L’incubo della prescrizione, dal 2005 a oggi. L’ultima piroetta della maggioranza e di Nordio
di Liana MilellaIl ministro della Giustizia, Carlo Nordio
(fotogramma)La voglia di vacanze e il dibattito sul Mes spingono la prescrizione all’anno nuovo. Ma anche per questa riforma - come per il bavaglio alla stampa sul divieto di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare - l’asse tra i partiti al governo con Azione e Italia viva è saldo. Voteranno anche loro per cambiare per la quarta volta in cinque anni i tempi della prescrizione. Vediamo di che si tratta.
Cos’è, e come funziona, la prescrizione in Italia?
La prescrizione è una causa di estinzione del reato dopo un lasso di tempo variabile a seconda della gravità del reato stesso. È un limite al potere punitivo dello Stato ed è considerata una garanzia per l’imputato.
In quanto tempo si prescrivono i reati?
Dopo la legge ex Cirielli del 2005 voluta da Silvio Berlusconi allora premier per “aggiustare” i suoi processi, il tempo di prescrizione è agganciato al massimo della pena di un reato. Può essere aumentato normalmente di un quarto, o della metà per i reati contro la pubblica amministraz…
La voglia di vacanze e il dibattito sul Mes spingono la prescrizione all’anno nuovo. Ma anche per questa riforma - come per il bavaglio alla stampa sul divieto di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare - l’asse tra i partiti al governo con Azione e Italia viva è saldo. Voteranno anche loro per cambiare per la quarta volta in cinque anni i tempi della prescrizione. Vediamo di che si tratta.
Cos’è, e come funziona, la prescrizione in Italia?
La prescrizione è una causa di estinzione del reato dopo un lasso di tempo variabile a seconda della gravità del reato stesso. È un limite al potere punitivo dello Stato ed è considerata una garanzia per l’imputato.
In quanto tempo si prescrivono i reati?
Dopo la legge ex Cirielli del 2005 voluta da Silvio Berlusconi allora premier per “aggiustare” i suoi processi, il tempo di prescrizione è agganciato al massimo della pena di un reato. Può essere aumentato normalmente di un quarto, o della metà per i reati contro la pubblica amministrazione, quando nel processo si verificano fatti che interrompono il decorso della prescrizione stessa. Ci sono poi i reati puniti con l’ergastolo che, per la loro gravità, non si prescrivono mai.
La prescrizione è rinunciabile?
Sì, ma è una scelta molto difficile da fare perché si rischia di restare troppo a lungo sotto processo.
Quanti processi vanno in prescrizione in Italia?
In media 130mila all’anno, in larga misura già nel corso delle indagini preliminari.
Gli avvocati approfittano della prescrizione?
Tutte le volte che essa diventa una meta raggiungibile la deontologia dell’avvocato, che è quella di non far condannare il cliente, non preclude che questa evenienza sia seriamente considerata.
Quanti leggi sulla prescrizione si sono succedute negli ultimi anni?
Dal 2005 a oggi le regole sono cambiate quattro volte. Nel 2005 - poiché Berlusconi vuole salvarsi dai suoi processi facendoli andare in prescrizione - il tempo previsto si accorcia di un quarto. Fa scandalo la legge battezzata ex-Cirielli perché il deputato che la propone, Edmondo Cirielli, oggi di FdI e allora di An, la rifiuta dopo un emendamento che la stravolge. La prescrizione scende dal massimo della pena più la metà, al massimo della pena più un quarto. Ma la sua scadenza è quella naturale. Se il processo non si chiude quando la prescrizione scade, esso, appunto, finisce prescritto. L’imputato è libero però di rinunciare alla prescrizione e andare avanti con il processo.
Cosa cambia con le leggi Orlando, Bonafede e Cartabia?
Dal 2017 le regole della prescrizione subiscono una svolta, perché il singolo tempo di prescrizione per ogni reato resta lo stesso, ma vengono introdotti meccanismo processuali per evitare che questo succeda. Ecco allora le leggi Orlando, Bonafede e Cartabia.
Cosa prevedeva la legge Orlando?
Nel 2017 l’allora Guardasigilli Andrea Orlando del Pd introduce una sospensione di 36 mesi, 18 in Appello e 18 in Cassazione, per consentire al processo di raggiungere il suo esito evitando, appunto, la stessa prescrizione. La regola vale per i condannati, mentre per gli assolti in primo grado il processo non si sospende.
Corsa prevede la legge Bonafede?
Nel 2019 il governo gialloverde (Lega-M5S), con forti dissensi però della Lega espressi dall’allora ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di M5S ferma la prescrizione con il primo grado. Dopo quella sentenza i giudici diventano liberi di andare avanti con il processo. Ovviamente gli avvocati contestano duramente questo sistema.
Come funziona l’improcedibilità della ministra Cartabia?
E siamo al 2021, quando la ministra della Giustizia Marta Cartabia, ex prima presidente donna della Consulta, mette mano alla legge Bonafede. La prescrizione ferma in primo grado resta, ma scatta un meccanismo - battezzato “improcedibilità” - per cui in Appello i giudici hanno solo due anni di tempo - con eccezioni assai complesse per i processi di criminalità - per chiudere il dibattimento. Altrimenti, anche in questo caso forzatamente, il processo stesso va in fumo. M5S fu protagonista, con l’ex premier Giuseppe Conte, di una dura battaglia per garantire un meccanismo per evitasse la chiusura dei processi contro i reati più gravi.
E adesso che succede col governo Meloni?
Ed eccoci all’ennesima modifica, una nuova legge, nata in Parlamento con quattro proposte di legge presentate in commissione Giustizia dai partiti di maggioranza e da Enrico Costa di Azione, che è anche il relatore. Forza Italia, con Pietro Pittalis, voleva tornare solo alla ex Cirielli, senza nessuna clausola di sospensione. Costa ha proposto il ritorno alla Orlando. La mediazione è stata quella di un sostanziale ritorno alla Orlando, ma con gli accorgimenti previsti dall’ex presidente della Consulta Giorgio Lattanzi, chiamato da Cartabia a presiedere la commissione che doveva rivedere la riforma del processo penale, scritta da Bonafede, ma bloccata dalla crisi di governo. In quell’ipotesi c’è un tempo più lungo per l’Appello, e cioè 24 mesi anziché 18, e 12, anziché 18, in Cassazione. Restano i singoli tempi di prescrizione per ogni reato della ex Cirielli. Nordio, ad accordo già fatto alla Camera, ci mette in cappello sopra. Inutilmente i 26 presidenti delle Corti di Appello italiane gli inviano una lettera per chiedere almeno una norma transitoria per ottenere più tempo per il calcolo cartaceo, processo per processo, dei tempi di ciascun fascicolo, ma Nordio risponde picche.