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Sindaco di Bari, centrosinistra al tavolo decisivo. Petruzzelli: “Primarie per unire”

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Pietro Petruzzelli è sempre sul pezzo. Anche sulla questione delle concessioni. «Faremo di tutto, anche se si dovrà provvedere con procedure di evidenza pubblica, per non mortiticare la storia di decenni di vittorie che hanno consentito a centinaia di ragazzi baresi di praticare lo sport grazie ai circoli nautici». Ma soprattutto, Petruzzelli c’è. «Ho rispolverato la sedia rossa con la quale ho fatto campagna elettorale dieci anni fa, quando da consigliere uscente andavo in giro a incontrare cittadini e associazioni perché dovevamo succedere a noi stessi, dopo dieci anni di amministrazione Emiliano, e c’era la necessità di un nuovo ascolto della città». Insomma, per chi non l’aveva già capito, l’assessore allo Sport e all’ambiente del Comune di Bari è pronto a correre per le primarie. La novità è che il Pd sembra ora sul punto di ricompattarsi su di lui, come stava per accadere a fine novembre con l’assemblea cittadina nella quale si decise, non senza malumori, di congelare lui e gli …

Pietro Petruzzelli è sempre sul pezzo. Anche sulla questione delle concessioni. «Faremo di tutto, anche se si dovrà provvedere con procedure di evidenza pubblica, per non mortiticare la storia di decenni di vittorie che hanno consentito a centinaia di ragazzi baresi di praticare lo sport grazie ai circoli nautici». Ma soprattutto, Petruzzelli c’è. «Ho rispolverato la sedia rossa con la quale ho fatto campagna elettorale dieci anni fa, quando da consigliere uscente andavo in giro a incontrare cittadini e associazioni perché dovevamo succedere a noi stessi, dopo dieci anni di amministrazione Emiliano, e c’era la necessità di un nuovo ascolto della città». Insomma, per chi non l’aveva già capito, l’assessore allo Sport e all’ambiente del Comune di Bari è pronto a correre per le primarie. La novità è che il Pd sembra ora sul punto di ricompattarsi su di lui, come stava per accadere a fine novembre con l’assemblea cittadina nella quale si decise, non senza malumori, di congelare lui e gli altri due candidati, il deputato Marco Lacarra e l’assessora comunale all’Istruzione, Paola Romano. L’11 gennaio il mai tanto evocato tavolo del centrosinistra barese finalmente si riunirà. E la proposta dei democratici — nonostante le perplessità del sindaco Antonio Decaro, che però non pone veti — sarà quella suggerita dal presidente della Regione, Michele Emiliano: convincere Michele Laforgia a convogliare le sue energie sui gazebo, previa opportuna bonifica che li metta al riparo dal rischio inquinamento, ovvero l’arruolamento di elettorali poco raccomandabili o prezzolati, un metodo che secondo le cronache giudiziarie in alcune tornate elettorali a Bari ha imperversato.

«Si possono trovare soluzioni organizzative che rassicurino tutti i partecipanti e soprattutto garantiscano la legalità — è convinto Petruzzelli — ma le primarie sono fondamentali. Dopo aver esplorato per settimane altri percorsi che non hanno prodotto risultati, sono l’unico strumento che ci rimane per garantire l’unità della coalizione». Resta però il problema dei problemi: come convincere quelli del Movimento 5 Stelle, i quali a più riprese hanno rimarcato che per loro le primarie non sono, soprattutto a Bari, il metodo ideale per scegliere il candidato sindaco. Su questo sta lavorando il segretario regionale del Pd, Domenico De Santis. Petruzzelli è fiducioso. «I 5 Stelle possono rappresentare la vera innovazione del campo largo qui da noi e come la nostra segretaria nazionale Elly Schlein, anch’io tengo tantissimo che siano con noi. Però spero che si rendano conto che in questo momento avvertiamo l’esigenza di rassicurare i nostri elettori che cominciano a non capire dove stiamo andando». Con i pentastellati il maratoneta assicura di avere «un ottimo rapporto», costruito proprio su un tema al quale loro sono particolarmente sensibili: i rifiuti. E su questo Petruzzelli è pronto a parare le bordate che arriveranno dal centrodestra, per il quale Bari sconta un ritardo ingiustificato. «C’è stato un momento in cui abbiamo perso tempo, perché sembrava dovessimo convincere Amiu, che va comunque resa più efficiente, della necessità del porta a porta. Da qualche mese, però, abbiamo accelerato e questo è innegabile. Dopo aver completato la trasformazione verso il nuovo sistema nel quartiere San Paolo, dove risiedono ben 35mila abitanti, il 23 gennaio toglieremo i cassonetti anche a Carbonara, a Ceglie, a Loseto, a Santa Rita e in una parte del quartiere Picone: sarà una rivoluzione per altri 40mila cittadini baresi. Entro l’estate poi toccherà anche a Torre a Mare, San Giorgio e Sant’Anna».

In campagna elettorale proporrà di vedere i bicchiere mezzo pieno, insomma: «Più del 60 per cento del territorio cittadino è interessato dal sistema di raccolta differenziata non stradale. E grazie alle risorse messe a disposizione dal Pnrr stiamo acquistando i cassonetti interrati nel Murattiano e nell’Umbertino. Acquisteremo anche isole ecologiche al Libertà, Madonnella e in altre zone della nostra città».

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