Concerto di Natale in Senato, standing ovation per Mattarella. La Russa: “Speriamo in una pace giusta”
di Concetto VecchioIl derby degli applausi se lo aggiudica Sergio Mattarella. Entra al Senato per il concerto di Natale offerto dal presidente Ignazio La Russa e un signore gli urla “Grazie!”. Nulla di simile accade all’arrivo di Giorgia Meloni. Anche una volta dentro, nell’aula gremita di vip, l’accoglienza è piuttosto notarile. Quando, cinque minuti dopo, sbuca Mattarella parte una standing ovation di due minuti. Poi i due, campioni di gradimento nei sondaggi, siedono accanto in prima fila. Mattarella è misurato nella sua gestualità, Meloni applaude fragorosamente. E quando il tenore Vittorio Grigolò si lancia "All’alba vincerò” lei con più foga ancora applaude, forse pensando alla prossima riforma del premierato. Che dire? La coabitazione tra Chigi e il Quirinale si conferma più difficile che mai.
Ognuno degli ospiti ha pagato cento euro per esserci. Tra i volti noti: Giletti, Marzullo, Mentana, Tardelli con…
Il derby degli applausi se lo aggiudica Sergio Mattarella. Entra al Senato per il concerto di Natale offerto dal presidente Ignazio La Russa e un signore gli urla “Grazie!”. Nulla di simile accade all’arrivo di Giorgia Meloni. Anche una volta dentro, nell’aula gremita di vip, l’accoglienza è piuttosto notarile. Quando, cinque minuti dopo, sbuca Mattarella parte una standing ovation di due minuti. Poi i due, campioni di gradimento nei sondaggi, siedono accanto in prima fila. Mattarella è misurato nella sua gestualità, Meloni applaude fragorosamente. E quando il tenore Vittorio Grigolò si lancia "All’alba vincerò” lei con più foga ancora applaude, forse pensando alla prossima riforma del premierato. Che dire? La coabitazione tra Chigi e il Quirinale si conferma più difficile che mai.
Ognuno degli ospiti ha pagato cento euro per esserci. Tra i volti noti: Giletti, Marzullo, Mentana, Tardelli con Myrta Merlino, Annalisa Chirico, il compositore Tony Renis. Due i ministri: Crosetto e Sangiuliano. I parlamentari si contano sulle dita di una mano: Lotito, Malan, Durigon, Verini, Casini pochi altri. La Russa nel presentare gli ospiti chiama la premier “la mia amica”. Presenta Milly Carlucci. In aula l’orchestra e il coro della Fondazione Arena di Verona, diretta da Michele Spotti. Ad accompagnarlo il sindaco, Damiano Tommasi. Il programma prevede Rossini, Bellini, Verdi e Puccini. Sergio Castellitto, fresco di nomina governativa al Centro sperimentale, legge Manzoni. Poi va a salutare a Mattarella, che, da suo estimatore, (aveva apprezzato molto l’interpretazione del generale Dalla Chiesa), lo trattiene per un lungo ringraziamento.
Il concerto
L'evento si è aperto con l'Inno d'Italia e con un breve saluto del presidente del Senato, Ignazio La Russa. Il Concerto rende omaggio ai capolavori dell'Opera lirica italiana - che proprio mercoledì scorso l'Unesco ha dichiarato patrimonio culturale immateriale dell'Umanità - e a Manzoni, a 150 anni dalla scomparsa. “Abbiamo voluto dedicare uno spazio importante a Manzoni, che fu anche lui presente in quest'Aula e uno dei padri della lingua italiana” spiega La Russa, che consegna la campanella della presidenza all’attore. “Per noi la nostra lingua rappresenta un fattore importante di unità e coesione nazionale, fa parte della nostra identità, dell'identità italiana", ha sottolineato il presidente del Senato. Che ha voluto ricordare “coloro che vivono questi giorni in guerra, le tante vittime innocenti della guerra che ancora insanguina una parte dell'Europa e il Medio Oriente, con la speranza di una pace giusta che dovrà arrivare il più presto possibile".
Il buffet post-concerto
Dopo Il Brindisi de La Traviata, che ha chiuso il concerto ecco il brindisi vero e proprio. Parte l’assalto al buffet nel Salone Garibaldi di Palazzo Madama. Al centro della scena, ora, c'è la premier Giorgia Meloni tra strette di mano e foto ricordo (Mattarella se ne è già andato). “Bravissimo” si complimenta la premier con Grigolo, che assomiglia, fanno notare nel salone, all’ex consorte Giambruno. Un signore vuole regalarle un presepe, Meloni lo rimbalza, una mamma dice al figlio “fatti un selfie con Giorgia, fatti un selfie”, il ragazzo non sembra convinto, Giorgia non se ne cura, e la madre finisce col rimproverare il ragazzo, l’ad della Rai Sergio la saluta cordialmente “ciao eh!”, si formano file di questuanti del potere meloniano, sorrisi esagerati la inghiottono. Mattarella avrà vinto il derby degli applausi, ma quello degli ossequi è tutto di Giorgia.