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Nordio difende Crosetto: “Non temo attacchi dai giudici”. L’Antimafia: “Non lo sentiremo”

Carlo Nordio

 (ansa)
Colloquio telefonico tra il presidente dell’Anm Santalucia e il ministro della Difesa: “Sue parole inquietanti, ci incontreremo”
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ROMA – Guido Crosetto? Tocca a Carlo Nordio, dopo una visita a palazzo Chigi per prendere ordini, ridimensionare il suo attacco alla magistratura “golpista”. Il Guardasigilli chiude la sua giornata nei Cinque minuti di Vespa in coda al Tg1 e per mettere al riparo il collega della Difesa risuscita pure Luca Palamara e quella chat con un collega in cui diceva “Salvini è innocente, ma bisogna attaccarlo”. Lo stesso timore serpeggia oggi tra i meloniani, una magistratura che “deve” mettere sotto inchiesta chi sta al governo. Neanche a farlo apposta la querelle esplode alla vigilia dell’udienza che oggi deciderà la sorte di Andrea Delmastro Delle Vedove, il sottosegretario alla Giustizia di FdI accusato di rivelazioni di segreto d’ufficio nel caso Cospito.

Giusto quando la commissione Antimafia della meloniana Chiara Colosimo respinge la richiesta del Pd di interrogare Crosetto, e mentre i dem non rivolgono la stessa istanza al Copasir temendo forse un rifiuto anche qui, ecco la difes…

ROMA – Guido Crosetto? Tocca a Carlo Nordio, dopo una visita a palazzo Chigi per prendere ordini, ridimensionare il suo attacco alla magistratura “golpista”. Il Guardasigilli chiude la sua giornata nei Cinque minuti di Vespa in coda al Tg1 e per mettere al riparo il collega della Difesa risuscita pure Luca Palamara e quella chat con un collega in cui diceva “Salvini è innocente, ma bisogna attaccarlo”. Lo stesso timore serpeggia oggi tra i meloniani, una magistratura che “deve” mettere sotto inchiesta chi sta al governo. Neanche a farlo apposta la querelle esplode alla vigilia dell’udienza che oggi deciderà la sorte di Andrea Delmastro Delle Vedove, il sottosegretario alla Giustizia di FdI accusato di rivelazioni di segreto d’ufficio nel caso Cospito.

Giusto quando la commissione Antimafia della meloniana Chiara Colosimo respinge la richiesta del Pd di interrogare Crosetto, e mentre i dem non rivolgono la stessa istanza al Copasir temendo forse un rifiuto anche qui, ecco la difesa d’ufficio dell’ex procuratore aggiunto di Venezia, che alla domanda “teme anche lei un attacco della magistratura?”, giustifica le parole del collega, ma ne depotenzia l’impatto. “Non temo questo attacco, e non lo teme neppure Crosetto, ma lui ha interpretato un sentimento abbastanza diffuso che si è creato in questi decenni, acuito dallo scandalo Palamara”. E qui Nordio definisce “blasfema e sacrilega” la frase su Salvini, su cui le toghe sono pure colpevoli di “non aver fatto piena luce”.

Bastano le parole di Nordio per mettere in sicurezza Crosetto? Decisamente no dal punto di vista dei giudici e dell’opposizione. Tant’è che il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia ribadisce quanto le parole di Crosetto siano state “inquietanti” e dovranno essere “chiarite”, perché “i magistrati non fanno complotti e non sono eversori” e parlare di “opposizione giudiziaria è inaccettabile sul piano costituzionale”.

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Un redde rationem per Crosetto è dunque politicamente inevitabile. Non avverrà all’Antimafia perché ascoltarlo non rientra nei compiti che la legge istitutiva le attribuisce, ma sicuramente in Parlamento, dove le opposizioni formalizzeranno a breve con singole interrogazioni le domande che ormai da tre giorni piovono su palazzo Chigi. Lo dice subito il senatore pd Walter Verini che si era battuto per l’Antimafia e adesso vuole al più presto Crosetto davanti al Parlamento. Lo sollecita il presidente dei senatori dem Francesco Boccia perché “se ci sono cose che il ministro della Difesa deve dire le dica davanti alle Camere, mentre se ha notizie di reato informi le procure”.

Ma è dall’ex premier e leader di M5S Giuseppe Conte che arriva una dura reprimenda non solo su Crosetto ma su tutto il governo accusato di perseguire “le finalità eversive che non sono nella magistratura, ma in chi, avendo un ruolo istituzionale e di governo, pensa di avere la licenza di attaccare tutti i poteri e le autorità di controllo e di vigilanza”. E qui Conte elenca i reiterati “attacchi”: “Nel 2022 contro Bankitalia, nel 2023 contro l’Anac, la Corte dei conti e l’ufficio di bilancio”. A luglio, e ancora adesso, l’attacco alla magistratura. Di questo Crosetto dovrà rispondere davanti alle Camere.

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