Meloni in Serbia: “Senza i Balcani l’Europa non sarà mai unita”
dal nostro inviato Antonio FraschillaGiorgia Meloni a Belgrado con il premier serbo Aleksandar Vucic
(reuters)BELGRADO — Quella di Giorgia Meloni al presidente Aleksandar Vucic, ieri in Serbia, non è stata solo una visita di cortesia tra rappresentanti di Paesi storicamente in buoni rapporti. Ma è stata preparata a lungo dai suoi consiglieri diplomatici, insieme alle cancellerie di Francia e Germania e al presidente del Consiglio europeo Charles Michel, perché è un tassello fondamentale di una sorta di risposta diplomatica della Ue alle mosse nemmeno tante sotterranee della Russia di Putin, che punta a incendiare i Balcani per evitare che paesi come la Serbia entrino nell’Ue e ancor più nella Nato.
Non a caso dallo staff di Palazzo Chigi, a margine dell’incontro nell’imponente palazzo presidenziale serbo che ospitava in passato tutte le delegazioni dei Paesi della ex Jugoslavia, si dicono «molto preoccup…
BELGRADO — Quella di Giorgia Meloni al presidente Aleksandar Vucic, ieri in Serbia, non è stata solo una visita di cortesia tra rappresentanti di Paesi storicamente in buoni rapporti. Ma è stata preparata a lungo dai suoi consiglieri diplomatici, insieme alle cancellerie di Francia e Germania e al presidente del Consiglio europeo Charles Michel, perché è un tassello fondamentale di una sorta di risposta diplomatica della Ue alle mosse nemmeno tante sotterranee della Russia di Putin, che punta a incendiare i Balcani per evitare che paesi come la Serbia entrino nell’Ue e ancor più nella Nato.
Non a caso dallo staff di Palazzo Chigi, a margine dell’incontro nell’imponente palazzo presidenziale serbo che ospitava in passato tutte le delegazioni dei Paesi della ex Jugoslavia, si dicono «molto preoccupati» per l‘attivismo putiniano e i finanziamenti russi a gruppi nazionalisti panslavi in Serbia proprio in chiave anti Ue e anti Nato. Da qui la delicatezza dell’incontro Meloni-Vucic. La presidente del Consiglio è considerata una “ambasciatrice” dall’Ue per i buoni rapporti storici del nostro Paese con la Serbia: l’Italia è il terzo investitore a Belgrado con una bilancia commerciale che negli ultimi sei mesi ha raggiunto i 2 miliardi di euro. E qui stanno investendo molte aziende partecipate dallo Stato italiano, da Cassa depositi e prestiti a Sace, ma anche Unicredit, e nel 2024 dovrebbe riaprire la produzione di Stellantis nello stabilimento ex Fiat chiuso da tempo.
Vucic ha annunciato che in Serbia sarà prodotta la nuova Panda elettrica: annuncio non smentito da Stellantis (partecipata dal gruppo Exor che controlla anche Repubblica attraverso Gedi). La reazione dei sindacati in Italia arriva subito : «Pomigliano non si tocca», dice Samuele Lodi della Fiom, considerando che la Panda è prodotta oggi nello stabilimento campano . Meloni non ha aggiunto nulla sulla questione.
La presidente del Consiglio, dopo più di un’ora di colloquio con Vucic, ha ribadito invece il sostegno dell’Italia all’ingresso della Serbia nella Ue ma chiedendo in cambio un riconoscimento completo del Kosovo, anche nell’area dove insiste la minoranza serba. Vucic allo stesso tempo ha chiesto di accelerare l’iter di ingresso della Serbia in Europa, alla luce del nazionalismo di estrema destra che anche lui, nazionalista comunque, ha sempre più difficoltà a controllare: è bastata l’uccisione di un poliziotto, proprio nel Kosovo, per alzare la tensione con scontri al confine dove è stato coinvolto anche il contingente di pace italiano.
Nelle brevi dichiarazioni alla fine dell’incontro (senza domande dei giornalisti), Meloni ha ribadito la linea in maniera chiara, dopo aver chiesto in privato uno sforzo a Vucic sul tema Kosovo, che preoccupa molto l’Ue: «Siamo stati e continueremo a essere tra i principali sostenitori del processo di allargamento: io l’ho sempre definito “riunificazione dell’Europa”». Meloni si spinge a dire che quell’area è essenziale per l’Europa, che «non potrà dirsi davvero unita fin quando i Balcani occidentali non avranno fatto ingresso nella famiglia europea intesa come istituzione. Il presidente Vucic sa benissimo che può contare sul sostegno e sull’impegno dell’Italia, a partire dal prossimo Consiglio europeo per velocizzare l’accesso graduale nel mercato unico».
Meloni lascia poi un messaggio a Vucic non solo sul Kosovo ma anche sui rapporti con la Russia: «L’integrazione europea dei Balcani occidentali è una strada che noi dobbiamo continuare a percorrere, anche perché è fondamentale per garantire a questa regione, e conseguentemente all’Europa intera, maggiore sicurezza e crescita economica. La Serbia sta già dando il suo contributo, sono certa che continuerà ad avere un approccio costruttivo nel dialogo facilitato dall’Ue con il Kosovo. Chiaramente abbiamo parlato con Vucic delle crisi in atto, della guerra di aggressione russa all’Ucraina. Conoscete la posizione italiana, continuiamo a sostenere a 360 gradi l’Ucraina per garantire la sua libertà, la sua sovranità». ©RIPRODUZIONE RISERVATA