Emma Bonino contesa da Calenda e Renzi per le Europee. Ma lei li gela: “Non mi fido”
di Serenella MatteraEmma Bonino, 75 anni
(ansa)“Io personalmente ho già dato”, si spazientisce Emma Bonino. Al solo sentir citare Carlo Calenda, la mente torna all’estate del 2022: il voltafaccia improvviso, l’alleanza alle politiche stralciata nel giro di qualche ora, il tradimento con Matteo Renzi. Ma chi si fida più.
Eppure Calenda, impavido, già ci riprova. Un’alleanza con +Europa di Bonino, alle Europee di giugno, può voler dire sopravvivenza. Sopra o sotto l’asticella dello sbarramento al 4%, questa la posta in gioco. Bonino, allora.
Ci prova Calenda. E ci prova pure Matteo Renzi, che con la radicale non ha mai avuto un gran rapporto ma per sopravvivere sarebbe persino disposto a tornare insieme all’ex alleato-avversario di Azione, se non fosse per ora impensabile ricucire le ferite del freschissimo divorzio. Bonino, dunque.
In casa +Europa dalle sezioni locali nelle ultime settimane sono arrivate strane telefonate: “Qui gli amici di Azione ci dicono che andremo con loro alle Europee di giugno”, “Da Italia viva sostengono ch…
“Io personalmente ho già dato”, si spazientisce Emma Bonino. Al solo sentir citare Carlo Calenda, la mente torna all’estate del 2022: il voltafaccia improvviso, l’alleanza alle politiche stralciata nel giro di qualche ora, il tradimento con Matteo Renzi. Ma chi si fida più.
Eppure Calenda, impavido, già ci riprova. Un’alleanza con +Europa di Bonino, alle Europee di giugno, può voler dire sopravvivenza. Sopra o sotto l’asticella dello sbarramento al 4%, questa la posta in gioco. Bonino, allora.
Ci prova Calenda. E ci prova pure Matteo Renzi, che con la radicale non ha mai avuto un gran rapporto ma per sopravvivere sarebbe persino disposto a tornare insieme all’ex alleato-avversario di Azione, se non fosse per ora impensabile ricucire le ferite del freschissimo divorzio. Bonino, dunque.
In casa +Europa dalle sezioni locali nelle ultime settimane sono arrivate strane telefonate: “Qui gli amici di Azione ci dicono che andremo con loro alle Europee di giugno”, “Da Italia viva sostengono che l’alleanza è cosa fatta”. Da Roma rispondono che no, per ora non se ne parla. Troppo presto. E poi con chi? Con Renzi, che intanto flirta con Clemente Mastella? Con Calenda, che potrebbe firmare l’accordo con Cateno De Luca?
“Noi dobbiamo fare tutto lo sforzo per rafforzare +Europa e rafforzare il messaggio che l’Europa ci appartiene, è il nostro destino, dobbiamo combattere per il federalismo europeo”, ha detto Bonino in un’intervista ad Avanti popolo, qualche giorno fa. Certo, anche per lei lo sbarramento al 4% è un problema: a settembre 2022 la lista di +Eu si è fermata al 2,95%, alle Europee del 2019 fu 3,1% e nessun europarlamentare eletto. L’8,5% della Lista Bonino alle Europee del 1999 è un lontanissimo ricordo: si surfava sull'onda lunga dell'entusiasmo per la candidatura della leader radicale al Quirinale. Altri tempi. Certo però la popolarità della ex commissaria Ue è ancora forte: secondo un sondaggio Dire/Tecnè del 9 dicembre il consenso tra gli elettori arriva al 24,9%, più di Calenda (20,5%) e di Renzi (14,9%).
Nessuno stupore, quindi, che a sei mesi dal voto per Strasburgo il corteggiamento sia già così insistente. Chi tra Azione e Iv si allea con +Eu può sognare di farcela. Per ora, picche.
“Non mi fido”, dice Bonino. Una direzione del partito è in programma domani, ma è presto per sciogliere la riserva. “Una cosa è certa – dichiara sibillino il segretario Riccardo Magi -, +Europa con Emma Bonino ci sarà e avrà una sua centralità nello schieramento europeista perché le nostre proposte autenticamente federaliste e la nostra credibilità sull'Europa ci rendono una scelta coerente agli occhi di tanti proprio in occasione delle prossime elezioni che saranno decisive e cruciali per il futuro dell'Unione”. Il brand è il nostro, insomma: scegliamo noi.
Renzi ci prova, Calenda ci spera, perché in politica prima o poi tutto si dimentica. Devono stare attenti a Elly Schlein, però: anche il Pd a +Eu sembra interessato e non manca di farlo sapere. Ma in una competizione con le preferenze annacquarsi nel listone dem ai candidati di Bonino converrebbe poco: a quel punto non è meglio andar da soli, a costo di non farcela?, si chiedono. E la domanda, per ora, rivela un'unica certezza: Renzi e Calenda dovranno ancora penare.