Associazioni e micropartiti, i cattolici in politica oltre la Dc: “Non siamo scomparsi”. Chiti: “Paghiamo le scelte di Ruini”
di Giovanna CasadioPaolo Ciani
ROMA – “I cattolici sono scomparsi? Ci sono, eccome, nella società, solo in forma diversa dal passato. E ci sono nella politica. C’è tutta una sensibilità cristiano-sociale a cui con Demos, formazione politica nata nel 2019, vorremmo dare rappresentanza”. Paolo Ciani, parlamentare, frontman della Comunità di Sant’Egidio e tra i fondatori di Demos, non condivide l’analisi sull’irrilevanza dei cattolici nello spazio pubblico e in politica. “Il pregiudizio è che o si rifà la Dc o i cattolici non esistono”, dice. Ma non è così: molto si muove. Certo - è la sua analisi – c’è anche una strumentalità del cattolicesimo che ha in Orban il suo modello, un cattolicesimo identitario e nazionalista a cui la destra italiana aderisce.
Però tante cose accadono a livello pre-poli…
ROMA – “I cattolici sono scomparsi? Ci sono, eccome, nella società, solo in forma diversa dal passato. E ci sono nella politica. C’è tutta una sensibilità cristiano-sociale a cui con Demos, formazione politica nata nel 2019, vorremmo dare rappresentanza”. Paolo Ciani, parlamentare, frontman della Comunità di Sant’Egidio e tra i fondatori di Demos, non condivide l’analisi sull’irrilevanza dei cattolici nello spazio pubblico e in politica. “Il pregiudizio è che o si rifà la Dc o i cattolici non esistono”, dice. Ma non è così: molto si muove. Certo - è la sua analisi – c’è anche una strumentalità del cattolicesimo che ha in Orban il suo modello, un cattolicesimo identitario e nazionalista a cui la destra italiana aderisce.
Però tante cose accadono a livello pre-politico, nella società, nel mondo dell’associazionismo. Azione cattolica, gli scout dell’Agesci, Comunione e Liberazione, le associazioni tradizionali, godono di buona salute. E poi, ricorda Beppe Fioroni, l’ex ministro cattolico uscito dal Pd di Elly Schlein, c’è del nuovo. Fioroni ha creato una associazione che si chiama Tempi Nuovi, e che “come dice il filosofo francese Jacques Maritain, a 50 anni dalla pubblicazione del suo libro ‘Umanesimo integrale’, ricorda a tutti noi che dobbiamo battere un colpo e non avere paura di differenziarci sui nostri valori”. Tuttavia - è la stilettata a Pierluigi Castagnetti – la scommessa è rilanciare sui valori, “non è questione di posti nella segreteria del Pd che ha legittimamente fatto le sue scelte”. Castagnetti aveva rimproverato a Schlein l’assenza di esponenti cattolici in segreteria.
Di come rimboccarsi le maniche affinché punti di riferimento “con sensibilità ispirate ai valori cattolici” ci siano nei diversi schieramenti politici parla Elena Bonetti. Ex ministra della Famiglia e delle Pari opportunità, formazione negli scout, vicina a Matteo Renzi e ora nel gruppo parlamentare di Azione di Carlo Calenda, ha creato l’associazione “Popolari, europeisti, riformisti” (Per), di cui fa parte anche l’ex coordinatore di Italia Viva, Ettore Rosato e tanti ex coordinatori locali renziani. Spiega Bonetti: “Stiamo costruendo un fronte con Azione affinché nasca una sintesi e mediazione come fecero i cattolici nell’assemblea costituente”. Oggi aderirà a “Per” il consigliere comunale di Bologna Filippo Diaco che viene dalle Acli. In sintesi, afferma: “I cattolici ci sono sulla scena politica ma non identificabili evidentemente in un soggetto unitario. La sfida è connetterli, creando un dialogo anche trasversale per un contributo all’azione politica”. Sul silenzio dei cattolici riflette Vannino Chiti, leader cattolico democratico, ulivista, ex ministro: “È vero che i cattolici non marcano su alcuni valori una posizione, ma dipende dal tempo lungo che c’è stato dalla fin dell’unità politica della maggioranza dei cattolici nella Dc. Abbiamo avuto la stagione ruiniana, del cardinale Ruini, in cui le gerarchie ecclesiastiche hanno avocato a sé i rapporti politici, penso al referendum sulla fecondazione assistita. Questo ha portato a un indebolimento delle formazioni politiche e della presenza del laicato cattolico in politica. Però, sia chiaro, non ci può essere alcun ritorno al passato, oltretutto in una società che vede un pluralismo delle religioni che prima non c’era”. Aggiunge, a sua volta, che “il contributo dei cattolici non si giudica da quanti parlamentari cattolici ci sono o da quanti posti nella segreteria nazionale del Pd, bensì da come riescono a incidere con valori e proposte politiche coerenti. Quindi l’afonia dei cattolici riguarda più in generale le debolezze della cultura politica”.