Mulè: “Bene discutere liberamente sulla magistratura, sbaglia chi si sente un samurai”
di Antonio FraschillaGiorgio Mulè
(ansa)ROMA - Onorevole Giorgio Mulè, ancora una volta nel Paese si dibatte sul presunto scontro tra magistratura e governo. Ma davvero c’è uno scontro o non è invece la politica che sembra voler mettere le mani avanti rispetto a possibili interventi giudiziari su componenti di maggioranza e governo?
“Non vedo due eserciti che si fronteggiano sul campo di battaglia. Piuttosto vedo una ridotta di magistrati che ancora una volta dissotterra l’ascia di guerra per contrapporsi a quella che dovrebbe essere l’unica soggezione che dovremmo tutti avere: la legge. La verità è che in questo momento in Parlamento ci sono leggi sulle intercettazioni, sulla prescrizione, sull’informazione di garanzia e prossimamente sulle misure di prevenzione che a qualcuno danno fastidio”.
Alcuni magistrati hanno sollevato dubbi su alcune riforme che andrebbero a incidere nelle indagini. Non è lecito che lo facciano?
“Stefano Musolino, di Magistratura democratica, ha detto che ‘quando si rischia di rompere il patto soc…
ROMA - Onorevole Giorgio Mulè, ancora una volta nel Paese si dibatte sul presunto scontro tra magistratura e governo. Ma davvero c’è uno scontro o non è invece la politica che sembra voler mettere le mani avanti rispetto a possibili interventi giudiziari su componenti di maggioranza e governo?
“Non vedo due eserciti che si fronteggiano sul campo di battaglia. Piuttosto vedo una ridotta di magistrati che ancora una volta dissotterra l’ascia di guerra per contrapporsi a quella che dovrebbe essere l’unica soggezione che dovremmo tutti avere: la legge. La verità è che in questo momento in Parlamento ci sono leggi sulle intercettazioni, sulla prescrizione, sull’informazione di garanzia e prossimamente sulle misure di prevenzione che a qualcuno danno fastidio”.
Alcuni magistrati hanno sollevato dubbi su alcune riforme che andrebbero a incidere nelle indagini. Non è lecito che lo facciano?
“Stefano Musolino, di Magistratura democratica, ha detto che ‘quando si rischia di rompere il patto sociale spetta alla magistratura difendere i diritti fondamentali’. Si rende conto? Un contrappeso dello Stato, quello del potere giudiziario, che si erge a peso superiore a tutti. Questo è pericoloso. Se qualcuno tra i magistrati si erge a difensore del “patto sociale” allora è evidente che sta rompendo lui il patto inviolabile e cardine della divisione dei poteri”.
Il ministro Guido Crosetto ha paventato riunioni carbonare per tramare contro il governo. Non le sembra una denuncia pericolosa questa?
“Crosetto ha fatto una osservazione su quello che è sotto gli occhi di tutti: è evidente che c’è una parte della magistratura che trama e agisce. Penso alle riunioni di alcune correnti contro le riforme, alle opposizioni al decreto Cutro, alla partecipazione attiva a manifestazioni di piazza contro decisioni del governo come ha fatto la magistrata Iolanda Apostolico. E poi abbiamo Roberto Scarpinato che parla di un ritorno al fascismo per la riforma del premierato: lui ex magistrato e oggi parlamentare è la proiezione nelle aule legislative di questa deriva che rischia di diventare antidemocratica”.
Meloni ha criticato l’Anm perché ha sollevato dubbi sul premierato. Ma anche su questa riforma i magistrati non hanno il diritto di esprimere la loro opinione?
“La libertà di espressione è garantita a tutti dall’articolo 21 della Costituzione. Il punto è non travalicare, passando dalla manifestazione del pensiero all’azione sfruttando il ruolo importante di magistrato. Io da parte di questa falange non vedo alcuna leale collaborazione”.
Fermo restando che proprio sulle riforme il dibattito è acceso anche dentro la maggioranza. Gianni Letta le ha apertamente criticate.
“Ma su riforme fondamentali, come quelle costituzionali, è normale che ci sia una effervescenza di idee che si manifestano in libertà come quelle di Letta: uomo libero e di Stato che non rappresenta solo una parte. Letta segnala dei limiti e una deriva potenzialmente pericolosa. Se il dibattito è questo, allora ben venga. Ma se i magistrati minacciano di entrare nel dibattito e invece di indossare la toga vestono l’armatura dei samurai, allora no. Non va bene”.
A proposito di rapporti politica-magistratura: il sottosegretario Andrea Delmastro, rinviato a giudizio per rivelazione di segreto d’ufficio, secondo lei deve dimettersi?
“Se ci rifacciamo alla valutazione dei magistrati, in cui quattro pm non hanno ravvisato per due volte elementi per imputarlo, bisognerebbe alzare le mani e prenderne atto. Molti ricavano giudizi politici da scelte dei magistrati, ma in questo caso invece si fanno distinguo perché un Gip lo ha imputato lo stesso. Va bene, ma a maggior ragione visto che anche i magistrati sono divisi sul caso Delmastro sarei assai cauto nel chiedere dimissioni o passi indietro”.