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Draghi alla guida della Commissione Ue. Le opposizioni: “La scelta migliore”. Tajani: “Il Ppe con Von der Leyen”, ma l’ex premier si smarca

Mario Draghi

Mario Draghi

 (ansa)

Le reazioni sulla possibile elezione dell’ex numero uno della Bce alla presidenza della Commissione europea con l'appoggio della Francia di Emmanuel Macron

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Mario Draghi alla presidenza della Commissione Ue. Il presidente francese Emmanuel Macron starebbe contattando gli altri leader europei per un eventuale accordo sul nome dell'ex presidente della Banca centrale europea come prossimo presidente della Commissione, come scrive oggi La Repubblica. Una mossa che piace ai partiti di opposizione, da Azione e Italia viva fino a + Europa. Frena invece il vice premier forzista e ministro degli Esteri Antonio Tajani che ribadisce il sostegno del Ppe alla candidatura di Ursula Von Der Leyen mentre Draghi, al momento, dice di non essere interessato come precisano fonti vicine all’ex premier.

Macron al lavoro

Poco meno di cinque anni fa il “kingmaker” dell’Ue era stato proprio Macron proponendo il nome di von der Leyen per la presidenza della Commissione europea, d’accordo con l’allora Cancelliera tedesca Angela Merkel. Dopo quattro anni, le intenzioni del presidente francese sarebbero le stesse con al centro ora un nome a sorpresa: Mario Draghi.

Le reazioni

Il nome piace ad Azione. "Draghi alla guida dell'Ue, alla Commissione o al Consiglio, rappresenterebbe la migliore possibilità per l'Europa di risollevarsi", scrive Carlo Calenda sui social. "Draghi - sottolinea il leader di Azione - ha già salvato l'Euro una volta ed è venuto in soccorso dell'Italia in un momento drammatico. Possiede l'auctoritas, la dignitas e l'esperienza per far fare all'Ue il salto di qualità di cui ha bisogno. Lavoreremo in ogni modo per raggiungere questo obiettivo". D’accordo Italia viva che con Davide Faraone commenta: "Stati uniti d'Europa, esercito europeo, elezione diretta del presiedente della commissione, Draghi alla guida del consiglio o della commissione: noi ci siamo", il post del capogruppo di Iv alla Camera.

Draghi rappresenta “la scelta migliore” anche per Riccardo Magi, segretario di +Europa. “Ha saputo esprimere più di chiunque altro con chiarezza la tragicità e l'importanza dell'attuale fase storica per l'Europa: ‘l'Europa è in crisi, diventi Stato’. L'Europa e gli europei rischiano di condannarsi all'irrilevanza se non avranno ben chiaro ciò. Di condannarsi non solo all'incapacità di affrontare le grandi sfide geopolitiche e di sicurezza, climatiche e economiche che il nostro tempo ci pone davanti ma anche di difendere la democrazia rappresentativa – afferma Magi – Solo nella dimensione di uno stato federale europeo potremo continuare a far vivere la democrazia e la libertà. Sta a tutti noi lavorare con coraggio perché questa visione diventi un obiettivo politico concreto. La sua guida - conclude - sarebbe la migliore garanzia per imboccare questa strada necessaria al rilancio dell'Europa".

Per Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito democratico europeo, “Draghi può svolgere con grande autorevolezza qualsiasi ruolo apicale in Europa", commenta.

Antonio Tajani precisa invece: "I trattati prevedono che il presidente della Commissione Ue venga individuato tenendo conto dei risultati dell'elezione del nuovo Parlamento europeo. Noi popolari europei terremo il nostro Congresso in marzo a Bucarest e credo proprio che confermeremo la candidatura di Ursula Von Der Leyen – dice il ministro – Bisognerà attendere il responso del voto popolare e decidere sulla base di quello che indicheranno i cittadini europei".

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