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Cina, Meloni: “Via della Seta non ha dato risultati, Conte spieghi”

(reuters)

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La premier dopo l’abbandono dell’accordo: “Mantenere e migliorare rapporti economici e commerciali con Pechino”. Sulle Europee: “Centrodestra in Ue con lo stesso perimetro”
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"Giuseppe Conte ci dovrebbe spiegare perché noi siamo l'unica nazione ad aver aderito alla Via della Seta, ma non siamo la nazione che ha gli scambi maggiori con la Cina. Penso che si debbano mantenere e migliorare rapporti economici e commerciali con la Cina, ma che lo strumento della Via della Seta non abbia dato i risultati che erano attesi", dice la premier Giorgia Meloni, parlando a margine della visita ad Artigiano in Fiera a Milano.

L’Italia è stata il primo Paese del G7 e il primo Paese fondatore dell’Unione europea ad aderire al piano cinese per rimodellare l’economia globale lanciato nel 2013 da Xi Jinping, del quale giusto un paio di mesi fa ha celebrato il decennale. Fu proprio l’allora presidente del Consiglio oggi leader del M5S a firmare l’intesa nel 2019. Ieri il governo Meloni ha inviato l’atto ufficiale di disdetta all’ambasciata di Pechino. Ora l’Italia è il primo Paese al mondo – in assoluto – ad uscire dalla Via della Seta.

"Centrodestra in Ue con lo stesso perim…

"Giuseppe Conte ci dovrebbe spiegare perché noi siamo l'unica nazione ad aver aderito alla Via della Seta, ma non siamo la nazione che ha gli scambi maggiori con la Cina. Penso che si debbano mantenere e migliorare rapporti economici e commerciali con la Cina, ma che lo strumento della Via della Seta non abbia dato i risultati che erano attesi", dice la premier Giorgia Meloni, parlando a margine della visita ad Artigiano in Fiera a Milano.

L’Italia è stata il primo Paese del G7 e il primo Paese fondatore dell’Unione europea ad aderire al piano cinese per rimodellare l’economia globale lanciato nel 2013 da Xi Jinping, del quale giusto un paio di mesi fa ha celebrato il decennale. Fu proprio l’allora presidente del Consiglio oggi leader del M5S a firmare l’intesa nel 2019. Ieri il governo Meloni ha inviato l’atto ufficiale di disdetta all’ambasciata di Pechino. Ora l’Italia è il primo Paese al mondo – in assoluto – ad uscire dalla Via della Seta.

"Centrodestra in Ue con lo stesso perimetro”

"La dinamica delle elezioni europee è molto più complessa: si può far parte di famiglie politiche europee differenti e governare molto bene in Italia e, dico di più, provare a governare insieme con un'Europa diversa dopo le prossime elezioni europee", ha aggiunto Meloni nel punto stampa, spiegando che ol centrodestra dovrebbe stare in Europa "con il perimetro che già conosciamo in Italia".

Il pranzo sociale con poveri e migranti

Poi Meloni è arrivata alle 12.30 al grande pranzo offerto a oltre 500 poveri da Fondazione Fiera a Progetto Arca. Sorridente e a suo agio, la premier ha mangiato seduta ad una lunga tavolata con decine famiglie di disoccupati, sfrattati e migranti. Tutti assieme nel padiglione dove, durante il Covid, si facevano le vaccinazioni di massa e si curavano le persone in terapia intensiva. Una festa organizzata nel giorno di Sant’Ambrogio alla quale ha partecipato anche il ministro Matteo Salvini con la fidanzata Francesca Verdini, arrivati però dopo la fine del concerto di benvenuto tenuto dall’Accademia Teatro alla Scala.
I tavoli imbanditi con tovaglie di organza, piatti di ceramica e bicchieri di cristallo sono stati posti nel padiglione che aveva ospitato l’ospedale in Fiera durante la pandemia. E non si è badato a spese per questo pranzo natalizio offerto a 213 adulti e 310 bambini, componenti di famiglie fragili in difficoltà che provengono dalle strutture di accoglienza, housing sociale e che accedono ai market solidali di Progetto Arca.
Il presidente di Fondazione Fiera Enrico Pazzali - che indossava un grembiule nero in stile con quello dei camerieri - ha fatto gli onori di casa accogliendo fra gli altri anche il ministro Raffaele Fitto, il sindaco Beppe Sala, l'arcivescovo Mario Delpini che ha benedetto la mensa imbandita, gli ospiti e i cuochi.
I musicisti dell’Accademia Teatro alla Scala hanno eseguito un programma con alcuni dei brani più noti del repertorio lirico, sotto la direzione di Pietro Mianiti, con il soprano Fan Zhou e il tenore Andrea Tanzillo.

Meloni, scarpe basse e maglia rosa, è prestata a molti selfie e chiacchiere con gli ospiti dell'iniziativa, ha baciato e abbracciato tantissimi bambini, mentre veniva servito un pranzo curato da grandi chef. Nel menù era previsto antipasto con salmone realizzato da Andrea Berton, sartù di riso di Andrea Aprea, cappone ripieno di Cesare Battisti e torta Mimosa con salsa di cioccolato di Enrico e Roberto Cerea. Al termine del pranzo, inoltre, ogni partecipante è stato donato un panettone realizzato da Giovanni Ricciardella.
A servire i piatti c'erano i volontari di Fondazione Fiera Milano, gruppo Fiera e Fondazione Progetto Arca. Alberto Sinigallia, presidente di Progetto Arca, ha parlato a lungo con Salvini, spiegandogli le storie dei migranti invitati al pranzo: "Era venuto tanto tempo fa a manifestare nel centro d'accoglienza di via Sammartini, quando a Milano c'era l'emergenza profughi, e oggi ha visto con i suoi occhi come queste persone stanno cercando di integrarsi".
Per i bambini c'era un menù speciale pensato da Area Kitchen che si è occupata anche dell’allestimento delle cucine, mentre diversi sponsor hanno pensato all'area giochi dedicata ai più piccoli.

La tappa ad Asti

La giornata della premier è terminata con l’incontro pubblico al teatro Alfieri di Asti. Esattamente come fatto in fiera a Milano con Attilio Fontana, Meloni ha firmato il cosiddetto patto di sviluppo e coesione, stavolta con la Regione Piemonte guidata da Alberto Cirio. A debita distanza, con il cuscinetto delle forze dell’ordine, ad attenderla c’era un presidio di contestatori con le bandiere arcobaleno e quelle della Palestina. “Lei è madre e cristiana ma certi bambini non le piacciono”, recitava uno dei cartelli, riferimento sia ai migranti che ai figli delle coppie omogenitoriali.

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