Le accuse contro Vannacci: ha compromesso il prestigio delle Forze armate. Il generale: “Mi difenderò da solo”
di Emanuele LauriaRoberto Vannacci
(ansa)Roberto Vannacci non ha avvertito i vertici dell’Esercito, nemmeno sommariamente, del contenuto del libro che stava per pubblicare in cui esprimono giudizi in libertà su gay (“non sono normali” ) e migranti. E non ha avvisato il generale di corpo delle successive iniziative di presentazione del volume. Sono alcune delle contestazioni mosse all’ex responsabile dell’ufficio geografico fiorentino, nelle tre pagine di relazione della direzione generale del personale militare che stanno alla base dell’inchiesta formale scattata il primo dicembre. Vannacci, cui dopo tre mesi di sostanziale inattività è stato assegnato il ruolo di capo di stato maggiore nel Comando delle forze operative terrestri, si è subito preso una licenza. Di trenta giorni, era stata la sua richiesta. Ridotta a venti giorni, fa sapere il ministero della Difesa.
Nell’atto di imputazione viene sostanzialmente precisato che gli addebiti non nascono direttamente dalla violazione di segreti riguardanti l’organizzazione milit…
Roberto Vannacci non ha avvertito i vertici dell’Esercito, nemmeno sommariamente, del contenuto del libro che stava per pubblicare in cui esprimono giudizi in libertà su gay (“non sono normali” ) e migranti. E non ha avvisato il generale di corpo delle successive iniziative di presentazione del volume. Sono alcune delle contestazioni mosse all’ex responsabile dell’ufficio geografico fiorentino, nelle tre pagine di relazione della direzione generale del personale militare che stanno alla base dell’inchiesta formale scattata il primo dicembre. Vannacci, cui dopo tre mesi di sostanziale inattività è stato assegnato il ruolo di capo di stato maggiore nel Comando delle forze operative terrestri, si è subito preso una licenza. Di trenta giorni, era stata la sua richiesta. Ridotta a venti giorni, fa sapere il ministero della Difesa.
Nell’atto di imputazione viene sostanzialmente precisato che gli addebiti non nascono direttamente dalla violazione di segreti riguardanti l’organizzazione militare ma si rimarca che Vannacci nelle sue pagine fa comunque riferimento a esperienze di servizio. Ciò significa che, secondo l’accusa che innerva il procedimento disciplinare, è impossibile distinguere la sua figura e le sue idee – espresse nel libro “Il mondo al contrario” – da quelle delle forze armate. In questo modo, è la sintesi, si sarebbero intaccati e vilipesi i principi di neutralità e terzietà delle stesse forze armate, compromettendone il prestigio e la reputazione.
A stabilire se è andata veramente così sarà l’ufficiale inquirente nominato dal ministro Guido Crosetto, il generale di corpo d’armata Mauro D’Ubaldi, e la commissione speciale che indaga sui comportamenti di Vannacci.
Nel frattempo è scattata un’indagine sull’attività svolta da Vannacci negli anni in cui è stato a Mosca come addetto militare presso l’ambasciata italiana. Gli accertamenti, si apprende, non riguardano la rivelazione di segreti ma generiche questioni di carattere economico. Tutte da verificare, in ogni caso, perché si sta ancora valutando se avviare un’indagine sommaria su questo aspetto. Il parà-scrittore risponde sdegnato a queste indiscrezioni: “È una porcheria. Io non ho alcun elemento, nessuna informazione in merito. Quando ho prestato servizio nella Federazione russa non mi è stata mai sollevata alcuna mancanza né dalla catena gerarchica né dal capo missione, ovvero l’ambasciatore italiano a Mosca”.
Vannacci dice che si difenderà da solo: “Non mi avvarrò di alcun difensore del foro, sono sicuro di non aver violato alcuna norma. Qui si sta mettendo in discussione la libertà di parola e di manifestazione delle proprie idee. Ho ricevuto tantissimi messaggi di solidarietà – afferma il generale, anche da colleghi e comandanti in pensione. E in questi due giorni le vendite del mio libro si sono quadruplicate”. Vannacci fa sapere che quando terminerà la licenza, “se non si prolungherà”, comincerà l’affiancamento per svolgere il nuovo incarico.
Avrà tutto il tempo per decidere se candidarsi o meno alle Europee: dovrebbe mettersi in aspettativa, secondo la legge, un mese prima delle elezioni, previste per il giugno. La Lega si dice pronta a lanciarlo in pista. L’incognita rimane quella dei tempi della conclusione dell’inchiesta, che non si annunciano brevi. Vannacci non rischia la radiazione ma una sanzione che, in caso di accertamento di una colpevolezza, varia dal semplice richiamo a una sospensione di qualche mese.