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“Viva la Padania” e il ‘Va pensiero’ al posto dell’inno di Mameli: la Lega a Pontida imbarazza Salvini

Nell’inaugurazione della nuova sede del partito intitolata a Roberto Maroni tornano i simboli della battaglia indipendentista. E riaffiora la contrapposizione col sovranismo del segretario
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MILANO - A volte valgono più le immagini di mille parole e i due minuti immortalati domenica scorsa a Pontida la dicono molta sulle due anime della Lega, unico partito in Italia ad esserne due allo stesso tempo anche sul piano formale: Lega per Salvini premier e Lega Nord. Ma comunque: inaugurazione della nuova sede del partito intitolata a Roberto Maroni, proprio lì, nel comune in provincia di Bergamo che rappresenta un simbolo storico per il sogno indipendentista. Di quel sogno, Maroni era stato un alfiere fino all'ultimo, non a caso in rotta con Matteo Salvini, oggi primissimo sponsor sul Ponte dello Stretto, questione che nelle famosi "valli" suona ancora come una bestemmia.

C'è aria di festa, ovviamente, aprire una sezione è sempre un passaggio che conta sul territorio. Spumante, aranciata, pizzette. E allora il segretario bergamasco Fabrizio Sala - l'anno scorso aveva vinto il congresso appoggiato da Comitato Nord, la corrente legata a Umberto Bossi che si richiama al federalism…

MILANO - A volte valgono più le immagini di mille parole e i due minuti immortalati domenica scorsa a Pontida la dicono molta sulle due anime della Lega, unico partito in Italia ad esserne due allo stesso tempo anche sul piano formale: Lega per Salvini premier e Lega Nord. Ma comunque: inaugurazione della nuova sede del partito intitolata a Roberto Maroni, proprio lì, nel comune in provincia di Bergamo che rappresenta un simbolo storico per il sogno indipendentista. Di quel sogno, Maroni era stato un alfiere fino all'ultimo, non a caso in rotta con Matteo Salvini, oggi primissimo sponsor sul Ponte dello Stretto, questione che nelle famosi "valli" suona ancora come una bestemmia.

C'è aria di festa, ovviamente, aprire una sezione è sempre un passaggio che conta sul territorio. Spumante, aranciata, pizzette. E allora il segretario bergamasco Fabrizio Sala - l'anno scorso aveva vinto il congresso appoggiato da Comitato Nord, la corrente legata a Umberto Bossi che si richiama al federalismo, in contrapposizione col sovranismo salviniano - non resiste e lancia il vecchio grido di battaglia: "viva la Padania!", l'antico sogno riposto in soffitta. Applaudono tutti, anche il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, accanto a lui; tutti tranne due, il capo del partito a Bruxelles Marco Zanni (un passato nel M5S) ed Eugenio Zoffili, vicesegretario del partito in Lombardia, legatissimo a Salvini, uno che ha fatto carriera seguendo passo passo le orme del Capitano. Sono entrambi in chiaro imbarazzo per quel richiamo indipendentista.

Ma il bello viene dopo, perché sempre Romeo, preso dall'entusiasmo e dagli ardori giovanili, invita tutti a cantare l'inno che Bossi aveva eletto a grido di battaglia, quello che nella testa dei padani dove sostituire "Fratelli d'Italia". «Ora cantiamo il Va pensiero eh, avanti...», dice Romeo. Lo seguono tutti, sempre con Zanni e Zoffili in silenzio e a disagio. Romeo conosce a memoria il testo di Giuseppe Verdi, ma anche gli altri astanti, e tutti proseguono. Poi per sbaglio dopo un minuto viene stappata una bottiglia, Zoffili ne approfitta per provare a interrompere l'evidentemente fastidioso rito, ma il capogruppo non cede: "O simile di Solima ai fati - Traggi un suono di crudo lamento - O t'ispiri il Signore un concento - Che ne infonda al patire virtù! - Che ne infonda al patire virtù! - Che ne infonda al patire virtù! - Al patire virtù!". La base lumbard è in visibilio, sui muri ci sono i manifesti dei tempi di "Roma Ladrona" e il Sole delle alpi, Zoffili invece serve da bere noncurante: nazionalisti sì, certo, tocca giocare questo ruolo, il cuore invece è ancora al passato. Né la censura salviniana ai simboli e alle identità del passato sembra riuscire a scalfirne il richiamo.

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