Atreju al maschile, gli invitati alla festa di FdI quasi tutti uomini: sul palco solo un ospite su cinque è donna
di Gabriella CeramiTanto blu alla festa di Atreju. Blu era lo sfondo del palco dove campeggiavano le scritte “Bentornato, orgoglio italiano”, blu erano gli stendardi sparsi per i giardini di Castel Sant’Angelo, blu i nastri, blu era anche la felpa dei volontari della Gioventù nazionale indossata sul finale da Giorgia Meloni tra lacrime e applausi. Tanto blu e poche quote rosa. Non è sfuggita la scarsa presenza femminile sul palco e nei dibattiti. Solo un ospite ogni cinque era una donna, quindi circa il 20% dei 269 ospiti. Per l’esattezza 215 uomini e solo 54 donne.
Durante la quattro giorni meloniana ai giardini di Castel Sant’Angelo, nel corso di tavole rotonde, dibattiti e presentazioni di libri, non è certamente andata in scena la parità di genere. E in fondo, quanto successo, potrebbe non essere altro che lo specchio della composizione dell’attuale governo, in cui cinque su cinque sottosegretari alla presidenza del Consiglio dei ministri sono uomini, e su diciotto ministri solo sei sono donne,…
Tanto blu alla festa di Atreju. Blu era lo sfondo del palco dove campeggiavano le scritte “Bentornato, orgoglio italiano”, blu erano gli stendardi sparsi per i giardini di Castel Sant’Angelo, blu i nastri, blu era anche la felpa dei volontari della Gioventù nazionale indossata sul finale da Giorgia Meloni tra lacrime e applausi. Tanto blu e poche quote rosa. Non è sfuggita la scarsa presenza femminile sul palco e nei dibattiti. Solo un ospite ogni cinque era una donna, quindi circa il 20% dei 269 ospiti. Per l’esattezza 215 uomini e solo 54 donne.
Durante la quattro giorni meloniana ai giardini di Castel Sant’Angelo, nel corso di tavole rotonde, dibattiti e presentazioni di libri, non è certamente andata in scena la parità di genere. E in fondo, quanto successo, potrebbe non essere altro che lo specchio della composizione dell’attuale governo, in cui cinque su cinque sottosegretari alla presidenza del Consiglio dei ministri sono uomini, e su diciotto ministri solo sei sono donne, dunque un terzo. Anche se, va sottolineato, Giorgia Meloni in Italia è la prima presidente del Consiglio donna pur avendo chiesto, tramite atto formale, di essere chiamata il premier e non la premier.
E se il buongiorno si vede dal mattino, a inaugurare la festa di Fratelli d’Italia è stato un panel con undici uomini e neanche una donna. C’erano tutti sul palco: deputati, senatori, coordinatori, presidenti di assemblee regionali, capigruppo nei Comuni come se, tra questi incarichi istituzionali, Fratelli d’Italia non avesse neanche una quota rosa all’altezza di prendere la parola e inaugurare la kermesse. Anche il moderatore era uomo, il giornalista Rai (e direttore degli Approfondimenti) Paolo Corsini su cui la tv pubblica ha aperto un procedimento per aver detto “Noi di Fratelli d’Italia”. A seguire un altro panel con presidenti di Regione e sindaci, tutti uomini anche in questo caso. E via così nei giorni a seguire.
Ad assegnare il premio Atreju alla calciatrice iraniana Shiva Amini sono stati tre uomini. Scena che si è ripetuta quando è stato assegnato il premier a Chiara Tagliafierro, campionessa del mondo di karate juniores nel 2021.
Alla fine della festa di Fratelli d’Italia, però, la premier decide di ringraziare pubblicamente una donna che ha contribuito alla realizzazione della kermesse e a cui lei, nei mesi scorsi, ha affidato l’incarico di capo della segretaria del partito. Si chiama Arianna Meloni ed è la sorella.