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Picierno: “Con Metsola per portare l’Europa a Sud”

Pina Picierno

 
La dem da domenica 3 dicembre in tour in Italia con la presidente del’europarlarmento: “Iniziativa istituzionale, non è da collocare nel tritacarne della politica italiana. L’Europa di cui parleremo non è quella delle piccole patrie”
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ROMA - “Con la presidente dell’europarlamento Roberta Metsola parliamo di Europa al Sud: proprio dove l’Europa serve di più: cominciamo domenica il tour da Caserta, patria di Ernesto Rossi, e poi toccheremo altre tappe. L’Europa di cui parleremo non è certo quella delle piccole patrie, ma è quella ideata dai padri fondatori: l’Europa politica, l’Europa Stato”. Pina Picierno, vice presidente del Parlamento di Strasburgo, si è messa in marcia con Metsola per una iniziativa europeista. Nello stesso giorno in cui la destra anti europeista è chiamata a raccolta da Matteo Salvini a Firenze, gli europeisti rilanciano il progetto di integrazione.

Picierno, il tour europeista è l’anti adunata di Salvini a Firenze?

“Discutiamo dell’Europa di Ventotene. È una iniziativa istituzionale; non è da collocare nel tritacarne della politica italiana. Però parleremo e testimonieremo l’idea di un’Europa politica che porti a termine il suo percorso di integrazione. Nella legislatura che si sta concludendo …

ROMA - “Con la presidente dell’europarlamento Roberta Metsola parliamo di Europa al Sud: proprio dove l’Europa serve di più: cominciamo domenica il tour da Caserta, patria di Ernesto Rossi, e poi toccheremo altre tappe. L’Europa di cui parleremo non è certo quella delle piccole patrie, ma è quella ideata dai padri fondatori: l’Europa politica, l’Europa Stato”. Pina Picierno, vice presidente del Parlamento di Strasburgo, si è messa in marcia con Metsola per una iniziativa europeista. Nello stesso giorno in cui la destra anti europeista è chiamata a raccolta da Matteo Salvini a Firenze, gli europeisti rilanciano il progetto di integrazione.

Picierno, il tour europeista è l’anti adunata di Salvini a Firenze?

“Discutiamo dell’Europa di Ventotene. È una iniziativa istituzionale; non è da collocare nel tritacarne della politica italiana. Però parleremo e testimonieremo l’idea di un’Europa politica che porti a termine il suo percorso di integrazione. Nella legislatura che si sta concludendo abbiamo visto un’Europa capace con efficacia di reagire alle emergenze, dal Covid ai conflitti. Penso agli atti concreti di sostegno all’Ucraina aggredita. La scommessa di Putin era quella di dividere e indebolire l’Europa, ma non c’è riuscito. Ha ottenuto il risultato opposto di accelerazione dell’allargamento della Ue e di sostegno per la difesa e la ricostruzione dell’Ucraina”.

Basta?

“Non basterà, se nella prossima legislatura non percorreremo l’ultimo miglio che ci separa da una Europa davvero politica”.

Le elezioni europee del 9 giugno prossimo hanno una posta in palio alta?

“Sì. La maggioranza Ursula ha reso un servizio importante all’Europa. La legislatura si era aperta con la Brexit, con venti di disgregazione dell’Europa. Certo le elezioni in Olanda con la vittoria di Wilders raccontano che l’antieuropeismo e il nazionalismo sono gramigne dure a morire, che si affaccianoÈ ciclicamente e contro le quali serve un mandato popolare consistente”.

Wilders è una delle star nere invitate da Salvini alla kermesse fiorentina e che non sarà presente, ma ha aderito.

“La famiglia politica di Salvini nell’europarlamento – “Identità e democrazia” – non fa parte della maggioranza Ursula. Nelle prossime elezioni ci giochiamo il futuro dell’Europa che è in fieri ed è affidato alla determinazione di ciascuno di noi. Il processo di integrazione può andare avanti o tornare indietro. Con una avvertenza. Le europee non sono una contesa nazionale in cui si gioca il secondo tempo delle politiche o si debbano stabilire primati personali. Parliamo dell’idea di Europa che abbiamo in mente”.

Mario Draghi ha indicato il drammatico bivio dell’Europa tra disgregazione e Stato.

“Ha del tutto ragione. Intravede il rischio di cui dicevamo: o si avanza o si torna indietro. Draghi è un grande europeista. La partecipazione e la consapevolezza della sfida è molto importante”.

Le posizioni salvinine sono isolate?

“È, lo ripeto, la visione delle piccole patrie, da cui gli europeisti sono lontani in modo siderale”.

C’è la possibilità a Strasburgo di maggioranze di centrodestra post elezioni?

“Non credo ci saranno maggioranze diverse dalle attuali. Detto questo, le maggioranze si creano sulla base di cosa si vuole fare, sono intese tra gruppi politici che vogliono ad esempio trasformare la prossima in una legislatura costituente così da eliminare il diritto di veto, per l’iniziativa legislativa dell’europarlamento, per politiche estere degne di questo nome, per una difesa comune, per la modifica dei Trattati”.

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