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Salvini e i dieci anni da leader della Lega: sui social 17 minuti di autocelebrazione del “capitano” del Carroccio

Matteo Salvini

 (ansa)
Nel video l’intervista inedita al figlio del vicepremier, Federico, e la totale riabilitazione di Luca Morisi, l’ex responsabile social del partito costretto alle dimissioni nel 2021 per una storia di festini e droga culminata in un’inchiesta giudiziaria
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Diciassette minuti e 49 secondi di celebrazione del Capo, nella migliore tradizione di una Lega che rimane tanto legata al nome del suo segretario da chiamarsi ancora “per Salvini premier”. Un compleanno da leader – due lustri esatti dal congresso federale del Lingotto – festeggiato con un video che ufficialmente è una sorpresa preparata dal suo staff. Ma che lui, Matteo Salvini, rilancia su tutti i suoi social e l’effetto allora non cambia: va in onda una sorta di omaggio al culto della personalità, con le immagini dell’attuale vicepremier da bambino, da giovanissimo consigliere comunale, con alcune concessioni alla vita familiare (fra cui l’inedita intervista al figlio Federico che lo saluta citando De André) e una totale riabilitazione dell’amico Luca Morisi, l’ex responsabile dei social, il capo di quella macchina comunicativa chiamata “Bestia" che sul web sbranava migranti e avversari politici, costretto alle dimissioni nel settembre del 2021 per una storia di festini e droga cul…

Diciassette minuti e 49 secondi di celebrazione del Capo, nella migliore tradizione di una Lega che rimane tanto legata al nome del suo segretario da chiamarsi ancora “per Salvini premier”. Un compleanno da leader – due lustri esatti dal congresso federale del Lingotto – festeggiato con un video che ufficialmente è una sorpresa preparata dal suo staff. Ma che lui, Matteo Salvini, rilancia su tutti i suoi social e l’effetto allora non cambia: va in onda una sorta di omaggio al culto della personalità, con le immagini dell’attuale vicepremier da bambino, da giovanissimo consigliere comunale, con alcune concessioni alla vita familiare (fra cui l’inedita intervista al figlio Federico che lo saluta citando De André) e una totale riabilitazione dell’amico Luca Morisi, l’ex responsabile dei social, il capo di quella macchina comunicativa chiamata “Bestia" che sul web sbranava migranti e avversari politici, costretto alle dimissioni nel settembre del 2021 per una storia di festini e droga culminata in un’inchiesta giudiziaria (senza esito).

Già il titolo del video, “M10 Capitano”, è un tributo a Morisi, che quel termine da qualche tempo in disuso coniò appunto per Salvini. E ci sono due istantanee, all’interno del filmato, che vedono il numero uno della Lega sorridente assieme a Morisi e all’ex segretario particolare Andrea Paganella. Più spazio di quanto ne sia dedicato a Umberto Bossi, il fondatore del Carroccio, la cui immagine appare solo per pochi secondi, evocato dal presidente della Camera Lorenzo Fontana.

Ma cerca di essere un inno all’unità, il documento, con i rivali interni veri e presunti a dare un contributo: c’è Giancarlo Giorgetti che in apertura ricorda come nacque, in un incontro a tre alla presenza di Roberto Maroni, la candidatura di Salvini: “Non nacque in una capanna ma sotto un tendone”. E ci sono le interviste anche a Zaia e Fedriga, i governatori spesso disallineati e più volte indicati beneficiari di una successione che non c’è mai stata, che non è scattata neppure quando un partito che nel 2019 era al 34 per cento è sprofondato all’otto.

Il resto è, appunto, incenso sul Salvini di lotta e di governo, quello che a una “zingaraccia” che l’aveva minacciato dice “per te arriva la ruspa” (e non mancano le immagini del segretario realmente alla guida di un bulldozer), e quello in grisaglia ministeriale. Con lapsus non casuali: non c’è un solo frame della sciagurata estate del Papeete e, pur nella cronistoria di dieci anni di attività, si compie un salto netto di diciotto mesi: dall’inizio alla fine di un governo Draghi di cui pure la Lega fu azionista di maggioranza.

Non una testimonianza, un ricordo, un frammento di un periodo che per Salvini e i suoi semplicemente non esiste. Così ha voluto la corte di narratori delle gesta di un leader che non ha smesso di pensare in grande, malgrado i consensi e l’appeal sul web non siano gli stessi di un tempo, malgrado la sua rincorsa alla vetta sia stata bruciata dall’alleata Meloni. Si è ripreso il titolo di Capitano, per ora. È gratis, in fondo, e gli restituisce bei ricordi.

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