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Europee, tramonta la “cosa centrista”: Bonino e Magi dicono no

Emma Bonino

 
Non trova sponda dentro a +Europa la proposta di Della Vedova che era stata accolta con favore da Italia viva. E un sondaggio conferma lo scetticismo dei radicali sulle alleanze
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ROMA - A sei mesi dalle europee del 9 giugno, al “centro” non spunta il sole. Della “cosa centrista” infatti non se ne fa nulla. Lanciata da Benedetto Della Vedova, tra i fondatori di +Europa, e accolta da una batteria di apprezzamenti dei renziani – in testa Enrico Borghi, capogruppo di Italia Viva al Senato - , è sul punto di scomparire, prima ancora di nascere. Non solo non piace a Carlo Calenda che con Matteo Renzi non è più disposto a prendere neppure un caffè, ma non convince gli stessi europeisti di Emma Bonino.

Bonino è molto attenta a non stare in cattiva compagnia. Convinta che sia questo il momento più delicato e di svolta per la Ue, se non si vuole regalare una vittoria ai sovranisti, ma al contrario costruire gli Stati Uniti d’Europa, la storica leader radicale punta a rilanciare il progetto della federazione europeista con personalità, associazioni, amministratori e movimenti civici. La speranza sarebbe di coinvolgere Mario Draghi.

Inoltre +Europa ha commissionato a Ipso…

ROMA - A sei mesi dalle europee del 9 giugno, al “centro” non spunta il sole. Della “cosa centrista” infatti non se ne fa nulla. Lanciata da Benedetto Della Vedova, tra i fondatori di +Europa, e accolta da una batteria di apprezzamenti dei renziani – in testa Enrico Borghi, capogruppo di Italia Viva al Senato - , è sul punto di scomparire, prima ancora di nascere. Non solo non piace a Carlo Calenda che con Matteo Renzi non è più disposto a prendere neppure un caffè, ma non convince gli stessi europeisti di Emma Bonino.

Bonino è molto attenta a non stare in cattiva compagnia. Convinta che sia questo il momento più delicato e di svolta per la Ue, se non si vuole regalare una vittoria ai sovranisti, ma al contrario costruire gli Stati Uniti d’Europa, la storica leader radicale punta a rilanciare il progetto della federazione europeista con personalità, associazioni, amministratori e movimenti civici. La speranza sarebbe di coinvolgere Mario Draghi.

Inoltre +Europa ha commissionato a Ipsos un sondaggio per capire cosa succede in termini di consenso, a seconda dei compagni di viaggio europeisti che si sceglie. Su un’alleanza con i renziani il responso è negativo: la partnership risulta “una opzione difficile, una soluzione che non piace”. In pratica l’ex premier e senatore è, come dicono in gergo, “radioattivo”. Il campione di intervistati gli rimprovera una linea non completamente chiara, dal momento che “sembra ammiccare e guardare di buon occhio a Forza Italia, un partito che, sebbene considerato più centrista di Fratelli d’Italia, è saldamente ancorato nel centrodestra”. Renzi è considerato “una personalità pervasiva”, il cui protagonismo tende a “mettere in ombra e, non raramente, a screditare qualsiasi alleato”. Va solo un po’ meglio nella scheda Ipsos su Calenda. “Con Azione una opzione possibile ma non del tutto produttiva”. Nel sondaggio infatti si rimarcano i vantaggi perché “l’alleanza è più coerente”, ma “in negativo pesa il protagonismo di Calenda a cui andrebbe contrapposto un leader altrettanto visibile”. Calenda ieri ha lanciato un appello a Bonino per procedere a una lista federata e comune, escludendo Renzi. Dal canto suo, Bonino non si fida di chi come Calenda ha stracciato l’accordo già fatto alle politiche con il Pd di Enrico Letta per costruire il Terzo Polo, poi ridotto in macerie, drenando consensi al centrosinistra e consegnando una stravittoria alla destra. Riccardo Magi, il segretario di +Europa, sa bene che per raggiungere la soglia del 4% e quindi entrare nell’europarlamento, le forze politiche che si riconoscono nella famiglia di Renew Europe, una intesa dovrebbero trovarla. Però sulla scia di Bonino, ritiene che la prospettiva degli Stati Uniti d’Europa debba “suscitare ua mobilitazione di energie nuove, di associazioni, di personalità, di amministratori , che vadano oltre i partiti esistenti e che facciano propria la priorità degli Stati Uniti d’Europa”. Ma, afferma Magi, “non si può resuscitare un progetto politico come il Terzo Polo, morto per ammissione dei suoi protagonisti Renzi e Calenda. Non sono riusciti a federarsi neppure tra di loro, come possono ispirare una reale fiducia nel federalismo europeo?”. Né piace al segretario di +Europa la definizione di centristi: “Se c’è una cosa che non siamo è centristi. Il centro è diventato il luogo del nulla buono a tutto”.

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