Arianna Meloni, dall’ombra ai comizi: la nuova vita in prima linea per il partito di Giorgia. “Ci attaccano in ogni modo, la salita è più dura”
di Tommaso CiriacoArianna Meloni
(ansa)Sempre più Arianna Meloni. La sorella della presidente del Consiglio detiene ormai il timone di Fratelli d’Italia e ha la responsabilità del tesseramento del partito. È un nome che circola da settimane per la candidatura alle Europee, al pari di quello di Giorgia Meloni. La novità è che ultimamente si espone con ritmo crescente in pubblico, sostenendo le ragioni dell’esecutivo, difendendo quelle del partito. Mettendoci la faccia, insomma. Lo ha fatto oggi, a Salerno. Intervenendo al congresso provinciale di FdI nel capoluogo campano. E sposando la causa di Palazzo Chigi, senza tentennamenti: "Il governo sta andando bene, non sbaglia un colpo. Va bene Giorgia, che è un fenomeno, ma siamo bravi anche noi”.
Usa il “noi”, dopo molti anni dietro le quinte. Poco esposta, sempre un passo indietro all’attuale premier, riservata. Adesso la svolta. Con argomenti che ricalcano la linea ufficiale. E con la denuncia di un assedio, quello a suo avviso determinato dall’ascesa alla guida del Pae…
Sempre più Arianna Meloni. La sorella della presidente del Consiglio detiene ormai il timone di Fratelli d’Italia e ha la responsabilità del tesseramento del partito. È un nome che circola da settimane per la candidatura alle Europee, al pari di quello di Giorgia Meloni. La novità è che ultimamente si espone con ritmo crescente in pubblico, sostenendo le ragioni dell’esecutivo, difendendo quelle del partito. Mettendoci la faccia, insomma. Lo ha fatto oggi, a Salerno. Intervenendo al congresso provinciale di FdI nel capoluogo campano. E sposando la causa di Palazzo Chigi, senza tentennamenti: "Il governo sta andando bene, non sbaglia un colpo. Va bene Giorgia, che è un fenomeno, ma siamo bravi anche noi”.
Usa il “noi”, dopo molti anni dietro le quinte. Poco esposta, sempre un passo indietro all’attuale premier, riservata. Adesso la svolta. Con argomenti che ricalcano la linea ufficiale. E con la denuncia di un assedio, quello a suo avviso determinato dall’ascesa alla guida del Paese, già esplicitata in più occasioni dalla sorella Giorgia: “Siamo bravi anche noi, anche se provano ad attaccarci in ogni modo, anche sul terreno personale. E anche se ogni giorno la salita sembra più dura". Per la responsabile del tesseramento meloniano – che ha toccato quota 200 mila e promette di aumentare nell’ultimo mese del 2023 - le scelte dell’esecutivo vanno nella direzione giusta: “Sicuramente abbiamo smesso di buttare i soldi dalla finestra, ci siamo messi al lavoro aiutando le imprese, le famiglie, quello che rimangono indietro".
Sono slogan che il quartier generale di FdI – e la stessa premier – ribadiscono ad ogni occasione. Nella galassia meloniana, d’altra parte, ogni passaggio politico decisivo diventa tassello di una narrazione: vale per l’analisi del primo anno di potere a Palazzo Chigi, per la rincorsa iniziata una campagna elettorale estiva e le elezioni anticipate, ma anche per la nascita di Fratelli d’Italia nel 2013: "Abbiamo fondato un partito a quaranta giorni dal voto – ricorda Arianna Meloni - Non credo che nessuno mai avrebbe avuto il coraggio di fare una cosa del genere. Dico la verità, io stessa ero un po’ preoccupata”. È un crescendo, utile a descrivere le tappe che cristallizzino il mito della scalata: “Mia sorella mi ha guardato e mi ha detto: “Se torno in Parlamento io ci torno con i miei voti, torno con i voti di una comunità per rimettere in sicurezza la destra italiana e da lì rifondare un cammino che sia fatto veramente di valori, di persone che credono in qualcosa di bello. Se dovevamo arrivare al governo, dovevamo farlo con i nostri voti, con le persone che credono davvero in noi”. È il racconto della destra che spesso torna anche nei discorsi della premier, così come nel suo libro “Io sono Giorgia”. E dunque, dice Arianna: “Centinaia di militanti che fanno politica da anni ed anni, che sono entrati nei circoli senza nessun interesse personale, ma perchè ci credono davvero. Noi sappiamo che la politica è una cosa seria". Immancabile anche il richiamo alla “nazione”, che puntella molti dei discorsi pubblici di Giorgia Meloni: “Stiamo risvegliando le coscienze, le persone cominciano a sentirsi parte di una nazione”.
La tv pubblica, così come buona parte delle reti private, ha subito negli ultimi mesi una trasformazione, figlia dei nuovi equilibri di governo. Per Arianna Meloni, però, qualcosa comunque non funziona come dovrebbe, qualcuno attacca il melonismo senza argomenti: "In televisione - dice - ci sono sono nicchie di trasmissioni con gente che si parlano tra di loro. Quando giriamo in mezzo alle strade non le troviamo, queste persone, ma solo chi ci ringrazia per quello che facciamo. Non sarà facile sconfiggerci, se continuano a pensare di farlo dicendo quattro stupidaggini". L’assedio, la resistenza, la riscossa: tutto assieme, da Palazzo Chigi, con già in mano il Paese.