Filippo Rossi: “Il meeting di Salvini è un flop. Meloni balbetta: deve scegliere Draghi e non il Carroccio”
di Giovanna CasadioFilippo Rossi
Filippo Rossi, leader di “La Buona Destra”, l’adunata delle destre europee voluta da Matteo Salvini domenica a Firenze, perde pezzi: danno forfait Wilders e Marine Le Pen. Da prova di forza si trasformerà in un flop?
“Dal punto di vista organizzativo sì, ma il fatto è che lo spazio politico esiste”.
Metropolis/458 - Europee, il cantiere nero di Salvini: galleria degli impresentabili di Firenze
Quale peso ha l’iniziativa leghista?
“Per me valgono le parole di Mario Draghi sulla necessità di un’Europa che si fa Stato. Detto ciò, Salvini mette le cose tristemente in chiaro, al contrario di quello che sta facendo Giorgia Meloni”.
Cosa sta facendo la premier?
“Sta facendo il camaleonte: tiene insieme la destra anti-europeista - che era la sua, ovvero i no-euro, l’Europa delle nazioni e il sogno della disgregazione europea – e il suo camuffamento. È l’esatto contrario di ciò che spiega Draghi, quando dice che l’Europa è a un tragico bivio del…
Filippo Rossi, leader di “La Buona Destra”, l’adunata delle destre europee voluta da Matteo Salvini domenica a Firenze, perde pezzi: danno forfait Wilders e Marine Le Pen. Da prova di forza si trasformerà in un flop?
“Dal punto di vista organizzativo sì, ma il fatto è che lo spazio politico esiste”.
Metropolis/458 - Europee, il cantiere nero di Salvini: galleria degli impresentabili di Firenze
Quale peso ha l’iniziativa leghista?
“Per me valgono le parole di Mario Draghi sulla necessità di un’Europa che si fa Stato. Detto ciò, Salvini mette le cose tristemente in chiaro, al contrario di quello che sta facendo Giorgia Meloni”.
Cosa sta facendo la premier?
“Sta facendo il camaleonte: tiene insieme la destra anti-europeista - che era la sua, ovvero i no-euro, l’Europa delle nazioni e il sogno della disgregazione europea – e il suo camuffamento. È l’esatto contrario di ciò che spiega Draghi, quando dice che l’Europa è a un tragico bivio della sua storia, perché da un lato c’è la consunzione e dall’altro l’Europa federale. In tutto questo Meloni sta in mezzo al guado ed è in assoluta difficoltà”.
La destra è anti-europeista?
“È naturale che ci siano forze anti europeiste, è la dialettica delle cose. Però Meloni propone un infinito grigio. Non è così. Quando la domanda è ‘cosa sarà del futuro dell’Europa’, Meloni non risponde, svicola”.
Tornando alla kermesse di Salvini a Firenze.
“Io ne do il peggiore giudizio. Il leader della Lega si intesta la rappresentanza della destra anti-europeista in Italia”.
Gli alleati di governo dovrebbero prendere le distanze?
“Le destre delle piccole patrie sono sempre esistite ed esistono. L’anomalia italiana è che non c’è la destra liberale, popolare ed europeista. La destra europeista è succube della destra estrema e della destra anti-europea. Prendere le distanze sarebbe semplice: Forza Italia e Salvini non dovrebbero stare al governo insieme. Meloni non si sa quale pesce è: fa la voce grossa e non dice nulla. La politica è scelta e proprio su temi importantissimi, fondamentali, come è il destino di un Continente, la premier balbetta”.
Quindi come dovrebbe rispondere il centrodestra oggi, in vista delle Europee?
“Deve scegliere: Draghi e non Salvini, non c’è una via di mezzo. Non si può pensare di essere d’accordo con l’allargamento dell’Europa e non essere d’accordo con la riforma del diritto di veto, perché l’Europa semplicemente in questo modo non decide. E non decide proprio su quelle questioni sulle quali Meloni vorrebbe che lo facesse, dall’immigrazione al ruolo internazionale”.
È pericoloso l’orizzonte politico in cui si muove Salvini?
“È pericoloso perché sono destre pericolose quelle che ha chiamato a raccolta. Sono anti-europee ed estreme che occhieggiano al razzismo, a quello che l’Europa non dovrebbe più vivere. Salvini ha festeggiato la vittoria dell’olandese Wilders che è un putiniano”.
La posizione leghista sull’Europa può costituire un inciampo per il governo?
“Faranno finta di niente, mettendosi d’accordo sulle piccole cose. Ma post elezioni europee i nodi verranno al pettine, prima no, faranno il solito gioco. Meloni da un anno rilancia la favola dell’alleanza del centrodestra in Europa, cosa impossibile per i numeri e che sarebbe una tragedia per le sorti dell’Europa”.