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I dubbi di Schlein sulla candidatura alle Europee. Ma in segreteria non se ne parla

(ansa)
La leader riunisce l’esecutivo Pd e lancia la convention di venerdì e sabato con Prodi, Letta e Gentiloni. “Io in corsa? L’ultima delle questioni”
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Anche nella segreteria di stamattina non se n’è parlato. Le candidature alle Europee, al Nazareno, restano classificate come “off the table”. Nessuna discussione ufficiale. A partire dalla corsa della leader, Elly Schlein, che nelle interviste e nelle conferenze stampa, ultima quella di oggi all’ora di pranzo, dribbla il tema e ripete: “È l’ultima delle questioni”. Prima va approntato il programma, è la linea ufficiale. A questo serve la conferenza sull’Ue in calendario venerdì e sabato, agli ex studi cinematografici di Tiburtina. Convocati Romano Prodi ed Enrico Letta. E Paolo Gentiloni. Contraltare assicurato alla festa meloniana di Atreju.
Il partito però discute di nomi. Da mesi. La minoranza ha già la panchina lunga, quanto ad aspiranti eurodeputati. Tanti sindaci in scadenza: da Giorgio Gori a Dario Nardella, ad Antonio Decaro. Più il grosso dei 16 europarlamentari uscenti. Ma tutti aspettano di decrittare le mosse di Schlein, che ancora non ha deciso se correre o no. L’ex attivi…

Anche nella segreteria di stamattina non se n’è parlato. Le candidature alle Europee, al Nazareno, restano classificate come “off the table”. Nessuna discussione ufficiale. A partire dalla corsa della leader, Elly Schlein, che nelle interviste e nelle conferenze stampa, ultima quella di oggi all’ora di pranzo, dribbla il tema e ripete: “È l’ultima delle questioni”. Prima va approntato il programma, è la linea ufficiale. A questo serve la conferenza sull’Ue in calendario venerdì e sabato, agli ex studi cinematografici di Tiburtina. Convocati Romano Prodi ed Enrico Letta. E Paolo Gentiloni. Contraltare assicurato alla festa meloniana di Atreju.
Il partito però discute di nomi. Da mesi. La minoranza ha già la panchina lunga, quanto ad aspiranti eurodeputati. Tanti sindaci in scadenza: da Giorgio Gori a Dario Nardella, ad Antonio Decaro. Più il grosso dei 16 europarlamentari uscenti. Ma tutti aspettano di decrittare le mosse di Schlein, che ancora non ha deciso se correre o no. L’ex attivista di Occupy Pd vorrebbe prima capire cosa farà la premier. Intanto riflette. Tre diverse fonti, consultate da Repubblica, raccontano che la leader dem abbia iniziato a sondare gli umori di pezzi del Pd e di mondi collaterali, come l’eurodeputato Massimiliano Smeriglio, che è un indipendente di sinistra, un piede dentro e uno fuori dal Nazareno. Chiacchierate informali, con i parlamentari più vicini alla segretaria. Che però smentisce categoricamente questa ricostruzione: niente telefonate.
La convention del 15 e 16 dicembre servirà comunque a Schlein anche a questo, a rimandare il momento di compilare le liste. E di decidere se giocarsi la carta delle preferenze personali oppure no. Gli stessi fedelissimi della segretaria si dividono tra favorevoli e contrari alla corsa. Per ora prevalgono i primi: se si candidasse Meloni, Schlein potrebbe polarizzare lo scontro, anche perché Giuseppe Conte ha già chiarito che non correrà per un seggio che poi dovrebbe lasciare per restare alla Camera. L’altro vantaggio - è la riflessione che circola nel giro di Schlein - è che un successo personale aiuterebbe la segretaria a restare in sella anche con un risultato deludente per il Pd nel suo complesso, intorno o sotto il 20%. C’è già la soglia: un milione di preferenze. Che ricordano le 800mila di Massimo D’Alema nel 2004. Matteo Salvini invece nel 2019 scavallò quota 2 milioni.
Ma Schlein di questo, appunto, non parla. È allergica alle percentuali e alle soglie. “L’unica asticella che mi interessa – insiste da settimane – è quella dell’astensionismo, che va abbassata”. Forse l’unico tema che l’appassiona meno delle asticelle è il federatore del centrosinistra: “Se in questo momento vado in una casa e parlo di trovare il federatore mi prendono per matta o mi cacciano di casa – la risposta di oggi davanti a taccuini e microfoni - Prima dobbiamo capire cosa andiamo a federare. Costruiamo il fronte per battere le destre”.

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