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Vestiti da nazisti al cinema per la proiezione del Comandante, la dura replica del regista De Angelis: “Avete sbagliato film”

La serata a Spilimbergo (Pordenone), patrocinata dal Comune a guida FdI, con una decina di figuranti abbigliati come nel Reich. Su Instagram interviene il regista postando con una storia l’articolo di Repubblica
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“Avete sbagliato film.” Così, con una storia su Instagram, Edoardo De Angelis, regista del film Comandante, risponde ai figuranti (e a chi li ha mandati) vestiti da nazisti che martedì scorso sono entrati in sala al cineteatro Miotto di Spilimbergo, Pordenone, per presenziare alla proiezione del film con protagonista Pierfrancesco Favino. Un caso che ha fatto e continua a fare discutere. Anche e soprattutto perché la serata era patrocinata dall’amministrazione comunale (Fratelli d’Italia) e perché, ad organizzare la pagliacciata di pessimo gusto, è stato – per sua stessa ammissione – un consigliere di FdI, Bruno Cinque.

La replica del regista De Angelis

Ma restiamo alla secca replica di De Angelis. Il regista ha pubblicato una storia sulla sua pagina Instagram: si vede il titolo dell’articolo di Repubblica che ha raccontato la vicenda poi ripresa da agenzie e siti e si vede la foto dei figuranti vestiti con le divise della Wehrmacht. Sopra le facce degli otto uomini e donne, una grand…

“Avete sbagliato film.” Così, con una storia su Instagram, Edoardo De Angelis, regista del film Comandante, risponde ai figuranti (e a chi li ha mandati) vestiti da nazisti che martedì scorso sono entrati in sala al cineteatro Miotto di Spilimbergo, Pordenone, per presenziare alla proiezione del film con protagonista Pierfrancesco Favino. Un caso che ha fatto e continua a fare discutere. Anche e soprattutto perché la serata era patrocinata dall’amministrazione comunale (Fratelli d’Italia) e perché, ad organizzare la pagliacciata di pessimo gusto, è stato – per sua stessa ammissione – un consigliere di FdI, Bruno Cinque.

La replica del regista De Angelis

Ma restiamo alla secca replica di De Angelis. Il regista ha pubblicato una storia sulla sua pagina Instagram: si vede il titolo dell’articolo di Repubblica che ha raccontato la vicenda poi ripresa da agenzie e siti e si vede la foto dei figuranti vestiti con le divise della Wehrmacht. Sopra le facce degli otto uomini e donne, una grande scritta in stampatello bianco su sfondo nero: “Avete sbagliato film”. Una frase eloquente che dice tutto. E con la quale l’autore del Comandante condanna quella che, evidentemente, anche a lui deve essere parsa come una sgradevole strumentalizzazione politica voluta da qualcuno intorno al suo film.

Le polemiche

Il caso dei figuranti abbigliati come sotto il Reich approda in parlamento con un’interrogazione di Sinistra Italiana. E le polemiche divampano nelle stesse ore del dibattito intorno all’identificazione da parte della Digos del loggionista che alla Prima della Scala a Milano ha gridato “Viva l’Italia antifascista”. Dentro e fuori i social tanti si sono chiesti e si chiedono perché la Digos non sia intervenuta a identificare un gruppo di persone che si presentano in un cinema alla proiezione di un film vestiti da nazisti. “La questura di Pordenone ha già identificato gli autori di questo grottesco episodio, una messinscena di pessimi gusto – dice Nicola Fratoianni, segretario di Verdi Sinistra - Chi si è travestito in quel modo rivela solo stupidità e di non avere capito nulla di quel film”. Ed ecco il punto, ed ecco la risposta di Edoardo De Angelis. Poi Fratoianni prosegue così: “È ora di finirla con la paccottiglia fascista, se lo mettano bene in testa. Anche su questo episodio, che fa il paio con l’ottusità dimostrata alla Scala di Milano, presenteremo un’interrogazione al governo”.

La denuncia di Sinistra italiana

A denunciare l’incresciosa vicenda del cineteatro Miotto era stato, contattando Repubblica, Sebastiano Badin, segretario di Sinistra Italiana per il Friuli Venezia-Giulia. "La scusa dell'interesse storico del film per vestirsi da nazisti non regge, non ci prendano in giro. Non è accettabile che durante la proiezione di un film si presentino figuranti di estrema destra. A questi figuranti nostalgici casualmente non passa mai per la testa di vestirsi da soldati dell'Armata Rossa, da Angloamericani o da Jugoslavi ma cascano sempre nelle uniformi nazifasciste. Il tutto - aggiunge Badin - con la complicità ideologica della giunta comunale e con la scusa di un film che lava le coscienze con lo stereotipo degli ‘italiani brava gente’ come se rastrellamenti, colonialismo, armi chimiche non abbiano fatto parte della storia più buia delle nostre forze armate".

Il patrocinio del Comune di Spilimbergo

L’aspetto più grave della messinscena con le divise “storiche” della Wehrmacht è stato, come detto, il patrocinio del Comune di Spilimbergo (11mila abitanti) alla serata e lo zampino del consigliere FdI Bruno Cinque. Il quale con un post ha ammesso, la sera stessa della proiezione, di essere stato l’artefice.

“Questa sera durante la proiezione del film ‘Comandante’ abbiamo presenziato per una comparsa scenica con alcuni elementi delle associazioni d’arma e alcuni amici in uniforme storica!”. Dopo l’articolo di Repubblica il consigliere comunale di FdI ha provato a giustificarsi in modo piuttosto acrobatico. “Hanno strumentalizzato questo caso alla grande… Nessuna rievocazione nazista – dice – dovevano venire anche i partigiani ma non hanno fatto in tempo...”. Già. I partigiani “non hanno fatto in tempo”. Curiosamente non si sono visti nemmeno figuranti vestiti con le divise degli alleati che insieme ai partigiani hanno liberato l’Italia dal nazifascismo. Insomma: gli unici che “hanno fatto in tempo” ad arrivare martedì sera al cinema Miotto e a dare vita alla “comparsa scenica” dopo circa 45 minuti dall’inizio della proiezione del film con Favino sono stati i volontari vestiti con le uniformi naziste. Sempre lui, il consigliere Bruno Cinque, ha riferito di essere stato contattato dall’associazione che ha organizzato la proiezione del film per portare figuranti di associazioni d’armi. In realtà non si ha alcuna certezza che l’associazione “Il Circolo” fosse a conoscenza che sarebbero arrivate le persone contattate da Cinque: e men che meno vestite da nazisti. Altra cosa che ha fatto discutere è il sottopancia evidenziato in rosso con cui era stato “arricchito” il manifesto-locandina di Comandante: "Un film profondamente patriottico, che lavora a ridefinire il senso di una virilità consapevole e di un carattere nazionale realmente eroico”.

Il Comandante - protagonista Pierfrancesco Favino nel ruolo di Salvatore Todaro, comandante del sommergibile Comandante Cappellini - è ambientato durante la seconda guerra mondiale. È vero: il film ha fatto molto discutere e qualcuno lo ha criticato perché, dietro il mito "italiani brava gente", presterebbe, secondo alcune tesi a dir poco forzate, il fianco a strumentalizzazioni politiche celebrative del militarismo italiano di quegli anni che la storia ha abbondantemente raccontato e sui quali ha espresso il suo giudizio. Ma tant'è. Quello che è successo martedì a Spilimbergo nulla c’entra con le critiche al film. Anzi, va molto oltre. In ogni caso l’ultima parola (forse) ce l’ha messa il regista Edoardo De Angelis con il suo intervento: “Avete sbagliato film.”

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