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Seconda marcia della pace ad Assisi, Schlein in piazza: "Immediato cessate il fuoco umanitario in Medio Oriente". Sfilano anche Cgil e Anpi

Seconda marcia della pace ad Assisi, Schlein in piazza: "Immediato cessate il fuoco umanitario in Medio Oriente". Sfilano anche Cgil e Anpi

Oggi in occasione del 75esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, firmata il 10 dicembre 1948. In mattinata l’incontro pubblico con Don Ciotti e padre Zanotelli. Landini: “Serve la pace per tornare a dare voce alla politica”

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È la seconda marcia della pace ad Assisi di questo 2023, dopo quella di maggio: nuovo appuntamento oggi, in occasione del 75esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che fu firmata il 10 dicembre 1948. Per il mondo pacifista e nonviolento lo scoppio del conflitto in Palestina è stata la spinta per provare a dare un segnale, a tratteggiare una strada alternativa alla violenza, mostrando vicinanza e solidarietà ai popoli coinvolti.

Partecipano delegazioni del Pd guidate dalla segretaria Elly Schlein (“Abbiamo voluto esserci anche noi per ribadire la richiesta di un cessate il fuoco umanitario immediato per quello che sta succedendo a Gaza dove si è già passato il segno”) del M5S, dei rossoverdi (per Nicola Fratoianni, “in un mondo in cui la guerra torna a farsi l'orizzonte perfino naturale per la soluzione dei conflitti l'impegno per la pace è prioritario”); e poi il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, Anpi, Arci, le Acli.

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Alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli di Assisi in mattinata si è svolto un incontro pubblico ‘dei costruttori di pace’, con fra gli altri don Luigi Ciotti e padre Alex Zanotelli. Mentre la marcia della pace vera e propria, come pensata per la prima volta nel 1961 da Aldo Capitini, è partita dopo pranzo.

"Siamo qui per rivendicare che ci sia un cessate il fuoco, che si fermino le guerre, sia quella che in atto tra Israele contro la Palestina sia quella che c'è in Ucraina tra Russia e Ucraina. Pensiamo in particolare, per quello che riguarda la Palestina e il popolo palestinese, che condannando il terrorismo è necessario riconoscere il diritto di quel popolo ad avere un Stato e che la lotta due Stati e due popoli, israeliano e palestinese, è la base per costruire la pace", le parole di Landini.

L’appello promotore della marcia si intitola ‘Fermiamo le stragi!’, perché – si legge – “bomba su bomba, raid dopo raid, assassinio dopo assassinio, razzo dopo razzo, attentato dopo attentato, strage dopo strage, la violenza sta superando ogni immaginazione. Ad un’esplosione così straordinaria di violenza occorre contrapporre un’azione altrettanto straordinaria di segno contrario. Condanniamo senza se e senza ma l’attacco ad Israele e la reazione che ne sta seguendo. Come abbiamo sempre, puntualmente, condannato tutti gli atti di guerra, di terrorismo e di violenza in ogni dove. Ma non limitiamoci a condannare! Salviamo le vite umane che possiamo ancora salvare. Non arrendiamoci all’escalation! Non lasciamoci trascinare nel baratro. Non assecondiamo la spirale della morte”.

La soluzione politica può essere solo una, secondo gli organizzatori: “Israele e Palestina: due Stati per due Popoli. Stessa dignità, stessi diritti, stessa sicurezza”.

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