
L’inchiesta della trasmissione di Rai Tre rivela che il leghista ha avuto rapporti con l’ex componente del governo Berlusconi che ha seguito la gara per l’affidamento del progetto dell’opera e con il costruttore. Il ministro: “Solo incontri informali”
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Il ministro Matteo Salvini prima di varare il decreto Ponte ha incontrato l’ex ministro Pietro Lunardi e il costruttore Pietro Salini: il primo è l’ex componente del governo Berlusconi che da ministro ha seguito la gara per l’affidamento del progetto dell’opera, gara vinta dal consorzio Eurolink; il secondo è il patron dell’azienda, oggi Webuild, che ha oltre il 40 per cento del consorzio in questione e che adesso si rivede in pista per l’opera dopo che i governo Monti aveva bloccato tutto.

“Incontri informali”, ha detto il ministro Salvini al giornalista di Report Danilo Procaccianti: la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci nella puntata di domenica sera su Rai Tre che si è occupata del Ponte sullo Stretto. A confermare gli incontri avvenuti, in alcuni casi, molto prima della scrittura e poi dell’approvazione del decreto che rimette in piedi sia la vecchia spa Stretto di Messina sia i contratti caducati con la Eurolink, è una fonte intervistata da Report che dice: “In socco…

Il ministro Matteo Salvini prima di varare il decreto Ponte ha incontrato l’ex ministro Pietro Lunardi e il costruttore Pietro Salini: il primo è l’ex componente del governo Berlusconi che da ministro ha seguito la gara per l’affidamento del progetto dell’opera, gara vinta dal consorzio Eurolink; il secondo è il patron dell’azienda, oggi Webuild, che ha oltre il 40 per cento del consorzio in questione e che adesso si rivede in pista per l’opera dopo che i governo Monti aveva bloccato tutto.

“Incontri informali”, ha detto il ministro Salvini al giornalista di Report Danilo Procaccianti: la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci nella puntata di domenica sera su Rai Tre che si è occupata del Ponte sullo Stretto. A confermare gli incontri avvenuti, in alcuni casi, molto prima della scrittura e poi dell’approvazione del decreto che rimette in piedi sia la vecchia spa Stretto di Messina sia i contratti caducati con la Eurolink, è una fonte intervistata da Report che dice: “In soccorso di Salvini è arrivato subito l’ex ministro Pietro Lunardi. Lunardi fece chiamare me e altri ingegneri per fare una sorta di gruppo di lavoro. Abbiamo fatto una prima riunione al ministero addirittura prima che il governo Meloni giurasse. In quella riunione erano presenti Salvini, Lunardi e l’imprenditore Pietro Salini. Poi ci furono altre riunioni in cui era presente Lunardi e il consulente legale del consorzio che aveva vinto l’appalto nel 2005”.

Questo ingegnere poi abbandonerà il gruppo di lavoro: “È successo quando abbiamo cominciato a vedere il decreto che resuscitava tutto e poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quando Salvini su indicazione di Lunardi ha chiamato Pietro Ciucci a guidare il tutto”, dice a Report, che poi si va ad intervistare lo stesso Lunardi nel suo studio, e cosa accade: “Una conferma indiretta sul fatto che ci sia l’ex ministro Lunardi dietro l’operazione ponte ci arriva dal fatto che mentre aspettiamo Lunardi, dal suo studio vediamo uscire il professor Alberto Prestininzi coordinatore del comitato tecnico nominato da Salvini che dovrà valutare il progetto del ponte”.

L’ex ministro quindi spiega: “Cose di famiglia, lui è amico di famiglia”. Lunardi smentisce incontri avvenuti prima del decreto, ma Salvini risponde alle domande di Report e conferma: “Ci sono stati incontri informali con l’ex ministro Lunardi finalizzati a un confronto sulla gestione dell’opera in passato, nonché rispetto allo scenario attuale”.

Insomma: Lunardi aveva fatto la vecchia gara, Salvini è quello che rimette in piedi la gara vinta da Eurolink con Salini, e chi dovrà valutare l’aggiornamento del progetto per la Stretto di Messina, prima che poi venga inviato al ministero dell’Ambiente per il via libera, è un “amico di famiglia” di Lunardi.

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