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Musk come una rockstar. E Atreju dimentica spinelli e madri surrogate

Il patron di X e Tesla alla festa di FdI. Appello alla natalità: “Fate più italiani”. Donzelli: “Non tutto di lui mi piace”. E Meloni e Salvini se lo contendono
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Quando Elon Musk sale sul palco della festa di FdI con in braccio uno dei suoi 11 figli, viene accolto da un tripudio riservato alle grandi star. “Per favore, fate più italiani. Mi preoccupa il basso tasso di natalità dell’Italia”, esordisce il patron di Tesla e X mentre alle sue spalle scorre lo slogan della kermesse su sfondo blu “Bentornato orgoglio italiano”. Sembra il set perfetto di uno spot su un tema caro al partito di Giorgia Meloni, che fa della politica a favore delle nascite la sua battaglia identitaria e che avrebbe trovato in questo ospite, arrivato dagli Stati Uniti, un simbolo globale.

Il popolo di FdI lo osanna. C’è chi sventola il tricolore, chi con le mani forma un cuoricino, chi urla “Musk, vieni in Italia”, ma non sanno, o forse fanno finta di non ricordare, che il miliardario americano ha fatto ricorso alla maternità surrogata per concepire uno dei suoi tanti figli. E il partito meloniano considera la gestazione per altri un reato universale, tanto da aver presen…

Quando Elon Musk sale sul palco della festa di FdI con in braccio uno dei suoi 11 figli, viene accolto da un tripudio riservato alle grandi star. “Per favore, fate più italiani. Mi preoccupa il basso tasso di natalità dell’Italia”, esordisce il patron di Tesla e X mentre alle sue spalle scorre lo slogan della kermesse su sfondo blu “Bentornato orgoglio italiano”. Sembra il set perfetto di uno spot su un tema caro al partito di Giorgia Meloni, che fa della politica a favore delle nascite la sua battaglia identitaria e che avrebbe trovato in questo ospite, arrivato dagli Stati Uniti, un simbolo globale.

Il popolo di FdI lo osanna. C’è chi sventola il tricolore, chi con le mani forma un cuoricino, chi urla “Musk, vieni in Italia”, ma non sanno, o forse fanno finta di non ricordare, che il miliardario americano ha fatto ricorso alla maternità surrogata per concepire uno dei suoi tanti figli. E il partito meloniano considera la gestazione per altri un reato universale, tanto da aver presentato un disegno di legge già approvato alla Camera la scorsa estate.

Per questo la scena ha il sapore di un grande equivoco. E non è l’unica contraddizione tra l’imprenditore e il partito di maggioranza del centrodestra, che sono distanti ma cercano di sembrare uguali. Basti pensare che Meloni è da sempre contraria alla liberalizzazione delle droghe leggere e invece Musk si è fatto riprendere mentre fuma marijuana durante la registrazione di un podcast, il cui il video si trova facilmente in rete.

Anche Giorgia Meloni sembra non badare alla storia del suo ospite. Storia che è l’essenza di questo personaggio. Piuttosto la premier sorride soddisfatta, reduce da tre quarti d’ora di conversazione nel retropalco con lui, e seduta adesso in prima fila con accanto Santiago Abascal, leader del partito di estrema destra Vox da un lato, e il primo ministro socialista dell’Albania Edi Rama dall’altro. Schierati ci sono anche tutti i ministri meloniani che fanno un battimani quando il tema della natalità viene collegato a quello dei migranti, che “non possono risolvere il calo demografico. Se gli italiani non faranno più figli la loro cultura scomparirà perché l’Italia è fatta dagli italiani, dalle persone e senza le persone le culture scompaiono. Quindi, fate più figli”. Ed ecco un’altra standing ovation.

Matteo Salvini però non può lasciare che Musk sia solo appannaggio di Fratelli d’Italia e, malgrado ci siano praterie di contraddizioni anche tra il magnate americano e la Lega, il ministro dei Trasporti lo invita negli uffici del dicastero per un confronto “a tutto campo”. Confronto durante il quale il leader leghista gli mostra orgoglioso il plastico del Ponte sullo Stretto e poi posta un selfie sorridente, neanche a dirlo, su X. E pensare che neanche due mesi fa il vicepremier diceva che non vuole “Milano a misura di Tesla” e invece ieri Musk è arrivato di fronte al ministero di Porta Pia con la sua Tesla bianca con gli sportelli che si aprono come ali di gabbiano. Il ministro dei Trasporti, non ne ha mai fatto un mistero, non ama le auto elettriche di cui il suo ospite invece è uno dei più grandi produttori, anche in Asia. Musk ammira la Cina, che invece Salvini vede come fumo negli occhi.

A tarda sera le contraddizioni su tutti i fronti diventano ingombranti per Fratelli d’Italia, finita nel mirino delle opposizioni. Dunque a Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del partito, spetta il compito di abbozzare una spiegazione sul palco dove in mattinata aveva parlato il numero uno di X: “Se Musk è venuto ad Atreju non significa che io la penso esattamente come lui su utero in affitto e sulla marijuana”.

Il magnate americano è già lontano da tutto questo. Ha visto le opere d’arte di Caravaggio custodite nella Galleria borghese e mangiato frittura e crudi pesce, paccheri al pesto di pistacchio e gamberi in un ristorante siciliano in compagnia di amici imprenditori. Distante ormai dalle mille facce della politica italiana.

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