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Romeo: “Il Mes? Partita chiusa, non si rivota. La Lega ha trascinato Meloni”

Massimiliano Romeo

 
Colloquio con il capogruppo della Lega al Senato: “Non c’è stata ripicca per il Patto di Stabilità. È un bene quando si pronuncia il Parlamento”
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“Un altro disegno di legge per ratificare il Mes? No, guardi, non mi sembra proprio che sia possibile. La posizione della Lega non cambierebbe”. La sera è freddina ma gradevole, l’umore è buono. Massimiliano Romeo, il capogruppo della Lega in Senato, lascia piazza della Minerva — dove ha partecipato alla presentazione di “Mediterraneo conteso”, l’ultimo libro di Maurizio Molinari — e va verso Palazzo Madama.

Il vociare di un gruppo di ragazzini davanti al Pantheon lo distrae appena dalla vicenda che sta facendo fibrillare la maggioranza: “Ma sì, prima o poi il voto doveva arrivare. È vero, neppure io pensavo si andasse in Aula, fino a martedì. Si profilava un rinvio. Poi nella maggioranza ha prevalso una posizione diversa. Non è che sia stato un male. Non è mai un male quando si pronuncia il Parlamento: non si diceva che il governo accentra tutto, che fa largo uso di decreti? Ecco, adesso l’esecutivo ha delegato alla Camera, assegnandole un segno di dignità e sovranità. Bisognerebbe e…

“Un altro disegno di legge per ratificare il Mes? No, guardi, non mi sembra proprio che sia possibile. La posizione della Lega non cambierebbe”. La sera è freddina ma gradevole, l’umore è buono. Massimiliano Romeo, il capogruppo della Lega in Senato, lascia piazza della Minerva — dove ha partecipato alla presentazione di “Mediterraneo conteso”, l’ultimo libro di Maurizio Molinari — e va verso Palazzo Madama.

Il vociare di un gruppo di ragazzini davanti al Pantheon lo distrae appena dalla vicenda che sta facendo fibrillare la maggioranza: “Ma sì, prima o poi il voto doveva arrivare. È vero, neppure io pensavo si andasse in Aula, fino a martedì. Si profilava un rinvio. Poi nella maggioranza ha prevalso una posizione diversa. Non è che sia stato un male. Non è mai un male quando si pronuncia il Parlamento: non si diceva che il governo accentra tutto, che fa largo uso di decreti? Ecco, adesso l’esecutivo ha delegato alla Camera, assegnandole un segno di dignità e sovranità. Bisognerebbe essere felici ma invece la sinistra ha uno strano concetto di democrazia”.

Non è un fatto astratto, però, lo scatto in avanti con cui la maggioranza ha assunto questa posizione. Si può affermare che la Lega abbia trascinato Meloni? “Beh, questa non è un’interpretazione sbagliata”, sorride Romeo affrettando appena il passo mentre i turisti già cenano all’aperto nei locali di Salita dè Crescenzi. Non è un caso neppure il fatto che la ratifica del nuovo Mes, dopo la lunga melina, sia stata portata in aula con l’intento di bocciarla proprio all’indomani della chiusura del Patto di stabilità.

L’opposizione parla di ripicca nei confronti dell’Europa: “No, a questo non credo proprio. Non c’è una connessione fra i due fatti”. Ma lei che ne pensa dell’esito del negoziato sul Patto? “Come dice il ministro Giorgetti, è un compromesso. Ci sono cose buone e altre meno buone. Non abbiamo apprezzato, ad esempio, che non sia passato lo scorporo delle spese del Pnrr”. A proposito di Giorgetti: l’accelerazione che ha portato al voto negativo dell’aula non l’ha fatto felice: “Non mi risulta si sia arrabbiato. Chi lo dice è male informato. Mi pare che abbia sempre sostenuto ufficialmente che si sarebbe dovuto esprimere il Parlamento, o sbaglio?”.

La partita è chiusa, dunque. Eppure c’è chi pensa che un altro ddl, con opportune modifiche (ad esempio quella sull’obbligo di sottoporre a una maggioranza qualificata in Parlamento un eventuale utilizzo del Mes) possa essere ripresentato alla Camera fra sei mesi, o ripartire nel Senato. Piazza di Sant’Eustachio, via della Dogana vecchia, sullo sfondo c’è piazza San Luigi de’ francesi dove Salvini da “semplice” senatore teneva frequentemente i suoi punti stampa per dettare la linea della Lega. Quale sia oggi, la posizione del Carroccio, Romeo lo dice prima di infilarsi a Palazzo Madama: «Non è possibile che si affronti nuovamente questa materia. Noi siamo e restiamo contrari».

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