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Toni Negri è morto, il leader di Autonomia Operaia è deceduto nella notte a Parigi. Il ministro Sangiuliano: “Fu cattivo maestro”

Toni Negri

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A darne la notizia la moglie, la filosofa francese Judith Revel. Casarini: “Caro compagno, resti nella mia vita”. Cacciari: “Nemici ricordino suo rilievo culturale”. Capanna: “Ebbe pochi seguaci”. Scalzone: “Ha giganteggiato”

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È morto il “cattivo maestro” Toni Negri. Il leader di Autonomia Operaia è deceduto nella notte a Parigi. Aveva 90 anni. A darne la notizia la moglie, la filosofa francese Judith Revel, e la figlia Anna, che lo ha ricordato con un post su Instagram.

La militanza e l’arresto

Nato a Padova nel 1933, Toni Negri è stato filosofo, politologo, attivista e politico italiano, negli anni Sessanta e Settanta fu uno dei maggiori teorici della sinistra extraparlamentare e del marxismo operaista.

Muove i primi passi nella sezione padovana del Partito socialista, ma se ne allontana diventandone critico. Dopo aver fatto parte di Potere operaio, da cui esce nel 1973, fonda Autonomia operaia di cui sarà leader fino alla sua dissoluzione, nel 1979.

Fu incarcerato e processato, all'interno del processo “del 7 aprile” ai militanti di Autonomia Operaia, con l'accusa di aver partecipato ad atti terroristici e d'insurrezione armata. Assolto da queste imputazioni, viene condannato a 12 anni di carcere per associazione sovversiva e concorso morale nella rapina di Argelato, nel bolognese, del 1974.

Nel 1983 Negri viene eletto deputato con il Partito Radicale con oltre 13mila preferenze, ma nel settembre dello stesso anno si rifugia in Francia proprio perché coinvolto nei processi del "7 aprile". Oltralpe beneficia della dottrina Mitterrand. Negri rientra in Italia nel luglio 1997 per scontare la condanna definitiva di 12 anni. Dal 1999 gli viene concessa la semilibertà, nel 2003 quella totale.

Le reazioni

"Toni Negri fu un cattivo maestro perché, dopo il '68, il passaggio dal movimentismo giovanile alla pagina buia degli anni di piombo, con il terrorismo di destra e di sinistra, causò tante vittime innocenti. In termini giuridici, poi, una cosa è l'espressione delle idee, un'altra è la pratica materiale della violenza". Così il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano alla trasmissione di Radio 24 'Amici e nemici’, che comunque ha invitato a “valutare la complessità” di Negri.

Sulla stessa linea il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi: "Dispiace che Toni Negri sia morto ma è stato un cattivo maestro in un'epoca drammatica. Un uomo certamente intelligente che avrebbe potuto mettere al servizio della democrazia il suo antagonismo sociale e che alla fine ha sfruttato le opportunità che gli concessero Marco Pannella e la dottrina Mitterrand”.

Di tutt’altro tenore la reazione di Luca Casarini. "Resterai per sempre nel mio cuore e nella mia mente, caro Maestro, Padre, Profeta", scrive su Fb l'attivista e uno dei leader del movimento no-global italiano. "Caro compagno, caro fratello, resterai nella mia vita. Grazie, per tutto. Per avermi voluto bene, per averne voluto ai miei figli e ai miei compagni. Con immenso amore per Judith, per Anna, Francesco, Nina", aggiunge, pubblicando poi una riflessione di Negri su San Francesco.

“C’è stato un tempo in cui per partecipare al dibattito del movimento dovevi aver letto il suo ultimo libro. C’è stata una generazione che ha letto il mondo con le categorie con cui l’ha raccontato Toni Negri, filosofo e comunista. Ho avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo”. Lo scrive sui social il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.

"Al di là di tutto di Toni Negri rimane il suo rilievo culturale e intellettuale che spero venga ricordato anche dai suoi nemici". Il commento del filosofo Massimo Cacciari. "Per me è una grande perdita - ha aggiunto - io ho cominciato con lui 60 anni fa a fare filosofia e politica, poi ovviamente ci sono state fasi diverse" ma Toni Negri rimane "un grande studioso di filosofia e di filosofia del diritto, che ha scritto libri importantissimi di rilievo internazionale".

"Ebbe cadute ‘violentiste’ ma non fu un terrorista. Predicava l'insubordinazione di massa contro le malefatte del capitalismo ma più che cattivo maestro, un cliché obsoleto, io lo definirei un maestro che ebbe pochi seguaci e quando cercò di creare un'influenza nel movimento studentesco milanese alla Statale di Milano noi prendemmo le distanze in modo netto". Così Mario Capanna, leader storico del movimento studentesco negli anni '70 e poi di Democrazia proletaria.

Per Oreste Scalzone, co-fondatore di Potere operaio, con la morte di Toni Negri "viene meno una figura che ha giganteggiato sul terreno che si è scelto del pensiero e dell'azione. E' difficile pensare di poter cristalizzare un giudizio globale su di lui".

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