✕

Mattarella in difesa del Parlamento, il monito sull’“equilibrio tra i poteri”

(ansa)
Davanti alle alte cariche, il richiamo contro “gli oligarchi dei social che vogliono dettare le regole”. Meloni assente, ma va alla recita della figlia
2 minuti di lettura

ROMA — Sulle prime sembra sfuggire il senso del discorso di Sergio Mattarella alle alte cariche dello Stato. Non c’è il Paese, non c’è la politica. Non c’è nemmeno Giorgia Meloni, era però alla recita scolastica della figlia e lì l’influenza ha avuto il sopravvento. «Avete visto Tajani? Salvini?» si rimpallano increduli i cronisti. Forse è per questo che il presidente parla di intelligenza artificiale? Se lo devono chiedere anche le autorità accorse per lo scambio di auguri natalizi nella solennità del salone dei corazzieri al Quirinale. Ma quando, diciassette minuti dopo averlo iniziato, il Capo dello Stato termina il suo intervento si capisce che è una drammatica messa in guardia contro il mondo che potrebbe attenderci, «alla 1984 di George Orwell».

Mattarella critica un sistema dominato dagli oligarchi dei social, gli Elon Musk portati in giro come una madonna pellegrina dalla nostra premier, e senza citare direttamente la riforma del premierato ricorda l’importanza «dell’equilibr…

ROMA — Sulle prime sembra sfuggire il senso del discorso di Sergio Mattarella alle alte cariche dello Stato. Non c’è il Paese, non c’è la politica. Non c’è nemmeno Giorgia Meloni, era però alla recita scolastica della figlia e lì l’influenza ha avuto il sopravvento. «Avete visto Tajani? Salvini?» si rimpallano increduli i cronisti. Forse è per questo che il presidente parla di intelligenza artificiale? Se lo devono chiedere anche le autorità accorse per lo scambio di auguri natalizi nella solennità del salone dei corazzieri al Quirinale. Ma quando, diciassette minuti dopo averlo iniziato, il Capo dello Stato termina il suo intervento si capisce che è una drammatica messa in guardia contro il mondo che potrebbe attenderci, «alla 1984 di George Orwell».

Mattarella critica un sistema dominato dagli oligarchi dei social, gli Elon Musk portati in giro come una madonna pellegrina dalla nostra premier, e senza citare direttamente la riforma del premierato ricorda l’importanza «dell’equilibrio fra i poteri, il ruolo fondamentale del Parlamento». Sono frasi ovvie? Mica tanto visto il contesto di una destra che sogna l’uomo forte al comando, un Presidente della Repubblica fantoccio e le Camere ridotte a pigiabottoni di decisioni altrui. «Il modello culturale occidentale, particolarmente quello europeo, appare sfidato», avverte chi sogna sovranismi e regimi muscolari.

«Siamo a un tornante della storia». L’ordine mondiale nel quale siamo stati immersi rischia di finire travolto, tra guerre, cambiamenti climatici, diseguaglianze, senza che «se ne veda all’orizzonte uno nuovo». L’intelligenza artificiale, in questa temperie, non si sa come prenderla. Opportunità e dannazione. «Occorre valutare con attenzione gli effetti sul mercato del lavoro, perché potrà determinare l’automazione, almeno parziale, di ampia parte degli attuali posti». Il fenomeno va regolato, insomma, «non ostacoli ma regole a garanzia dei cittadini», puntualizza. Altrimenti sarà a rischio «lo spirito critico, e con esso la libertà che è alla base dei diritti di ciascuno».

Dice: «Oligarchi di diversa estrazione si sfidano nell’esplorazione sottomarina, in nuove missioni spaziali, nella messa a punto di costosissimi sistemi satellitari (con implicazioni militari), nel controllo di piattaforme di comunicazione sociale, agendo, sempre più spesso, come veri e propri contropoteri». E hanno «la presunzione di dettare le regole, anziché essere destinatari della regolamentazione». La politica, «le democratiche istituzioni rappresentative» - ecco il messaggio- devono restare a capotavola e dare le carte. «A loro vanno affidate le scelte e le decisioni che incidono sulla vita sociale e sulla libertà dei cittadini, non alla strategia di grandi gruppi finanziari in base ai loro interessi». Altrimenti sono a rischio «i presupposti della sovranità dei cittadini». Pensate, butta lì, cosa avrebbero potuto fare «i dittatori del Novecento se avessero avuto anche l’intelligenza artificiale».

Piano piano il discorso emerge dunque per quello che è: serrata critica ai ricchissimi del tecnologico, ai modelli della nuova destra mondiale, inclusa quella nostrana («chi elude le tasse disconosce il ruolo dello Stato»). Tutto questo mentre affondiamo dentro «divari sociali mai registrati prima», un capitalismo distorto dove «molti riescono a eludere quasi integralmente gli obblighi fiscali». È in corso una rivoluzione enormemente più profonda, più veloce e globale di quella industriale dell’Ottocento. E mette a rischio le nostre libertà.

C’è mezzo governo, più Draghi. Conte è arrivato in ritardo. Elly Schlein annuisce. Era stato annunciato un discorso «spiazzante», e in fondo lo è. Mattarella, salutando i quirinalisti alla vetrata aveva citato il Leopardi del «con l’anno nuovo, si principierà la vita felice». Finisce con Renzi che chiede dov’è il brindisi. Non c’è nessun brindisi quest’anno al Quirinale.

Leggi i commenti