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La contro-Atreju di Schlein: convention del Pd per le Europee il 15 e 16 dicembre. E la segretaria dem chiama Prodi e Letta

L’assemblea del partito sul futuro dell’Ue: il ritorno del Professore e dell’ex segretario, insieme a Gentiloni. La leader parlerà di programma, mentre tra le donne dem c’è chi chiede alla segretaria di non correre per Bruxelles
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Il ritorno di Romano Prodi a un’assemblea del Pd. E quello di Enrico Letta, che da quando ha traslocato dal Nazareno non si è fatto vedere nemmeno alla festa dell’Unità di Ravenna.

Elly Schlein chiama i grandi ex, in vista delle Europee. La segretaria del Pd ha annunciato per il 15 e 16 dicembre una conferenza dem sul futuro dell’Ue, con annessa assemblea nazionale. Di fatto, sarà l’apertura della campagna elettorale, appuntamento cruciale, non solo per il partito democratico, ma anche per la sua giovane leader. La due giorni non è stata fissata a caso: cade nella stessa finestra temporale di Atreju, la kermesse di Giorgia Meloni a cui Schlein ha deciso di non sfilare. Dunque l’effetto contraltare è assicurato.

Schlein non vuole ancora parlare di nomi, di liste e di candidature: dribbla la questione perfino quando a porla sono parlamentari della sua cerchia più stretta. Prima, ripete, “va scritto il programma”. A questo serve la conferenza di Roma. E per questo la leader ha volut…

Il ritorno di Romano Prodi a un’assemblea del Pd. E quello di Enrico Letta, che da quando ha traslocato dal Nazareno non si è fatto vedere nemmeno alla festa dell’Unità di Ravenna.

Elly Schlein chiama i grandi ex, in vista delle Europee. La segretaria del Pd ha annunciato per il 15 e 16 dicembre una conferenza dem sul futuro dell’Ue, con annessa assemblea nazionale. Di fatto, sarà l’apertura della campagna elettorale, appuntamento cruciale, non solo per il partito democratico, ma anche per la sua giovane leader. La due giorni non è stata fissata a caso: cade nella stessa finestra temporale di Atreju, la kermesse di Giorgia Meloni a cui Schlein ha deciso di non sfilare. Dunque l’effetto contraltare è assicurato.

Schlein non vuole ancora parlare di nomi, di liste e di candidature: dribbla la questione perfino quando a porla sono parlamentari della sua cerchia più stretta. Prima, ripete, “va scritto il programma”. A questo serve la conferenza di Roma. E per questo la leader ha voluto convocare tre nomi di peso. Il primo: Romano Prodi. L’ex premier non si affacciava a una conferenza/assemblea ufficiale del Pd da anni. Si era rifatto vedere a luglio a una convention a Cesena, ma era un raduno di corrente, “Energia Popolare” di Stefano Bonaccini. Stavolta è diverso: è il palco del Pd. Il Professore terrà una lezione sull’Europa. Ci sarà anche Enrico Letta, che parlerà di mercato unico, lo stesso tema su cui dovrà redigere un rapporto per il Consiglio dell’Unione, tenendosi alla larga dalle bizze di partito. All’evento è stato invitato un altro ex premier: Paolo Gentiloni, il commissario Ue all’Economia, che di recente ha difeso lo stop al mercato tutelato per le bollette, mentre Schlein lo contestava. “Questione di ruoli”, ha derubricato il caso la segretaria. Certo la photo opp a margine dell’assemblea del Pd aiuterà la leader a scacciare le ricostruzioni di dissidi con l’ex capo di governo. Comprese quelle di chi lo vorrebbe come “federatore” del centrosinistra, al posto suo.

L’elefante nella stanza, nella due giorni dem a tema Europa, saranno le candidature. Schlein non ha ancora aperto la pratica. Anche se tanti big la pressano. Deve ancora sciogliere il nodo principale: correre o no in prima persona. Magari solo in una circoscrizione, quella del Sud. Al Nazareno aspettano di capire che farà Meloni, che potrebbe anticipare qualcosa proprio ad Atreju. Alcune donne del Pd si sono già dette contrarie a una candidatura della segretaria, perché se fosse capolista ovunque, toglierebbe un posto buono alle altre. Ma c’è anche chi ne fa una questione di principio. “Le elezioni europee non possono essere vissute come una rivincita delle elezioni politiche – diceva qualche giorno fa Pina Picierno - per questo la candidatura di Meloni sarebbe una follia e rincorrere la destra su questo sarebbe un errore”.

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