Scontro tra governo e magistratura. Crosetto: “C’è una strategia”
di Emanuele Lauria , Liana MilellaGuido Crosetto
ROMA – Nelle chat di Fratelli d’Italia circola, già dal mattino, un link postato dallo stesso Guido Crosetto. Conduce non a una riunione segreta ma un’assemblea pubblica: il congresso di Areadg, corrente della magistratura che evolve da una divisione con Md e che si è riunita a Palermo a fine settembre, nei giorni del caso Apostolico. Lì dentro, secondo il ministro, c’è la prova che una parte delle toghe teorizzi “la funzione antimaggioritaria” dei magistrati e “l’opposizione al governo Meloni”. A quel congresso, ampiamente seguito dai media, parteciparono i leader di Pd e 5Stelle, Elly Schlein e Giuseppe Conte, e anche per la verità il Guardasigilli Carlo Nordio. Che, per inciso, non sollevò obiezioni su un’ostilità preconcetta di giudici e pm nei confronti dell’esecutivo.
Ma per il ministro della Difesa è forte il sospetto che è (non solo) in quel settore della magistratura che si annida il tentativo di fermare Meloni per via giudiziaria, denunciato ieri al Corriere. Una sortita, qu…
ROMA – Nelle chat di Fratelli d’Italia circola, già dal mattino, un link postato dallo stesso Guido Crosetto. Conduce non a una riunione segreta ma un’assemblea pubblica: il congresso di Areadg, corrente della magistratura che evolve da una divisione con Md e che si è riunita a Palermo a fine settembre, nei giorni del caso Apostolico. Lì dentro, secondo il ministro, c’è la prova che una parte delle toghe teorizzi “la funzione antimaggioritaria” dei magistrati e “l’opposizione al governo Meloni”. A quel congresso, ampiamente seguito dai media, parteciparono i leader di Pd e 5Stelle, Elly Schlein e Giuseppe Conte, e anche per la verità il Guardasigilli Carlo Nordio. Che, per inciso, non sollevò obiezioni su un’ostilità preconcetta di giudici e pm nei confronti dell’esecutivo.
Ma per il ministro della Difesa è forte il sospetto che è (non solo) in quel settore della magistratura che si annida il tentativo di fermare Meloni per via giudiziaria, denunciato ieri al Corriere. Una sortita, quella di Crosetto, di cui erano stati informati il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e la premier. Porta con sé anche il timore dell’accentuazione di un carattere politico dell’Anm, con uno spostamento a sinistra dell’associazione. Che sia fondato, è discorso diverso. Ma alimenta la narrazione del day-after della rumorosa denuncia. E scatena la protesta del centrosinistra e di Calenda.
Le parole di Crosetto sono legate a inchieste specifiche e già in corso? Quella sul ministro Santanchè o quella sul sottosegretario Andrea Delmastro, che nei prossimi giorni sfocerà nell’udienza preliminare, a seguito dell’imputazione coatta. O il ministro mette le mani avanti temendo l’azione della magistratura su Pnrr, Cutro, l’accordo con l’Albania sui migranti? “Ma va! Io non parlo di un’inchiesta specifica ma di cose molte più gravi”, fa sapere il ministro - uno dei fondatori di FdI - prima di decollare per gli Stati Uniti. E di cosa si tratta allora? “Di una strategia”. Crosetto non è nuovo ad allarmi reboanti: accadde anche quando ad agosto parlò dei “dossieraggi” che minavano il sistema democratico.
Ma in questo caso, inevitabilmente, la denuncia sposta indietro le lancette della storia, riporta alle accuse di un condizionamento da parte della magistratura, alla vigilia di competizioni elettorali, che fu uno dei leit-motiv di Silvio Berlusconi. Giusto nel giorno dell’assemblea della stessa Anm. “Temo attacchi di qui alle Europee”, fa sapere Crosetto.
Riecco i fantasmi del complotto, che dalle burocrazie europee si trascinano ora sopra la magistratura. La quale reagisce con veemenza. Il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia non vorrebbe nemmeno parlare di lui, ma poi è costretto a farlo. “È fuorviante l’idea di una magistratura che fa opposizione ai partiti”, quella di Crosetto è “una fake news che fa male alle istituzioni”. L’ex segretario di Area Eugenio Albamonte, pm a Roma, protagonista del congresso di Palermo, parla di “un’accusa ingiusta e ingenerosa, con una parte finale abbastanza oscura se non minacciosa. Un modo per mandare segnali intimidatori”. Il neo segretario di Area Ciccio Zaccaro ironicamente rassicura Crosetto “perché le associazioni dei magistrati non fanno riunioni carbonare, non tifano per un governo o sono contro un altro, ma discutono di diritti e garanzie”.
Silvia Albano, prossima presidente di Magistratura democratica, dice che “i gruppi associativi non fanno opposizione ai governi, ma hanno il diritto di partecipare al dibattito sulle riforme costituzionali che interessano l’ordine giudiziario. Nessuno prepara un golpe” Una toga senza correnti come Andrea Mirenda del Csm invita Crosetto “se ha riscontri concreti a informare senza esitazione il Csm, diversamente avrà gettato irresponsabilmente discredito sull’intero ordine giudiziario”. Mentre Roberto Fontana, al Csm come indipendente, parla di “uno sbarramento preventivo”. Anche una toga come Andrea Reale, di Centouno che contesta le altre correnti, dice “di non aver mai sentito che un gruppo potesse organizzare delle riunioni perché sarebbe eversivo e criminale”.
Stavolta pure il gruppo di Magistratura indipendente, la destra delle toghe, è critico con Crosetto e il segretario Angelo Piraino prende le distanze: “Le cose non stanno così come le dipinge il ministro: il fatto che una parte della magistratura abbia espresso posizioni pubbliche molto critiche sul governo non comporta la conseguenza di adottare iniziative giudiziarie”. Una contrapposizione violenta, il portato di una stagione che sembrava finita. “Le mie non sono chiacchiere da bar e non vedo l’ora di riferire a Copasir e Antimafia”, dice Crosetto. L’unico effetto, per ora, è quello di stimolare l’abbraccio di Forza Italia e Renzi attorno a un totem: “Occorre rilanciare la riforma della giustizia”.