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Crosetto gratis da mesi a casa di un imprenditore della cybersicurezza. Il ministro: “Non pago affitto perché ci sono lavori”. E posta le foto

La foto dei lavori in casa diffusa sui social da Crosetto

La foto dei lavori in casa diffusa sui social da Crosetto

 

Si tratta di attico e superattico a due passi dal Vaticano. Il proprietario dell’immobile: “I tempi della ristrutturazione si sono allungati e sto creando disagi a un amico”

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Attico e superattico da 220 metri quadrati a due passi dal Vaticano. Importo versato per la locazione: zero. A concedere la prestigiosa abitazione romana al ministro della Difesa Guido Crosetto è l’imprenditore della cybersecurity Carmine Saladino. Secondo quanto affermato in un’intervista al Fatto Quotidiano, che ha reso nota la vicenda, dietro l’insolita locazione c’è un ritardo nella ristrutturazione dell’immobile: “Non pago l’affitto perché ci sono lavori in corso”, ha spiegato il ministro.

Una versione confermata dal proprietario della casa: “Il contratto è stato fatto a novembre con la speranza di finire i lavori entro l’anno. Purtroppo i tempi si sono allungati e sto creando disagio a un amico”. L’amico è il ministro della Difesa, appunto. Saladino invece è socio e presidente del Consiglio di amministrazione di Maticmind, un gruppo da 409 milioni di fatturato nel 2022 che deriva anche da appalti con amministrazioni pubbliche. Alcuni di essi hanno riguardato il ministero della Difesa, ma risalgono al passato.

Il presente, invece, per Crosetto è una quotidianità di scatoloni: quelli che, sottolinea, sono ancora in giro per casa, in attesa che finiscano i lavori. Il ministro lo ribadisce in un post sui social nel quale mostra le foto.

Il mancato pagamento del canone è stato formalizzato attraverso una scrittura privata, proprio per risarcire il danno del ritardo. E fino a ottobre scorso Crosetto ha pagato l’affitto nella precedente abitazione dove ha dovuto prolungare la permanenza proprio a causa dei ritardi nella consegna del nuovo alloggio. Il ministero della Difesa in un comunicato, poi, ribadisce che “le procedure amministrative di assegnazione e stipula dei contratti è avvenuta sempre nel pieno rispetto del Codice degli appalti”. In particolare, prosegue la nota, si sottolinea che il ministro della Difesa “non ha potere di affidare contratti, né di firmarli, né poteri regolatori nei confronti delle imprese”. Pertanto, precisa ancora il comunicato, “non sussiste interesse privato in contrasto con l'interesse pubblico in quanto la legislazione italiana, il codice dell'ordinamento militare ed il testo unico dell'ordinamento militare prevedono la netta separazione fra indirizzo politico e amministrazione attiva. La preliminare selezione dei soggetti e la conseguente attività contrattualistica ricadono nella piena autonomia delle singole forze armate che definiscono i requisiti sulla base delle loro esigenze operative”, conclude

la dichiarazione.

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