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Vissani in rosso ad Atreju. E Spalletti: “Ho le mie idee”

Lo chef e il ct della Nazionale sul palco della manifestazione di FdI a Roma
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Luciano Spalletti non ha mai negato di essere di sinistra e, ad Atreju nei Giardini di Castel Sant’Angelo, il ct della nazionale ribadisce che “è utile confrontarsi con chi la pensa in un altro modo”. Il popolo meloniano lo considera un patriota e lui dice alla platea: “Dobbiamo sentirci di far parte di un popolo, di una nazione. Noi sul rettangolo di gioco portiamo i valori dell’Italia. È un sentimento fortissimo quando dalla panchina sento l’inno di Mameli”. Patriota lui, patrioti loro: scatta la connessione sentimentale tra Lucio, come viene chiamato qui anche se il suo nome completo è Luciano, e FdI.

L’accoglienza è a dir poco calorosa e il ministro dello Sport Andrea Abodi lo presenta così sul palco: “Chi viene qui la pensa anche diversamente da noi e va benissimo”. E si riferisce proprio alle parole di Spalletti, che nel 2017 aveva detto: “Sono politicamente dalla parte del cuore”. Ovvero a sinistra.

Che è lo stesso luogo di cui si è sempre sentito parte, tendenza dalemiana…

Luciano Spalletti non ha mai negato di essere di sinistra e, ad Atreju nei Giardini di Castel Sant’Angelo, il ct della nazionale ribadisce che “è utile confrontarsi con chi la pensa in un altro modo”. Il popolo meloniano lo considera un patriota e lui dice alla platea: “Dobbiamo sentirci di far parte di un popolo, di una nazione. Noi sul rettangolo di gioco portiamo i valori dell’Italia. È un sentimento fortissimo quando dalla panchina sento l’inno di Mameli”. Patriota lui, patrioti loro: scatta la connessione sentimentale tra Lucio, come viene chiamato qui anche se il suo nome completo è Luciano, e FdI.

L’accoglienza è a dir poco calorosa e il ministro dello Sport Andrea Abodi lo presenta così sul palco: “Chi viene qui la pensa anche diversamente da noi e va benissimo”. E si riferisce proprio alle parole di Spalletti, che nel 2017 aveva detto: “Sono politicamente dalla parte del cuore”. Ovvero a sinistra.

Che è lo stesso luogo di cui si è sempre sentito parte, tendenza dalemiana, lo chef Gianfranco Vissani arrivato con sciarpa rossa al collo e scarpe rosse ai piedi: “Cammino da cinquant’anni con le scarpe di questo colore”. E ha una ricetta per Meloni: “A Giorgia cucinerei un soufflè perché cresce piano piano. È come una valanga, quando sta in cima, scoppia...”. Anche lui fa il patriota: “Da me sono venuti tutti, io non faccio il politico, non sono di destra né di sinistra. Ma se c’è da difendere l’orgoglio nazionale, sono il primo a sedermi a un tavolo”. E infatti pranza allo street food del villaggio con i ministri Lollobrigida e Crosetto.

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