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Associazioni palestinesi contestano i pacifisti: “La vostra è propaganda sionista”

Critiche sull’interpretazione del 7 ottobre. E l’iniziativa contro la strage dei bambini a Gaza organizzata dall’associazionismo nonviolento con la partecipazione di Landini finisce nel mirino
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ROMA – L'iniziativa di lunedì sera a Roma si intitolava 'Fermare la strage di bambine e bambini a Gaza', un raduno organizzato dal mondo dell'associazionismo e della cooperazione pacifista e nonviolenta, attivamente e da anni impegnato in Palestina, con anche la partecipazione del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

In piazza dell'Esquilino - fra le altre cose - erano state poste anche 5 mila piccole lapidi bianche con i nomi di minori uccisi dal 7 ottobre scorso, quindi anche israeliani ma soprattutto palestinesi, per creare un’installazione che rendesse visibile il cimitero di bambini causato dai bombardamenti di Israele di risposta all'attacco terroristico di Hamas. Ma la guerra molto spesso non ammette posizioni di dialogo con tutte le vittime, a prescindere dalla loro nazionalità o religione, e anche per questo il Movimento degli studenti palestinesi, i Giovani palestinesi, l'Associazione dei palestinesi in Italia e l'Udap (Unione democratica arabo-palestinese) hann…

ROMA – L'iniziativa di lunedì sera a Roma si intitolava 'Fermare la strage di bambine e bambini a Gaza', un raduno organizzato dal mondo dell'associazionismo e della cooperazione pacifista e nonviolenta, attivamente e da anni impegnato in Palestina, con anche la partecipazione del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

In piazza dell'Esquilino - fra le altre cose - erano state poste anche 5 mila piccole lapidi bianche con i nomi di minori uccisi dal 7 ottobre scorso, quindi anche israeliani ma soprattutto palestinesi, per creare un’installazione che rendesse visibile il cimitero di bambini causato dai bombardamenti di Israele di risposta all'attacco terroristico di Hamas. Ma la guerra molto spesso non ammette posizioni di dialogo con tutte le vittime, a prescindere dalla loro nazionalità o religione, e anche per questo il Movimento degli studenti palestinesi, i Giovani palestinesi, l'Associazione dei palestinesi in Italia e l'Udap (Unione democratica arabo-palestinese) hanno deciso di prendere le distanze dal comunicato di lancio della serata. Motivo? "Alcuni passaggi sembrano ricalcare la narrazione sionista" e per questo "non accetteremo mai la dialettica menzognera e distorta del sionismo coloniale".

Secondo le organizzazioni dei palestinesi in Italia, l'azione di Hamas "si inserisce in un contesto di sangue e sopraffazione", quindi la storia non può partire dal 7 ottobre. I bambini israeliani uccisi - spiegano - sono stati 'solo' 33, a dispetto dei 5 mila palestinesi. "Come movimento attivo e in lotta per la liberazione della nostra terra, la Palestina storica, non intendiamo scendere ad alcun compromesso, né mediatico, né dialettico, né tanto meno sulla pelle umana dei palestinesi. Vogliamo la libertà e non la pace".

"Uccidere civili è un crimine di guerra inaccettabile, non ammesso da diritto e convenzioni internazionali", era stato spiegato chiaramente dal palco, dal quale aveva parlato anche Yousef Salman della Comunità palestinese, oltre agli esponenti di Amnesty, Aoi, Arci (rappresentata da Luciana Castellina), Assopace Palestina e Laboratorio ebraico antirazzista. Ma il dibattito, anche aspro visti i toni della nota delle associazioni palestinesi, è attorno alla questione della 'Resistenza', se cioè l'azione di Hamas sia stato un atto terroristico o un atto di liberazione. Per la stragrande maggioranza del mondo della solidarietà attiva, nonostante la vicinanza con le ragioni palestinesi e la denuncia delle politiche di apartheid di Israele, non ci sono dubbi: si è trattato di terrorismo. Per un pezzo di mondo palestinese in Italia, invece, l'Intifada va combattuta con tutti i mezzi, se necessari.

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